
La rivincita annunciata: Strickland batte Chimaev e riconquista il titolo dei pesi medi UFC
Un upset clamoroso al Prudential Center: Sean Strickland sconfigge Khamzat Chimaev per decisione non unanime e si riprende la cintura. L’imbattuto ceceno subisce la prima sconfitta in carriera.
La notte di Newark ha riscritto una pagina della middleweight division. Sean Strickland, sfidante partito sfavorito, ha strappato il titolo a Khamzat Chimaev con una vittoria ai punti che ha del clamoroso. Il verdetto dei giudici, due contro uno dopo cinque round serrati, ha premiato la resistenza e il striking dell'americano, capace di segnare 123 colpi totali contro i 98 del campione in carica.
Chimaev ha imposto la sua lotta con nove takedown, ma il controllo al suolo è durato appena sette minuti complessivi, una cifra che dice quanto poco il grappling abbia inciso sull'esito della contesa. Da Mosca, l'ex campione Bellator Aleksandr Šlemenko non ha avuto dubbi: «Un incontro molto equilibrato, i voti potevano andare in entrambi i sensi. Il mio personale 3-2 dava il primo e il terzo round a Chimaev».
Una valutazione serena che conferma la legittimità del risultato. Strickland, dal canto suo, ha rivelato di aver combattuto con una spalla infortunata, lesa martedì durante un allenamento con il campione PFL Johnny Eblen. «L'ho colpito con la testa come un mattone», ha spiegato dopo la cerimonia della cintura. Un dettaglio che aggiunge dimensioni epiche a una prestazione già memorabile.
Per il ceceno naturalizzato emiratino, invece, è la prima sconfitta in carriera dopo sedici successi consecutivi. Subito dopo il verdetto, da Abu Dhabi il suo team ha confermato che Chimaev sta bene fisicamente, ma la sconfitta apre scenari inediti. Sui social, il diretto interessato ha scritto a Strickland: «Ci rivedremo presto».
Una promessa di rivincita che sembra scontrarsi con un'altra possibilità: secondo indiscrezioni raccolte nel backstage, Chimaev avrebbe manifestato a Dana White l'intenzione di salire di categoria, abbandonando i 185 libbre per sfidare i pesi mediomassimi. L'Europa segue con attenzione le mosse del fighter di origini cecene, idolo di una platea transnazionale che va dal Caucaso agli Emirati. La divisione dei pesi medi ritrova un campione pragmatico e duro, mentre la prospettiva di un rematch – o di un salto di peso – terrà acceso il dibattito nei prossimi mesi.
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