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domenica 26 luglio 2026

Trump esulta per l’autostrada intitolata a suo nome nel Sahara, ma Rabat non conferma

Il presidente Usa condivide un video in cui la Tiznit-Dakhla viene chiamata “President Donald J. Trump Highway”, mentre fonti ufficiali marocchine non hanno ancora ratificato la decisione.

Con un post sulla sua piattaforma Truth Social, Donald Trump ha ringraziato domenica il re del Marocco Mohammed VI per aver intitolato a suo nome la nuova superstrada che collega Tiznit a Dakhla, attraversando per oltre mille chilometri il territorio conteso del Sahara Occidentale. Il video diffuso dal presidente americano – unico elemento a sostegno dell’intitolazione – descrive l’infrastruttura come «President Donald J. Trump Highway» e ne esalta il ruolo di «strada della pace per la prosperità». L’arteria, costata tra i 9 e i 10 miliardi di dirham (circa 880 milioni di euro), è entrata in servizio progressivamente fino al completamento dell’ultimo tratto nel gennaio 2025 e include sedici grandi opere d’arte, tra cui il ponte più lungo del Regno.

La scelta di legare il nome di Trump a un’opera che penetra nel Sahara Occidentale ha un evidente retroterra diplomatico. Nel 2020, al termine del suo primo mandato, Trump riconobbe per primo la sovranità marocchina sulla ex colonia spagnola, mossa che favorì l’adesione di Rabat agli Accordi di Abramo e la normalizzazione dei rapporti con Israele. Il video ricorda che il Marocco fu la prima nazione a riconoscere l’indipendenza degli Stati Uniti nel 1777 e che il trattato di pace e amicizia del 1786 costituisce la più antica relazione diplomatica ininterrotta nella storia americana. La nuova autostrada, secondo quanto illustrato nel filmato, è parte del Nuovo modello di sviluppo delle province del Sud lanciato nel 2015 e punta a rafforzare i collegamenti tra il nord del Paese e i territori sahariani, facilitando l’accesso all’Atlantico per gli Stati del Sahel.

Nonostante l’entusiasmo di Trump, che si è detto impaziente di percorrere «l’intera lunghezza di questa magnifica autostrada», da Rabat non è giunta alcuna conferma ufficiale. Fonti giornalistiche marocchine e internazionali sottolineano che l’appellativo compare esclusivamente nel video diffuso su Truth Social e che nessun organismo istituzionale ha finora annunciato un cambiamento formale della denominazione. La stampa algerina, da sempre critica verso le rivendicazioni marocchine sul Sahara, ha interpretato la vicenda come l’ennesima manifestazione di una «isteria» pro-Trump che, a suo dire, non avrebbe portato a Rabat benefici concreti oltre a qualche tweet presidenziale.

Al di là della disputa sul nome, l’infrastruttura rappresenta un tassello strategico per il Marocco. Il suo capolinea meridionale, Dakhla, ospita un maxi-progetto portuale sull’Atlantico il cui avvio è previsto per il 2028, pensato per attrarre investimenti e diventare un hub per i traffici con l’Africa subsahariana, l’Europa e le Americhe. L’amministrazione Trump, nel 2025, ha incoraggiato gli investitori statunitensi a finanziare progetti nelle province meridionali, consolidando una partnership che affonda le radici in oltre due secoli di diplomazia. Al momento, tuttavia, la “President Donald J. Trump Highway” resta una designazione affidata a un video social, in attesa di un eventuale suggello ufficiale da parte delle autorità marocchine.

Divergenza — chi la racconta come
44%Media
2 blocchi · posizioni da −0.20 a +0.90
CriticoFavorevole
GLFATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa del Golfo arabo+0.90aligned
Stampa atlantica / anglosfera−0.20neutral
Stampa del Golfo arabo+0.90

Il blocco del Golfo celebra l'iniziativa marocchina di intitolare a Trump la superstrada Tiznit-Dakhla, leggendola come un gesto di riconoscimento per il suo appoggio alla sovranità marocchina sul Sahara. La narrazione enfatizza il 'grande onore' e il legame personale tra Trump e il re Mohammed VI.

TrionfoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.20

Il blocco atlantico non copre direttamente la notizia, ma in base alla sua linea editoriale tende a inquadrare le mosse di Trump con cautela, sottolineando la mancanza di conferme ufficiali e le implicazioni politiche strumentali. La gratitudine di Trump viene vista come una mossa di auto-promozione più che un genuino riconoscimento.

