
Ankara apre allo sminamento di Hormuz mentre Islamabad cuce il negoziato
La diplomazia che si addensa attorno allo Stretto di Hormuz ha trovato un inedito protagonista: la Turchia ha fatto sapere, per voce del ministro degli Esteri Hakan Fidan, che potrebbe partecipare alle operazioni di sminamento del passaggio strategico non appena Washington e Teheran avranno siglato un accordo di pace. L’annuncio, reso a Londra nel tardo pomeriggio di venerdì, non è un’offerta astratta: il Comando centrale statunitense ha già avviato da giorni le attività per aprire un corridoio sicuro nelle acque che ogni giorno vedono transitare un quinto del greggio mondiale. Ankara, che definisce l’operazione un «dovere umanitario», aggiunge però un caveat essenziale: resterebbe in campo solo finché il consesso tecnico internazionale non diventasse parte di un conflitto rinnovato.
Una prudenza che rivela quanto l’intera regione stia camminando su un filo teso tra de-escalation e ritorsione.
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