
Andalusia verso il bis di Moreno: il popolarismo trionfa, il PSOE affonda e Vox frena
A cinque settimane dal voto, l’Andalusia si appresta a confermare il proprio status di roccaforte del popolarismo spagnolo, con Juanma Moreno in procinto di conquistare una seconda maggioranza assoluta storica. Secondo i sondaggi, il Partito Popolare potrebbe ottenere tra i 55 e i 57 seggi sui 109 del Parlamento regionale, replicando il plebiscito del 2022. Questa proiezione, vista da Madrid come un segnale di solidità del centro-destra moderato, relegherebbe all’opposizione non solo una sinistra in frantumi, ma contenerebbe anche le ambizioni della destra sovranista, ridisegnando gli equilibri nella più popolosa comunità autonoma.
Il quadro che emerge è quello di un socialismo andaluso in caduta libera, sull’orlo del peggior risultato della sua storia. I conflitti interni, emblematici nella battaglia per le liste a Cádiz che ha indebolito la leadership nazionale, si traducono in un consenso elettorale eroso. Una fetta significativa del suo elettorato sembra destinata a migrare verso il PP, in una dinamica che dall’ottica di Bruxelles evidenzia le difficoltà dei partiti socialdemocratici nel rispondere alle preoccupazioni economiche degli elettori, un monito che risuona anche nelle cancellerie europee.
Contemporaneamente, il tradizionale bipartitismo spagnolo dimostra una resistenza inattesa, fungendo da argine all’ascesa di Vox. In province come Almería, Córdoba o Málaga, dove il partito di Abascal sembrava poter superare il PSOE, il sorpasso appare ora più remoto. La capacità del PP di attrarre consensi al centro, unita al crollo socialista, consolida un sistema a polo dominante, frenando la polarizzazione e allontanando gli spettri di instabilità che spesso accompagnano le avanzate dell’estrema destra.
Per l’Italia e per l’Europa, il voto andaluso del 17 maggio assume un significato paradigmatico. Conferma la vitalità di un centro-destro pragmatico e governante, capace di incanalare il malcontento senza cedere alla tentazione sovranista, un modello osservato con interesse oltre le Alpi. Al contempo, segnala la profonda crisi di una sinistra che fatica a riconnettersi con i suoi territori storici, un vulnus che rischia di avere ripercussioni sulla stabilità del governo Sánchez e, di riflesso, sull’agenda europea.
In prospettiva, una vittoria schiacciante di Moreno non sarebbe solo un trionfo regionale, ma il preludio di un riallineamento nazionale. Rafforzerebbe il PP come perno alternativo al governo di coalizione di Madrid, fornendo slancio per le prossime sfide elettorali. Mentre la sinistra si interroga sulla sua identità, l’Andalusia si propone come il laboratorio di un nuovo equilibrio politico, dove il moderatismo conservatore sembra, per ora, l’unica forza in grado di garantire governabilità e di contenere le derive estreme.
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