
D4vd in aula per l’udienza preliminare: accusato di omicidio e abusi su una minorenne
Il cantante David Burke, noto come D4vd, rischia l’ergastolo o la pena capitale per la morte della quattordicenne Celeste Rivas Hernandez.
Nei giorni scorsi si è aperta a Los Angeles l’udienza preliminare che deciderà se il cantante David Anthony Burke, in arte D4vd, debba essere processato per l’omicidio della quattordicenne Celeste Rivas Hernandez. Secondo l’accusa, rappresentata dal procuratore Nathan Hochman, la giovane sarebbe stata uccisa con due coltellate al petto nell’aprile 2025 nella casa di Burke a Hollywood Hills, dopo aver minacciato di rivelare la relazione clandestina che li legava da quando lei aveva tredici anni e lui diciotto. La difesa ha respinto ogni addebito, dichiarando il proprio assistito non colpevole di tutti i capi d’imputazione: omicidio di primo grado, abuso sessuale continuato su minore e mutilazione di cadavere.
Durante le prime udienze sono emersi dettagli che la procura considera cruciali. Il detective Joshua Byers, della squadra omicidi della polizia di Los Angeles, ha testimoniato che al ritrovamento del corpo — avvenuto nel settembre 2025 nel vano anteriore di una Tesla intestata a Burke — i resti erano irriconoscibili per l’avanzata decomposizione. Secondo l’accusa, l’artista avrebbe acquistato online, usando uno pseudonimo ma pagando con le proprie carte di credito, una motosega, una pala, una piscina gonfiabile e un sacco per cadaveri. La piscina sarebbe servita per raccogliere il sangue durante lo smembramento, come dimostrerebbero frammenti di plastica blu trovati sui resti. La stessa analisi forense, tuttavia, è stata oggetto di contestazione: la criminologa Lauren Wallace ha ammesso in aula che il test chimico compiuto mesi dopo non poteva confermare con certezza che le tracce rinvenute nel garage fossero sangue, limitandosi a definirle «possibilmente sangue».
La procura sostiene che il movente fosse economico: impedire che la relazione con la minorenne, documentata da messaggi e viaggi insieme a Londra e in Texas, rovinasse la carriera musicale di Burke. Secondo la deposizione di Louis Poimiroo, dirigente di Interscope Records, il contratto discografico di D4vd è stato terminato solo nel dicembre 2025, otto mesi dopo la morte della ragazza, e nei tre anni precedenti l’artista aveva guadagnato fino a 10,5 milioni di euro. Il money manager Benjamin Gregor ha riferito di aver saputo il nome della vittima — solo il nome di battesimo, «Celeste» — dal manager di Burke prima ancora che il corpo fosse ritrovato, particolare su cui la difesa ha sollevato obiezioni.
Se il giudice Charlaine Olmedo riterrà sufficienti gli elementi raccolti, il caso passerà a un processo con giuria popolare. L’accusa, pur non avendo ancora formalizzato la richiesta, ha lasciato aperta la possibilità di chiedere la pena di morte. La difesa annuncia che contesterà ogni prova e la ricostruzione dei fatti. L’udienza preliminare prosegue con l’esame di oltre dieci testimoni; la decisione sulla prosecuzione del procedimento è attesa entro la fine della settimana.
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