
Violenza e misoginia nei campus: dall’Argentina al Brasile, un’emergenza globale
Un barricato a Buenos Aires, una lista ‘stuprina’ in Brasile, un assalto armato in Egitto: l’onda di violenza tra i banchi universitari.
Il martedì di metà settimana è stato segnato a Buenos Aires da un episodio che ha scosso la comunità accademica argentina. Un ventiseienne denunciato per molestie si è barricato all’interno della Facoltà di Scienze Sociali dell’Università di Buenos Aires, nonostante un provvedimento amministrativo che gli vietava l’accesso per sessanta giorni a seguito di ripetute violenze verbali e fisiche ai danni di studentesse. Sono state le stesse compagne a trascinarlo fuori con la forza, prima dell’intervento della polizia.
La scena, ripresa sui social, ha acceso un dibattito sull’efficacia delle tutele contro la violenza di genere negli atenei. Ma il caso argentino non è un’eccezione nel panorama internazionale. Nella stessa settimana, in Brasile, l’Università Federale del Mato Grosso ha aperto un procedimento disciplinare per accertare le responsabilità di alcuni studenti di Giurisprudenza che avrebbero redatto e diffuso una lista in cui le colleghe venivano classificate come «stuprate».
L’ateneo ha condannato con fermezza ogni forma di naturalizzazione della violenza e della misoginia, ma la notizia ha riportato alla luce una piaga sistemica che attraversa l’istruzione superiore latinoamericana. Dall’altra parte del mondo, in Egitto, il ministero dell’Istruzione superiore è intervenuto dopo che un gruppo di estranei armati di coltelli ha fatto irruzione nell’Università di Rashid, seminando il panico tra gli studenti per ragioni riconducibili a dissidi personali interni. La direzione ha chiamato la polizia, sospeso i coinvolti e avviato un’inchiesta, assicurando che le lezioni e gli esami proseguono regolarmente.
Tre episodi diversi, accomunati da una fragilità istituzionale che preoccupa gli osservatori di Bruxelles: in Europa, e in particolare in Italia, i casi di molestie e aggressioni nei campus hanno portato a un inasprimento dei codici di condotta e a campagne di sensibilizzazione, ma la strada verso una reale prevenzione resta lunga. La richiesta che emerge con forza dagli studenti, da Buenos Aires a Cuiabá, è quella di procedure più rapide e trasparenti, capaci non solo di punire ma di anticipare e disinnescare le dinamiche di violenza. Il futuro della sicurezza universitaria passa per un patto di responsabilità condivisa tra atenei, forze dell’ordine e comunità studentesca, in un dialogo che non conosce confini.
Allarga lo sguardo
Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera
6 lingue · 36 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
4 lingue · 16 testate
Da TechnologyPasseggiata spaziale sulla Iss per preparare i nuovi pannelli solari Irosa
3 lingue · 7 testate