
La campionessa di scacchi Polgar rifiuta la presidenza ungherese offerta da Magyar
La grande maestra ha declinato l'invito del premier, spiegando di non sentirsi in grado di unire una nazione divisa dopo la fine del mandato del presidente Sulyok.
La leggenda ungherese degli scacchi Judit Polgar ha respinto la proposta del primo ministro Peter Magyar di assumere la carica di presidente della Repubblica. In un messaggio diffuso sui social network, la quarantanovenne grande maestra, considerata la più forte giocatrice di sempre, ha motivato la decisione con la mancanza di «forza per assumermi la responsabilità storica di unire una nazione divisa», pur dichiarandosi pronta a sostenere un futuro capo dello Stato indipendente e rispettato.
La candidatura di Polgar era stata avanzata da Magyar come parte del progetto di «cambio di regime» dopo sedici anni di governo del nazionalista Viktor Orbán. Secondo quanto riportato dalle agenzie, il premier – il cui partito Tisza ha ottenuto una maggioranza di due terzi in parlamento nelle elezioni di aprile – aveva indicato nella campionessa una figura super partes, capace di rappresentare l'unità nazionale in una fase di transizione istituzionale. Fonti vicine all'esecutivo di Budapest avevano sottolineato che la nomina di una personalità estranea alla politica avrebbe dovuto favorire il processo di smantellamento delle strutture di potere ereditate dall'era Orbán.
La presidenza ungherese era divenuta vacante dopo che il capo dello Stato uscente, Tamás Sulyok, alleato del precedente esecutivo, aveva firmato un emendamento costituzionale che poneva fine anticipatamente al suo mandato. La modifica, approvata dalla maggioranza qualificata di Tisza, è stata giustificata con la necessità di ripristinare la fiducia pubblica nell'istituzione. In attesa dell'elezione del successore, le funzioni presidenziali sono esercitate ad interim dalla presidente del Parlamento, Ágnes Forsthoffer. La Costituzione impone ora all'Assemblea nazionale di eleggere un nuovo presidente entro trenta giorni.
Polgar, unica donna ad aver mai raggiunto la top ten mondiale assoluta e ad aver superato la soglia dei 2700 punti Elo, gode in Ungheria di una popolarità trasversale. La sua rinuncia, accolta con rammarico da Magyar, lascia aperta la ricerca di un candidato alternativo in grado di raccogliere il consenso necessario. Il voto parlamentare è atteso nelle prossime settimane, mentre il governo prosegue nel percorso di riforma costituzionale annunciato.
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