
Attacchi Houthi contro gli impianti Aramco a Jazan e Yanbu, Riad risponde con raid nello Yemen
I ribelli yemeniti rivendicano lanci di missili e droni contro le raffinerie saudite sul Mar Rosso; la coalizione bombarda postazioni militari Houthi, mentre il greggio Brent supera i 100 dollari.
Sabato, le forze Houthi yemenite hanno annunciato di aver colpito con missili e droni gli impianti petroliferi della compagnia statale saudita Aramco nei porti di Jazan e Yanbu, sulla costa del Mar Rosso. Il portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, ha dichiarato che gli attacchi sono stati condotti con successo. Un video verificato dall'agenzia Reuters mostra una colonna di fumo levarsi nei pressi della raffineria di Jazan, mentre due fonti commerciali con base in Asia hanno riferito di possibili danni ai serbatoi di carburante e petrolio nella zona. Aramco non ha ancora rilasciato commenti ufficiali.
A Yanbu, due missili balistici lanciati dallo Yemen sono stati intercettati da un sistema Patriot di fabbricazione statunitense, gestito da forze greche dispiegate in Arabia Saudita nell'ambito di un accordo di difesa. Fonti di sicurezza elleniche, citate da Reuters, hanno confermato che lo stesso sistema ha successivamente abbattuto anche un drone nella medesima area. La protezione civile saudita aveva diramato allerte per entrambe le città, poi revocate. In risposta, l'aviazione del governo yemenita riconosciuto internazionalmente, sostenuto dalla coalizione a guida saudita, ha bombardato siti di lancio di missili e droni, nonché depositi di armi, nelle province di Marib e al-Jawf. L'alleanza ha inoltre colpito obiettivi militari Houthi a Hodeidah, tra cui una base navale e un'installazione sull'isola di Kamaran.
L'escalation segue di pochi giorni la dichiarazione unilaterale di un "blocco navale" contro l'Arabia Saudita da parte degli Houthi, che avevano già attaccato due petroliere saudite nel Mar Rosso. Il viceministro degli Esteri del governo di Sanaa, Abdullah Basri, ha avvertito che in caso di prosecuzione delle ostilità, "tutte le infrastrutture petrolifere ed economiche" del regno diventeranno obiettivi legittimi, evocando una strategia di "assedio per assedio". Tuttavia, il portavoce Houthi Mohammed Abdulsalam ha precisato che il gruppo non intende chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb, ma solo colpire naviglio riconducibile a Riad. Ciononostante, almeno nove navi hanno modificato la rotta dall'annuncio del blocco, secondo l'agenzia France Presse.
La tensione nel Mar Rosso assume un rilievo strategico particolare perché, con il transito attraverso lo Stretto di Hormuz fortemente ridotto dalla guerra tra Stati Uniti e Iran, l'Arabia Saudita ha dirottato parte crescente delle proprie esportazioni di greggio via oleodotto verso il terminal di Yanbu. La minaccia a questa rotta alternativa ha contribuito a spingere il prezzo del Brent oltre i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, per poi ripiegare dopo il passaggio di due superpetroliere cinesi da Bab el-Mandeb. Il presidente americano Donald Trump ha minacciato "pesanti punizioni militari" per Houthi e Iran in caso di nuovi attacchi alle navi, mentre proseguono i negoziati indiretti. Il dossier resta aperto, con il rischio di un allargamento del conflitto che minaccia direttamente le forniture mondiali di petrolio.
| Stampa iraniana e affini | −0.80 | critical |
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| Stampa del Golfo arabo | −0.30 | critical |
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Gli attacchi agli interessi sauditi sono una risposta alle aggressioni congiunte di Stati Uniti e Israele, che continuano a uccidere bambini iraniani. L'Iran non agisce da solo; gli Stati Uniti e i loro alleati sono i veri destabilizzatori. La resistenza è legittima e il diritto internazionale è dalla parte di chi si oppone all'oppressione.
L'attacco degli Houthi alle raffinerie saudite rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza energetica regionale e globale. Il Regno dell'Arabia Saudita è vittima di un'aggressione sponsorizzata dall'Iran, che deve essere fermata dalla comunità internazionale. La priorità è la stabilità e la protezione delle infrastrutture critiche.
L'escalation tra Houthi e Arabia Saudita nel Mar Rosso solleva serie preoccupazioni per l'approvvigionamento energetico mondiale. Entrambe le parti sono chiamate alla de-escalation, mentre l'Europa monitora l'impatto sui prezzi del petrolio e sulla stabilità regionale. La situazione resta fluida e richiede un'attenta osservazione diplomatica.
Gli attacchi degli Houthi, per procura iraniana, alle raffinerie saudite dimostrano la natura destabilizzante del regime di Teheran. La conseguente impennata dei prezzi energetici e le interruzioni delle vie marittime minacciano l'economia globale. È necessaria una risposta decisa per dissuadere ulteriori aggressioni e proteggere gli interessi occidentali.
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