Accedi
Edizione delle 20:00 CETlunedì 3 agosto 2026
320 testate · 17 lingue140 briefing oggi
sabato 2 maggio 2026

Il video dell'attentato a Trump: quattro secondi di follia che rivelano il fallimento della sicurezza

Un filmato di sorveglianza durato meno di sei minuti, diffuso giovedì dalla procura federale di Washington, ha svelato la sequenza precisa del tentato assassinio di Donald Trump durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Le immagini mostrano Cole Tomas Allen, trentunenne californiano, irrompere armato di fucile attraverso un varco di sicurezza nel Washington Hilton: il tempo di attraversamento è di appena quattro secondi. Un cane poliziotto aveva abbaiato all'uomo pochi istanti prima, ma il conduttore lo aveva allontanato, mentre gli agenti stavano smontando i metal detector e chiacchieravano con noncuranza. Il video, che ha già fatto il giro del mondo, solleva interrogativi inquietanti sulla tenuta del dispositivo di protezione presidenziale in un'epoca in cui la violenza politica dilaga oltre i confini americani.

La magistrata Jeanine Pirro ha accompagnato la pubblicazione con una precisazione cruciale: non esiste alcuna prova che il proiettile che ha colpito un agente dei Servizi Segreti al giubbotto antiproiettile sia stato sparato da fuoco amico. Le telecamere mostrano Allen sparare mentre corre, prima che gli agenti rispondano al fuoco e lo neutralizzino. Secondo gli inquirenti di Washington, l'uomo – già accusato di tentato omicidio del presidente e di reati connessi alle armi – aveva pianificato l'aggressione: il giorno prima si era aggirato per l'atrio dell'albergo come un comune ospite, facendo un selfie con l'arsenale addosso. L'ipotesi di una minaccia annunciata ma non intercettata dal sistema di sicurezza statunitense richiama alla mente, in Europa, le falle emerse dopo gli attentati di Bruxelles e Parigi, dove la mancata condivisione di informazioni tra agenzie costò vite umane.

Per l'Italia e per l'Unione europea l'episodio ha un valore sintomatico. Bruxelles osserva con apprensione il crescendo di episodi di violenza politica che investono le democrazie mature: dalla sparatoria contro il premier slovacco Robert Fico nel maggio 2024, agli attacchi contro candidati tedeschi e francesi durante la campagna elettorale europea, la tendenza è chiara. A Roma, il Viminale ha già rafforzato le misure di sicurezza attorno a Palazzo Chigi e al Quirinale, temendo emulazioni. Il caso Allen, con la sua banalità del male – un giovane senza precedenti penali che si trasforma in assassino potenziale – dimostra che la barriera tra follia individuale e attentato politico è sempre più sottile.

Ora si apre una fase giudiziaria che potrebbe durare anni: Allen rischia l'ergastolo per il solo capo d'imputazione di tentato omicidio del presidente. Ma il vero banco di prova non è solo l'aula di tribunale. L'opinione pubblica americana si chiede come sia stato possibile violare un perimetro di sicurezza presidiato dai Servizi Segreti proprio mentre il presidente parlava a pochi metri di distanza, e la risposta potrebbe riscrivere i protocolli di protezione per tutti i leader democratici occidentali. Pechino, dal canto suo, monitora l'evoluzione della vicenda: per la propaganda del Partito comunista cinese, ogni fessura nella sicurezza americana è un'ulteriore prova della presunta fragilità del sistema liberal-democratico. Il mondo, nel frattempo, resta con gli occhi fissi su quelle quattro secondi di follia che hanno quasi cambiato la storia.