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domenica 26 luglio 2026

Trump esulta per l’autostrada intitolata a suo nome nel Sahara, ma Rabat non conferma

Il presidente Usa condivide un video in cui la Tiznit-Dakhla viene chiamata “President Donald J. Trump Highway”, mentre fonti ufficiali marocchine non hanno ancora ratificato la decisione.

Con un post sulla sua piattaforma Truth Social, Donald Trump ha ringraziato domenica il re del Marocco Mohammed VI per aver intitolato a suo nome la nuova superstrada che collega Tiznit a Dakhla, attraversando per oltre mille chilometri il territorio conteso del Sahara Occidentale. Il video diffuso dal presidente americano – unico elemento a sostegno dell’intitolazione – descrive l’infrastruttura come «President Donald J. Trump Highway» e ne esalta il ruolo di «strada della pace per la prosperità». L’arteria, costata tra i 9 e i 10 miliardi di dirham (circa 880 milioni di euro), è entrata in servizio progressivamente fino al completamento dell’ultimo tratto nel gennaio 2025 e include sedici grandi opere d’arte, tra cui il ponte più lungo del Regno.

La scelta di legare il nome di Trump a un’opera che penetra nel Sahara Occidentale ha un evidente retroterra diplomatico. Nel 2020, al termine del suo primo mandato, Trump riconobbe per primo la sovranità marocchina sulla ex colonia spagnola, mossa che favorì l’adesione di Rabat agli Accordi di Abramo e la normalizzazione dei rapporti con Israele. Il video ricorda che il Marocco fu la prima nazione a riconoscere l’indipendenza degli Stati Uniti nel 1777 e che il trattato di pace e amicizia del 1786 costituisce la più antica relazione diplomatica ininterrotta nella storia americana. La nuova autostrada, secondo quanto illustrato nel filmato, è parte del Nuovo modello di sviluppo delle province del Sud lanciato nel 2015 e punta a rafforzare i collegamenti tra il nord del Paese e i territori sahariani, facilitando l’accesso all’Atlantico per gli Stati del Sahel.

Nonostante l’entusiasmo di Trump, che si è detto impaziente di percorrere «l’intera lunghezza di questa magnifica autostrada», da Rabat non è giunta alcuna conferma ufficiale. Fonti giornalistiche marocchine e internazionali sottolineano che l’appellativo compare esclusivamente nel video diffuso su Truth Social e che nessun organismo istituzionale ha finora annunciato un cambiamento formale della denominazione. La stampa algerina, da sempre critica verso le rivendicazioni marocchine sul Sahara, ha interpretato la vicenda come l’ennesima manifestazione di una «isteria» pro-Trump che, a suo dire, non avrebbe portato a Rabat benefici concreti oltre a qualche tweet presidenziale.

Al di là della disputa sul nome, l’infrastruttura rappresenta un tassello strategico per il Marocco. Il suo capolinea meridionale, Dakhla, ospita un maxi-progetto portuale sull’Atlantico il cui avvio è previsto per il 2028, pensato per attrarre investimenti e diventare un hub per i traffici con l’Africa subsahariana, l’Europa e le Americhe. L’amministrazione Trump, nel 2025, ha incoraggiato gli investitori statunitensi a finanziare progetti nelle province meridionali, consolidando una partnership che affonda le radici in oltre due secoli di diplomazia. Al momento, tuttavia, la “President Donald J. Trump Highway” resta una designazione affidata a un video social, in attesa di un eventuale suggello ufficiale da parte delle autorità marocchine.

Divergenza — chi la racconta come
44%Media
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Divergenza tra blocchi di stampa
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Stampa atlantica / anglosfera−0.20neutral
Stampa del Golfo arabo+0.90

Il blocco del Golfo celebra l'iniziativa marocchina di intitolare a Trump la superstrada Tiznit-Dakhla, leggendola come un gesto di riconoscimento per il suo appoggio alla sovranità marocchina sul Sahara. La narrazione enfatizza il 'grande onore' e il legame personale tra Trump e il re Mohammed VI.

TrionfoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.20

Il blocco atlantico non copre direttamente la notizia, ma in base alla sua linea editoriale tende a inquadrare le mosse di Trump con cautela, sottolineando la mancanza di conferme ufficiali e le implicazioni politiche strumentali. La gratitudine di Trump viene vista come una mossa di auto-promozione più che un genuino riconoscimento.

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