
Trump accusa la Giordania dopo l'attacco iraniano che ha ucciso tre soldati Usa
Il presidente americano ha criticato Amman per la gestione della sicurezza, mentre Teheran rivendica l'operazione. La Giordania nega che l'attacco abbia causato vittime.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato duramente la Giordania dopo che un attacco missilistico iraniano ha ucciso tre soldati americani presso la base aerea Muwaffaq Salti, in Giordania, lo scorso 17 luglio. Secondo quanto riportato da Middle East Monitor e citato da due fonti, Trump ha dichiarato che l'incidente non si sarebbe verificato se la sicurezza fosse stata gestita da personale statunitense. «Quando si lascia che altri facciano il proprio lavoro, le cose non vanno sempre per il verso giusto», ha affermato il presidente durante un incontro alla Casa Bianca con il presidente libanese Joseph Aoun.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha rivendicato l'attacco, affermando di aver colpito un sistema radar americano e di aver ucciso diversi soldati. L'IRGC ha inoltre accusato il segretario alla Difesa Pete Hegseth di non aver rivelato il numero reale delle vittime. La Giordania, da parte sua, ha smentito che l'attacco abbia provocato vittime, secondo quanto riportato da una fonte locale. Le tre vittime sono state identificate dal Pentagono come il primo tenente Tyler James Feehan, 25 anni, il sergente Angel S. Rampersad, 28 anni, e la soldatessa Isabella Gonzales, 19 anni. Un quarto militare, il sergente Michael Emmanuel Swinton, 30 anni, è morto in un incidente separato a Erbil, in Iraq, durante la detonazione controllata di un drone iraniano.
Secondo il Pentagono, dallo scorso 7 luglio sono rimasti feriti cento soldati statunitensi, di cui il 96 per cento è tornato in servizio. Dall'inizio del conflitto, a febbraio, il numero totale di soldati americani uccisi ha raggiunto quota 18, anche se la maggior parte delle perdite non è stata causata direttamente da attacchi iraniani. Analisti citati da Al Jazeera hanno sottolineato che, nonostante i ripetuti bombardamenti statunitensi, l'Iran ha mantenuto capacità militari significative, inclusi missili balistici e droni sempre più sofisticati, in grado di eludere parzialmente i sistemi di difesa come Patriot e THAAD. Secondo Jennifer Kavanagh, del think tank Defense Priorities, la precisione degli attacchi iraniani è migliorata nel tempo, probabilmente con il supporto di intelligence russa e cinese.
L'attacco in Giordania rappresenta uno degli episodi più gravi dall'inizio delle ostilità, con tre soldati uccisi in un singolo evento. Secondo gli analisti, la capacità iraniana di colpire basi americane esposte nella regione, dove circa 50mila soldati Usa sono dislocati in strutture semipermanenti, dimostra la resilienza di Teheran nonostante le perdite subite. Non sono emerse, al momento, indicazioni su ulteriori dichiarazioni ufficiali da parte della Casa Bianca o del Pentagono riguardo all'evoluzione della situazione.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.80 | critical |
|---|---|---|
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La retorica di Trump sulla guerra in Iran viene smascherata come autocelebrativa: il presidente usa la cerimonia per i caduti per alimentare la propria immagine, mentre le reali cause dell'escalation restano in ombra.
Il conflitto Iran-USA viene inquadrato come una minaccia per l'economia globale: crollo dell'oro, rischio di blocco degli stretti, e le nuove minacce di Trump all'Iran alimentano l'incertezza sui mercati.
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