
Alluvione di droni russi in maggio: Zelensky si appella direttamente a Trump
La Russia ha lanciato 8.150 droni a lungo raggio, massimo storico. Mentre Kiev implora nuovi sistemi di difesa, Washington cerca una sponda a Pechino per fermare il conflitto.
Nel solo mese di maggio, la Russia ha scatenato contro l’Ucraina un attacco senza precedenti con 8.150 droni a lungo raggio, superando del 24% il record già fissato ad aprile. Di fronte a questa escalation, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto un appello diretto al presidente americano Donald Trump, sollecitando un potenziamento immediato delle difese aeree per intercettare i missili e i velivoli senza pilota. La richiesta, formulata dopo l’ennesima ondata di raid, segnala l’urgenza di Kiev di fronte a una campagna aerea che ha assunto dimensioni mai viste dall’inizio dell’invasione su larga scala, oltre quattro anni fa.
Secondo i dati dell’aeronautica ucraina, analizzati dall’agenzia AFP, a maggio la Russia ha lanciato anche oltre duecento missili, portando a più di 8.350 il totale degli ordigni offensivi. Il picco più drammatico si è registrato nella notte del 14 maggio, quando un assalto combinato su Kiev ha ucciso più di venti persone. Eppure, le difese ucraine hanno abbattuto circa il 91% di droni e missili, un’efficacia che tuttavia non basta a scongiurare perdite e danni ingenti alle infrastrutture. Il precedente primato di aprile, con 6.583 droni, appare già lontano, a testimonianza di un’accelerazione che mette sotto pressione la già provata capacità di resistenza del paese.
Sul fronte diplomatico, emerge un retroscena significativo: stando a fonti asiatiche vicine ai colloqui, Trump avrebbe personalmente chiesto a Xi Jinping un aiuto per porre fine alla guerra, in un summit in cui Washington ha espresso irritazione anche per i controlli cinesi sulle terre rare. La mossa riflette un tentativo di coinvolgere Pechino in uno sforzo di mediazione, ma si scontra con la realtà di un campo di battaglia che offre segnali contraddittori. Da un lato, Mosca rivendica la conquista di Tikhonovka, nella regione di Donetsk, e intensifica gli attacchi aerei; dall’altro, comandanti ucraini sostengono che l’esercito russo è ormai esausto e che le forze di Kiev hanno recuperato più terreno negli ultimi mesi di quanto non ne abbiano ceduto negli anni precedenti. Questa divergenza di prospettive complica ogni valutazione sullo stato reale del conflitto.
Le richieste di Zelensky a Trump, che ha fatto della guerra in Ucraina un pilastro della sua agenda di politica estera, si inseriscono in un quadro più ampio di affaticamento del sostegno occidentale. La tenuta dei cieli ucraini dipende sempre più dalla rapidità e dalla consistenza degli aiuti, mentre l’Europa osserva con apprensione una possibile – e per certi versi già in atto – ricalibratura dell’impegno americano. Il corteggiamento di Pechino, benché al momento non abbia prodotto risultati concreti, lascia intravedere uno scenario in cui la competizione tra grandi potenze ridefinisce il conflitto. Per l’Italia e i partner europei, il rischio è di trovarsi a gestire un dossier sempre più instabile senza il tradizionale ombrello diplomatico e militare statunitense.
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa cinese | +0.20 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | −0.50 | critical |
A maggio la Russia ha lanciato un numero record di droni e missili contro l'Ucraina, costringendo Kiev a insistenti appelli agli alleati per rafforzare le difese aeree. Sul terreno le forze russe avanzano nel Donetsk conquistando un nuovo insediamento, mentre l'arrivo di nuovi sistemi IRIS-T dalla Germania offre un sollievo parziale.
Trump ha chiesto personalmente l'aiuto della Cina per mettere fine alla guerra in Ucraina durante un vertice con Xi, segno che Washington considera Pechino indispensabile per qualsiasi soluzione. La telefonata è coincisa con rari progressi ucraini sul campo e con malumori americani sui controlli cinesi sulle terre rare, mettendo in risalto il ruolo strategico della Cina.
Dopo un'impennata degli attacchi aerei russi, l'Ucraina ha chiesto urgentemente a Trump e agli alleati aiuti per la difesa aerea. Zelensky ha implorato assistenza per abbattere i missili russi, mentre l'intensità dei raid toccava livelli record.
Allarga lo sguardo
Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera
10 lingue · 36 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
4 lingue · 16 testate
Da TechnologyPasseggiata spaziale sulla Iss per preparare i nuovi pannelli solari Irosa
3 lingue · 7 testate