
Almeno 30 morti, tra cui 8 bambini, in un attacco notturno a un villaggio della Nigeria
Il villaggio di Naridon, nello stato di Kaduna, è stato preso d'assalto da uomini armati; le autorità non hanno ancora fornito un bilancio ufficiale e l'identità degli aggressori resta ignota.
Almeno 30 persone, tra cui otto bambini, sono state uccise in un attacco armato al villaggio di Naridon, nell'area di governo locale di Kauru, nello stato nigeriano di Kaduna. L'assalto è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, in una zona dove le violenze di gruppi armati sono ricorrenti.
Secondo fonti locali, tra cui il segretario del capo villaggio Dogon Rana, tra le vittime accertate figurano donne, anziani e otto minori. Altre quattro persone sono rimaste ferite, alcune in modo critico. L'ex consigliere Jacob Nera ha riferito che il bilancio è salito a 31 dopo il decesso di un ferito in ospedale, ma le cifre restano provvisorie in attesa di una conferma ufficiale.
I residenti descrivono un commando di circa cinquanta uomini che è entrato casa per casa, sparando all'impazzata e incendiando abitazioni, negozi e motocicli. L'assalto sarebbe durato circa tre ore. Nonostante la presenza di postazioni militari a circa due chilometri, alcuni abitanti hanno denunciato la mancanza di un intervento tempestivo, aggravata dall'assenza di strade percorribili che ha ostacolato i soccorsi.
La polizia dello stato di Kaduna non ha ancora diffuso un bilancio ufficiale. Nessun gruppo ha rivendicato l'attacco; alcuni residenti sospettano pastori fulani, ma le autorità non hanno identificato i responsabili. L'ex vicepresidente Atiku Abubakar e l'Unione dei popoli del Kaduna meridionale hanno sollecitato un rafforzamento immediato della sicurezza. L'inchiesta è in corso e il numero delle vittime potrebbe ancora aumentare.
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L'attacco al villaggio nel nord-ovest della Nigeria viene presentato come un tragico episodio di violenza endemica, inserito in un contesto di fragilità istituzionale e povertà. Il resoconto si concentra sul bilancio delle vittime e sulle difficoltà delle forze di sicurezza locali, senza attribuire colpe specifiche. Si sottolinea la necessità di rafforzare le misure di sicurezza e di sviluppo per prevenire future stragi.
L'attacco viene presentato come una grave minaccia alla stabilità del Sahel, con implicazioni per la sicurezza europea. Il tono è allarmato e indignato, sottolineando la brutalità dell'atto e l'urgenza di una risposta internazionale. Il numero delle vittime viene enfatizzato, evocando il fallimento degli sforzi di contenimento del terrorismo nella regione.
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