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Geopolitica e Politicamartedì 14 luglio 2026

Trump minaccia il sito sotterraneo di Pickaxe, Teheran avverte: "Risposta devastante"

Il presidente americano annuncia un probabile attacco alla montagna-fortezza vicino a Natanz, mentre proseguono i raid e la crisi dello Stretto di Hormuz.

La minaccia di un attacco diretto a Pickaxe Mountain, il complesso sotterraneo scavato nel granito a poca distanza dall’impianto di arricchimento di Natanz, ha innalzato la tensione tra Washington e Teheran a un livello senza precedenti. In un’intervista radiofonica, il presidente Donald Trump ha dichiarato che le forze americane «probabilmente daranno una chance a Pickaxe relativamente presto», descrivendo il sito come un possibile bersaglio per «un bel colpo grosso e grasso». La dichiarazione è giunta mentre l’aviazione statunitense conduceva per la terza notte consecutiva raid sul territorio iraniano e la Marina annunciava il ripristino del blocco navale nello Stretto di Hormuz. Da Teheran, una fonte di sicurezza di alto livello ha replicato avvertendo che un’eventuale concretizzazione della minaccia innescherebbe «una risposta devastante, il cui prezzo sarà pagato dai soldati americani e dai loro partner regionali».

Secondo l’intelligence occidentale, Pickaxe Mountain – Kuh-e Kolang Gaz La in farsi, letteralmente “Montagna del Piccone” – ospita due complessi di gallerie scavate a profondità comprese tra i cento e i seicento metri sotto la catena degli Zagros, ben oltre la capacità di penetrazione delle più potenti bombe anti-bunker statunitensi. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) non ha mai ottenuto accesso al sito, che l’Iran descrive ufficialmente come un impianto per l’assemblaggio di centrifughe avanzate. Tuttavia, secondo l’Institute for Science and International Security di Washington, le immagini satellitari mostrano un’attività costruttiva continua, con camion e materiali edili in movimento ancora nelle ultime settimane, in apparente violazione del memorandum d’intesa firmato da Stati Uniti e Iran nel giugno scorso, che imponeva il congelamento di ogni sviluppo nei siti nucleari.

Dal punto di vista militare, la conformazione geologica del sito rappresenta una sfida inedita. A differenza dell’impianto di Fordow, colpito con ordigni penetranti GBU-57 nel 2025, Pickaxe Mountain è protetta da centinaia di metri di roccia granitica compatta. Analisti della difesa europei e americani ritengono che per neutralizzare il complesso sarebbero necessari esplosivi ad alto potenziale piazzati direttamente all’interno delle gallerie, un’operazione che richiederebbe l’impiego di forze speciali sul terreno, con rischi di escalation difficilmente calcolabili. La minaccia di Trump si inserisce in un quadro di pressione militare crescente, che ha già portato alla chiusura unilaterale dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, con ripercussioni immediate sulla sicurezza delle rotte energetiche da cui dipende anche l’approvvigionamento di greggio dell’Italia e dell’Europa meridionale.

Sul piano diplomatico, la situazione appare bloccata. Trump ha sostenuto che un accordo di pace era stato raggiunto «due giorni fa», salvo poi essere respinto dalla controparte, mentre fonti iraniane negano qualsiasi attività nucleare illecita a Pickaxe e ribadiscono che la chiusura dello Stretto rientra nella «difesa dei diritti del popolo iraniano». L’AIEA, da parte sua, continua a non avere accesso al sito, e il sospetto che vi siano già state trasferite quantità di uranio arricchito al 60% alimenta i timori di una soglia nucleare ormai prossima. Il dossier resta aperto: la prossima mossa attesa è la decisione operativa di Washington su un eventuale raid, mentre i canali diplomatici restano formalmente attivi ma privi di risultati tangibili.

