
Anthropic sigla un accordo con SpaceX: tutta la potenza di Colossus 1 per l’IA Claude
La startup californiana ottiene 300 megawatt di capacità computazionale dal centro dati di Musk, raddoppiando i limiti per gli sviluppatori. Un'alleanza sorprendente tra ex rivali.
La corsa all’intelligenza artificiale conosce una nuova, inattesa svolta. Anthropic, la startup californiana creatrice del modello Claude, ha annunciato un accordo con SpaceX per utilizzare l’intera capacità del supercomputer Colossus 1, situato a Memphis e originariamente costruito per la controllata xAI dello stesso Elon Musk. L’intesa, resa pubblica durante la conferenza annuale per sviluppatori “Code with Claude” a San Francisco, garantisce ad Anthropic l’accesso a oltre 300 megawatt di potenza di calcolo, sostenuti da più di 220.000 chip Nvidia. L’azienda ha dichiarato che amplierà immediatamente i limiti di velocità per gli abbonati a Claude Pro e Claude Max, raddoppiando le soglie per sviluppatori su piani Team, Enterprise e per singoli professionisti. L’obiettivo dichiarato è rispondere all’impennata della domanda per Claude Code, il servizio di assistenza alla programmazione che ha messo in difficoltà la startup nel soddisfare le richieste degli utenti.
L’accordo non è privo di ironia. Solo pochi mesi fa, a febbraio, lo stesso Musk aveva definito i modelli di Anthropic “misantropi e malvagi”, accusandoli di odiare “bianchi, asiatici, eterosessuali e uomini”. Ora il suo impero spaziale apre le porte alla rivale di OpenAI, creando un’alleanza che, secondo gli analisti di Bruxelles, potrebbe ridisegnare gli equilibri del settore. Per l’Europa, la notizia arriva mentre il continente cerca di costruire una propria sovranità computazionale: il piano per un’infrastruttura europea di supercalcolo per l’IA, ancora in fase embrionale, appare oggi ancora più urgente. Dal punto di vista di Pechino, la mossa consolida la dipendenza delle aziende americane da hardware e chip Nvidia, un mercato in cui la Cina cerca da tempo di colmare il divario.
Ma forse l’aspetto più ambizioso del patto è l’intenzione, già dichiarata da Anthropic in una nota, di esplorare una collaborazione con SpaceX per sviluppare “diversi gigawatt” di capacità computazionale direttamente in orbita. Un’idea che, per quanto futuribile, mostra come la domanda di potenza di calcolo stia spingendo le aziende a guardare oltre i confini terrestri. La configurazione stessa di Colossus 1 — nato per xAI e ora condiviso con un concorrente — dimostra che, nella guerra dei chip e dei data center, le rivalità possono trasformarsi in pragmatismo. Per l’Italia, che da mesi discute la realizzazione di un polo nazionale per l’IA, l’accordo è un monito: senza investimenti massicci e rapidi, il divario con gli Stati Uniti rischia di diventare incolmabile. La prossima frontiera, in cielo o in terra, si gioca sulla potenza di calcolo.
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