
Trump nega a Zelensky i missili Patriot, priorità alla difesa in Medio Oriente
Il presidente americano ha respinto la richiesta ucraina di centinaia di intercettori Patriot, citando la scarsità di scorte e le priorità in Medio Oriente.
Secondo il Financial Times, il presidente americano Donald Trump ha respinto la richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di fornire centinaia di missili intercettori per i sistemi Patriot. Fonti anonime hanno riferito al quotidiano che durante un incontro alla Casa Bianca la scorsa settimana, Trump ha giustificato il rifiuto con la scarsità di scorte negli Stati Uniti e la necessità di proteggere le installazioni americane in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo durante il conflitto con l'Iran.
La richiesta di Zelensky è arrivata dopo un massiccio attacco russo del 5 agosto. L'aviazione ucraina ha dichiarato di aver abbattuto 98 droni, ma di non essere riuscita a intercettare nessuno dei 24 missili balistici lanciati; il presidente Zelensky ha invece affermato che solo uno dei 27 missili balistici era stato intercettato. L'attacco ha causato almeno 17 morti e 44 feriti. Zelensky ha criticato pubblicamente gli alleati per la lentezza nel fornire sistemi antibalistici e ha chiesto nuove sanzioni da parte del G7 e dell'Unione europea contro la Russia.
Il diniego di Trump aggrava la cronica carenza di intercettori Patriot in Ucraina, l'unico sistema occidentale in grado di contrastare con affidabilità i missili balistici russi. Kiev sta spingendo per ottenere una licenza di produzione nazionale o europea. Durante il vertice Nato di Ankara a luglio, Trump aveva promesso a Zelensky una licenza, ma in seguito ha mostrato scetticismo, affermando che gli Stati Uniti devono essere «molto attenti» a cedere la tecnologia. L'ambasciatore americano alla Nato, Matthew Whitaker, sta guidando i negoziati per un possibile accordo, che includerebbe opzioni come la produzione di componenti in Ucraina con assemblaggio finale in Germania o l'inserimento di Kiev in un programma congiunto Usa-Europa. Il portavoce di Whitaker ha dichiarato che la recente visita a Kiev mirava a esplorare «opportunità di cooperazione in innovazioni per il campo di battaglia, come i droni», senza menzionare specificamente i Patriot.
Secondo gli esperti, anche in caso di licenza, ci vorrebbero anni per avviare la produzione. Finora gli Stati Uniti hanno concesso solo due licenze per la produzione di intercettori Patriot: alla Germania e alla giapponese Mitsubishi Heavy Industries nel 2006, esclusivamente per il mercato interno. Le discussioni proseguono, senza che sia stato dato ordine di interromperle, secondo fonti vicine ai negoziati.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
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Non possiamo esaurire le nostre difese per le richieste di Kiev.
Il rifiuto è giustificato citando limiti concreti delle scorte e impegni regionali concorrenti, rendendo la decisione una razionale allocazione di risorse limitate.
I negoziati in corso per la produzione ucraina di componenti Patriot vengono omessi, che suggerirebbero un rifiuto meno netto.
Trump antepone i propri interessi nel Golfo alla disperata necessità di difesa aerea dell'Ucraina.
Raccontando il fallimento ucraino nell'intercettare missili russi in un recente attacco, la narrazione amplifica il senso di impotenza ucraina e giustifica lo scetticismo iraniano verso gli impegni americani.
Il fatto che gli Stati Uniti stiano ancora negoziando un accordo di licenza per la produzione ucraina viene omesso, il che attenuerebbe la rappresentazione di un rifiuto totale.
Gli Stati Uniti non sono in grado di sostenere pienamente l'Ucraina, rivelando discordie interne e risorse sovraccaricate.
Il resoconto giustappone il rifiuto netto di Trump con i negoziati in corso per la licenza, suggerendo che gli stessi USA considerano insufficiente la propria capacità produttiva per sostenere l'Ucraina.
La specifica motivazione americana di proteggere le proprie forze in Medio Oriente è inclusa, ma il contesto più ampio degli impegni globali di difesa USA viene ridimensionato.
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