
Ventidue Paesi uniti: "Iran, basta omicidi e rapimenti sul nostro suolo"
La denuncia congiunta di Stati Uniti, Europa e Australia accusa i Guardiani della rivoluzione di usare bande criminali per colpire dissidenti, giornalisti e comunità ebraiche, minando la sovranità nazionale.
In un clima di crescente tensione internazionale, ventidue Paesi – tra cui gli Stati Uniti e gran parte dell’Unione europea, insieme all’Australia – hanno firmato una dichiarazione congiunta senza precedenti, intimando all’Iran di cessare immediatamente ogni azione ostile condotta sul loro territorio. Il testo, diffuso giovedì in forma coordinata, denuncia quello che definisce l’uso “ignobile” da parte dei servizi di sicurezza iraniani di bande criminali locali e transnazionali per orchestrare attentati, rapimenti e intimidazioni in Europa, Nord America e Oceania. Si tratta di un affondo diretto che, secondo analisti vicini a Bruxelles, riflette un livello di allarme crescente tra le capitali occidentali di fronte alla sistematica violazione della sovranità nazionale.
Nel mirino della dichiarazione finiscono in particolare l’intelligence del Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (Irgc) e la sua branca operativa estera, la Forza Quds, accusati di aver orchestrato “complotti letali e azioni malevole” contro dissidenti iraniani, giornalisti indipendenti e comunità e interessi ebraici e israeliani. La nota congiunta non si limita a condannare gli episodi già noti – come gli attacchi sventati in Danimarca o Francia – ma riconduce quelle azioni a una strategia deliberata, che sfrutta la criminalità organizzata per aggirare i controlli e mantenere una parvenza di negabilità. “Ogni tentativo di uccidere, rapire, molestare o intimidire individui sul nostro suolo – recita il comunicato – mina le norme internazionali e non sarà tollerato”.
Da Roma come da Berlino, la questione assume una risonanza particolare. L’Italia, che già in passato ha visto emergere indagini su cellule legate ai pasdaran e operazioni di intelligence ostile, osserva con attenzione il rafforzamento di un fronte comune. Secondo fonti europee, la scelta di includere nel documento anche l’Australia segnala la volontà di allargare il consenso oltre la tradizionale area euro-atlantica, isolando diplomaticamente Teheran e rendendo più difficile giustificare eventuali ritorsioni come meramente anti-occidentali. L’aspetto forse più innovativo, sottolineano gli esperti nordamericani, è l’accusa aperta all’uso di gang criminali: un riconoscimento di quanto sia divenuta fluida la minaccia, capace di innestarsi nei gangli della società civile.
Quale sarà ora la reazione di Teheran? È prevedibile una smentita e la riproposizione della retorica vittimistica, ma la simultaneità e la durezza del messaggio potrebbero indurre a una temporanea cautela operativa. Alcuni analisti mediorientali ipotizzano che la dichiarazione preluda a un nuovo pacchetto di sanzioni mirate contro individui e entità dei Guardiani, o a un rafforzamento della cooperazione di intelligence sotto l’ombrello dell’alleanza atlantica. Nel frattempo, restano alti i timori per la sicurezza di esponenti dell’opposizione iraniana in esilio e di obiettivi israeliani, in un contesto in cui la deterrenza passa anche attraverso la chiarezza delle linee rosse. La partita per la tutela della legalità internazionale si gioca ora, in modo sempre più esplicito, sul terreno delle azioni ibride e delle ombre.
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.50 | critical |
| Stampa del Golfo arabo | −0.70 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.60 | critical |
La dichiarazione di 22 paesi condanna gli attacchi extraterritoriali dell'Iran come violazioni della sovranità, chiedendo una cessazione immediata.
22 paesi chiedono all'Iran di cessare gli attacchi sul loro territorio, definendo le azioni inaccettabili.
22 stati denunciano il 'terrorismo transfrontaliero' iraniano, avvertendo che tali atti minacciano stabilità e sovranità.
22 nazioni, inclusi gli USA, mettono in guardia l'Iran dal compiere attacchi sul loro territorio, citando violazioni della sovranità.
Allarga lo sguardo
Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera
8 lingue · 36 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
4 lingue · 16 testate
Da TechnologyAmazon finanzia in Texas una maxi-centrale a gas per l’IA: emissioni record
6 lingue · 10 testate