Divergenza — chi la racconta come
9%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.20 a 0.00
CriticoFavorevole
INDGLFEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa indiana e sudasiatica0.00neutral
Stampa del Golfo arabo−0.20neutral
Stampa europea continentale0.00neutral
Stampa indiana e sudasiatica0.00
Voce

L'India osserva la minaccia di Trump come un fatto tecnico-militare, senza allarmismi. Il presidente americano parla di un 'bel colpo grosso' e lo Space Force tiene d'occhio il sito. Non c'è spazio per la reazione iraniana.

Meccanismosemplificazione unilaterale

La credibilità è costruita riportando solo le parole di Trump e citando lo Space Force come garante del monitoraggio, omettendo la risposta iraniana per mantenere un tono distaccato e rassicurante.

Omissione

Manca la minaccia iraniana di una 'risposta devastante', presente nei blocchi del Golfo e latinoamericano, che avrebbe aumentato la tensione narrativa.

DistaccoPragmatismo
Stampa del Golfo arabo−0.20
Voce

Il Golfo arabo dà voce alla minaccia iraniana: se Trump attacca, la risposta sarà devastante e colpirà soldati americani e partner regionali. L'Iran è presentato come determinato a reagire, non come vittima.

Meccanismoescalation simmetrica

La plausibilità è rafforzata citando una fonte di sicurezza iraniana anonima ma di alto livello, che conferisce autorevolezza alla minaccia, e usando un linguaggio diretto ('risposta devastante') che crea urgenza.

Omissione

Manca l'affermazione di Trump sulla possibilità di un accordo di pace, presente nel blocco europeo, che avrebbe attenuato la contrapposizione.

AllarmeRevanscismo
Stampa europea continentale0.00
Voce

L'Europa continentale descrive gli attacchi in corso e il contesto del sito nucleare, riportando sia le dichiarazioni di Trump su un possibile accordo sia la minaccia iraniana. La narrazione è equilibrata e analitica.

Meccanismocontestualizzazione analitica

La credibilità è costruita attraverso la descrizione dettagliata del sito (profondità, posizione) e la citazione di fonti multiple (Trump, fonte iraniana), offrendo una visione d'insieme che sembra obiettiva.

DistaccoPragmatismo
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Trump minaccia il sito sotterraneo di Pickaxe, Teheran avverte: "Risposta devastante"

Il presidente americano annuncia un probabile attacco alla montagna-fortezza vicino a Natanz, mentre proseguono i raid e la crisi dello Stretto di Hormuz.

La minaccia di un attacco diretto a Pickaxe Mountain, il complesso sotterraneo scavato nel granito a poca distanza dall’impianto di arricchimento di Natanz, ha innalzato la tensione tra Washington e Teheran a un livello senza precedenti. In un’intervista radiofonica, il presidente Donald Trump ha dichiarato che le forze americane «probabilmente daranno una chance a Pickaxe relativamente presto», descrivendo il sito come un possibile bersaglio per «un bel colpo grosso e grasso». La dichiarazione è giunta mentre l’aviazione statunitense conduceva per la terza notte consecutiva raid sul territorio iraniano e la Marina annunciava il ripristino del blocco navale nello Stretto di Hormuz. Da Teheran, una fonte di sicurezza di alto livello ha replicato avvertendo che un’eventuale concretizzazione della minaccia innescherebbe «una risposta devastante, il cui prezzo sarà pagato dai soldati americani e dai loro partner regionali».

Secondo l’intelligence occidentale, Pickaxe Mountain – Kuh-e Kolang Gaz La in farsi, letteralmente “Montagna del Piccone” – ospita due complessi di gallerie scavate a profondità comprese tra i cento e i seicento metri sotto la catena degli Zagros, ben oltre la capacità di penetrazione delle più potenti bombe anti-bunker statunitensi. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) non ha mai ottenuto accesso al sito, che l’Iran descrive ufficialmente come un impianto per l’assemblaggio di centrifughe avanzate. Tuttavia, secondo l’Institute for Science and International Security di Washington, le immagini satellitari mostrano un’attività costruttiva continua, con camion e materiali edili in movimento ancora nelle ultime settimane, in apparente violazione del memorandum d’intesa firmato da Stati Uniti e Iran nel giugno scorso, che imponeva il congelamento di ogni sviluppo nei siti nucleari.

