
Accise, il giallo del taglio: annunciato fino al 21, ma in Gazzetta dura solo fino al 10
La nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti, varata giovedì dal Consiglio dei ministri, si è trasformata in un piccolo giallo burocratico che ha colto di sorpresa automobilisti e associazioni dei consumatori. Mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di annuncio, aveva parlato di uno sconto di 21 giorni, il decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale ne prevede appena nove, dal 2 al 10 maggio. Una differenza non da poco, che il governo promette di sanare con un successivo decreto ministeriale che estenderebbe la riduzione fino al 22 maggio, per un costo complessivo di 146,5 milioni di euro.
La vicenda, tuttavia, ha già sollevato critiche: il Codacons ha chiesto chiarimenti immediati, paventando il rischio che dall'11 maggio il prezzo del gasolio torni a superare i 2,3 euro al litro, riportando l'Italia in cima alla classifica europea dei listini alla pompa. Dietro la confusione si cela una scelta politica precisa: il taglio è differenziato tra benzina e diesel. Per il gasolio resta la riduzione di 20 centesimi al litro, mentre per la benzina scende a 5 centesimi (circa 6 con l’Iva), una marcia indietro rispetto all’allineamento fiscale deciso con l’ultima legge di Bilancio.
Una decisione che, secondo l'ottica di Palazzo Chigi, risponde alla disparità di aumento dei prezzi nelle ultime settimane: il diesel è cresciuto del 24 per cento, la benzina solo del 6. Lo scenario non riguarda solo l’Italia. In Germania, dal primo maggio è entrato in vigore un taglio dell’imposta energetica di 16,7 centesimi al litro, valido per due mesi, mentre in Francia un grande gruppo energetico ha deciso di congelare i propri prezzi.
Nella vicina Svizzera, dove il carburante costa oggi circa 1,90 franchi al litro, il rischio concreto è che si inneschi un nuovo tank tourism verso i Paesi confinanti, come già accaduto in altre occasioni. L’intervento italiano, per quanto temporaneo e contraddittorio nella comunicazione, si inserisce dunque in un quadro europeo di misure emergenziali per contenere l’impatto della crisi iraniana e del blocco dello stretto di Hormuz. Resta da vedere se il meccanismo delle proroghe a tappe riuscirà a garantire una tregua stabile ai consumatori o se, come temono gli analisti di Bruxelles, la frammentazione delle politiche fiscali nazionali rischi di distorcere la concorrenza e alimentare tensioni sui prezzi già a partire dalla prossima settimana.
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