
Truth Social vende accesso prioritario ai post di Trump: accuse di corruzione
La piattaforma del presidente offre a Wall Street un abbonamento da 100.000 dollari al mese per ricevere in anticipo le sue dichiarazioni, scatenando polemiche e richieste d'indagine.
La società Trump Media & Technology Group ha lanciato sabato scorso un servizio a pagamento chiamato Truth API, che consente a banche, fondi e società di trading di accedere in tempo reale alle pubblicazioni delle dieci voci più influenti di Truth Social, comprese quelle del presidente Donald Trump. Il costo dell'abbonamento è di centomila dollari al mese, una cifra che, secondo i calcoli dell'Associated Press, basterebbero tre sottoscrittori per quasi raddoppiare il fatturato annuo della società, fermo a 3,7 milioni di dollari nel 2024.
Il meccanismo è pensato per il cosiddetto trading ad alta frequenza, dove frazioni di secondo fanno la differenza. Kevin McGurn, amministratore delegato ad interim di Trump Media, ha spiegato in un comunicato che il feed offre «un flusso diretto, concesso in licenza e in tempo reale delle truth della piattaforma con il maggiore impatto sul mercato». Altri social network vendono da tempo flussi di dati rapidi, ma Truth Social si distingue perché, come osservano fonti vicine al dossier, non si limita a diffondere notizie: le crea. I post di Trump su guerre, dazi e banche centrali hanno già provocato oscillazioni nei prezzi del petrolio, dei titoli di Stato e delle azioni di singole aziende come Palantir e Intel.
La novità ha sollevato un coro di critiche trasversali. Irene Aldridge, direttrice della società di analisi finanziaria Able Alpha Trading, ha dichiarato alla stampa internazionale: «Se fosse l'amministratore delegato di una società quotata in borsa, questa sarebbe una condanna al carcere». I senatori democratici Elizabeth Warren e Adam Schiff hanno chiesto alla Securities and Exchange Commission di aprire un'indagine per verificare se il servizio violi le norme sul mercato e rappresenti un abuso della carica presidenziale a fini personali. Trump possiede infatti circa il 41 per cento di Trump Media, secondo la sua dichiarazione patrimoniale del 2025, e trarrà profitto diretto dagli abbonamenti.
L'ufficio stampa della Casa Bianca ha rifiutato di rispondere alle domande sull'eticità del servizio, rinviando alla società madre. Trump Media ha replicato accusando i critici di fraintendere la distinzione tra informazioni pubbliche e non pubbliche per ostilità ideologica verso il libero mercato. Il prossimo passo sarà la decisione della SEC sulla richiesta d'indagine presentata dai senatori democratici.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.90 | critical |
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| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | −0.50 | critical |
Truth Social vende accesso privilegiato ai post di Trump, trasformando il potere presidenziale in profitto privato a scapito del pubblico.
La retorica si basa su un netto contrasto tra gli insider di Wall Street e i cittadini comuni, usando un linguaggio di tradimento e corruzione.
Omette che la vendita di accesso anticipato ai post è una pratica comune tra molte aziende e media, normalizzando l'iniziativa.
Truth Social offre un servizio a pagamento di accesso anticipato ai post di Trump per trader ad alta frequenza a 100.000 dollari al mese.
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