Dal punto di vista militare, la conformazione geologica del sito rappresenta una sfida inedita. A differenza dell’impianto di Fordow, colpito con ordigni penetranti GBU-57 nel 2025, Pickaxe Mountain è protetta da centinaia di metri di roccia granitica compatta. Analisti della difesa europei e americani ritengono che per neutralizzare il complesso sarebbero necessari esplosivi ad alto potenziale piazzati direttamente all’interno delle gallerie, un’operazione che richiederebbe l’impiego di forze speciali sul terreno, con rischi di escalation difficilmente calcolabili. La minaccia di Trump si inserisce in un quadro di pressione militare crescente, che ha già portato alla chiusura unilaterale dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, con ripercussioni immediate sulla sicurezza delle rotte energetiche da cui dipende anche l’approvvigionamento di greggio dell’Italia e dell’Europa meridionale.

Sul piano diplomatico, la situazione appare bloccata. Trump ha sostenuto che un accordo di pace era stato raggiunto «due giorni fa», salvo poi essere respinto dalla controparte, mentre fonti iraniane negano qualsiasi attività nucleare illecita a Pickaxe e ribadiscono che la chiusura dello Stretto rientra nella «difesa dei diritti del popolo iraniano». L’AIEA, da parte sua, continua a non avere accesso al sito, e il sospetto che vi siano già state trasferite quantità di uranio arricchito al 60% alimenta i timori di una soglia nucleare ormai prossima. Il dossier resta aperto: la prossima mossa attesa è la decisione operativa di Washington su un eventuale raid, mentre i canali diplomatici restano formalmente attivi ma privi di risultati tangibili.

Divergenza — chi la racconta come
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L'India osserva la minaccia di Trump come un fatto tecnico-militare, senza allarmismi. Il presidente americano parla di un 'bel colpo grosso' e lo Space Force tiene d'occhio il sito. Non c'è spazio per la reazione iraniana.

Meccanismosemplificazione unilaterale

La credibilità è costruita riportando solo le parole di Trump e citando lo Space Force come garante del monitoraggio, omettendo la risposta iraniana per mantenere un tono distaccato e rassicurante.

Omissione

Manca la minaccia iraniana di una 'risposta devastante', presente nei blocchi del Golfo e latinoamericano, che avrebbe aumentato la tensione narrativa.

DistaccoPragmatismo
Stampa del Golfo arabo−0.20
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Il Golfo arabo dà voce alla minaccia iraniana: se Trump attacca, la risposta sarà devastante e colpirà soldati americani e partner regionali. L'Iran è presentato come determinato a reagire, non come vittima.

Meccanismoescalation simmetrica

La plausibilità è rafforzata citando una fonte di sicurezza iraniana anonima ma di alto livello, che conferisce autorevolezza alla minaccia, e usando un linguaggio diretto ('risposta devastante') che crea urgenza.

Omissione

Manca l'affermazione di Trump sulla possibilità di un accordo di pace, presente nel blocco europeo, che avrebbe attenuato la contrapposizione.

AllarmeRevanscismo
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L'Europa continentale descrive gli attacchi in corso e il contesto del sito nucleare, riportando sia le dichiarazioni di Trump su un possibile accordo sia la minaccia iraniana. La narrazione è equilibrata e analitica.

Meccanismocontestualizzazione analitica

La credibilità è costruita attraverso la descrizione dettagliata del sito (profondità, posizione) e la citazione di fonti multiple (Trump, fonte iraniana), offrendo una visione d'insieme che sembra obiettiva.

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