Ultim'ora
Dopo nove anni di coma muore Mattia Maestri: la famiglia presenta denuncia per omicidio colposo·L'ultimo respiro di Diding Boneng, il comico che mantenne la promessa fino alla fossa·Algeria e Petković divorziano dopo l’eliminazione ai sedicesimi del Mondiale·Giura Clayton alla guida dei servizi Usa: rifiutò di riconoscere la sconfitta di Trump nel 2020·L'arabo come l'acqua e l'aria: il grido d'amore di uno scrittore per la propria lingua·Trump accusa la procuratrice Pirro di aver 'ceduto' sul caso del Reflecting Pool·Inseguimento a Palermo, moto si schianta contro una volante: due feriti·Gonzalo García al Fulham per 42 milioni, Real Madrid mantiene il 30% dei diritti·Dopo nove anni di coma muore Mattia Maestri: la famiglia presenta denuncia per omicidio colposo·L'ultimo respiro di Diding Boneng, il comico che mantenne la promessa fino alla fossa·Algeria e Petković divorziano dopo l’eliminazione ai sedicesimi del Mondiale·Giura Clayton alla guida dei servizi Usa: rifiutò di riconoscere la sconfitta di Trump nel 2020·L'arabo come l'acqua e l'aria: il grido d'amore di uno scrittore per la propria lingua·Trump accusa la procuratrice Pirro di aver 'ceduto' sul caso del Reflecting Pool·Inseguimento a Palermo, moto si schianta contro una volante: due feriti·Gonzalo García al Fulham per 42 milioni, Real Madrid mantiene il 30% dei diritti·
Agg. 05:597 lingue · 19 testate
19 testate|7 lingue|3 min lettura
sabato 2 maggio 2026

Il video dell'attentato a Trump: quattro secondi di follia che rivelano il fallimento della sicurezza

Un filmato di sorveglianza durato meno di sei minuti, diffuso giovedì dalla procura federale di Washington, ha svelato la sequenza precisa del tentato assassinio di Donald Trump durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Le immagini mostrano Cole Tomas Allen, trentunenne californiano, irrompere armato di fucile attraverso un varco di sicurezza nel Washington Hilton: il tempo di attraversamento è di appena quattro secondi. Un cane poliziotto aveva abbaiato all'uomo pochi istanti prima, ma il conduttore lo aveva allontanato, mentre gli agenti stavano smontando i metal detector e chiacchieravano con noncuranza. Il video, che ha già fatto il giro del mondo, solleva interrogativi inquietanti sulla tenuta del dispositivo di protezione presidenziale in un'epoca in cui la violenza politica dilaga oltre i confini americani.

La magistrata Jeanine Pirro ha accompagnato la pubblicazione con una precisazione cruciale: non esiste alcuna prova che il proiettile che ha colpito un agente dei Servizi Segreti al giubbotto antiproiettile sia stato sparato da fuoco amico. Le telecamere mostrano Allen sparare mentre corre, prima che gli agenti rispondano al fuoco e lo neutralizzino. Secondo gli inquirenti di Washington, l'uomo – già accusato di tentato omicidio del presidente e di reati connessi alle armi – aveva pianificato l'aggressione: il giorno prima si era aggirato per l'atrio dell'albergo come un comune ospite, facendo un selfie con l'arsenale addosso. L'ipotesi di una minaccia annunciata ma non intercettata dal sistema di sicurezza statunitense richiama alla mente, in Europa, le falle emerse dopo gli attentati di Bruxelles e Parigi, dove la mancata condivisione di informazioni tra agenzie costò vite umane.

Per l'Italia e per l'Unione europea l'episodio ha un valore sintomatico. Bruxelles osserva con apprensione il crescendo di episodi di violenza politica che investono le democrazie mature: dalla sparatoria contro il premier slovacco Robert Fico nel maggio 2024, agli attacchi contro candidati tedeschi e francesi durante la campagna elettorale europea, la tendenza è chiara. A Roma, il Viminale ha già rafforzato le misure di sicurezza attorno a Palazzo Chigi e al Quirinale, temendo emulazioni. Il caso Allen, con la sua banalità del male – un giovane senza precedenti penali che si trasforma in assassino potenziale – dimostra che la barriera tra follia individuale e attentato politico è sempre più sottile.

Ora si apre una fase giudiziaria che potrebbe durare anni: Allen rischia l'ergastolo per il solo capo d'imputazione di tentato omicidio del presidente. Ma il vero banco di prova non è solo l'aula di tribunale. L'opinione pubblica americana si chiede come sia stato possibile violare un perimetro di sicurezza presidiato dai Servizi Segreti proprio mentre il presidente parlava a pochi metri di distanza, e la risposta potrebbe riscrivere i protocolli di protezione per tutti i leader democratici occidentali. Pechino, dal canto suo, monitora l'evoluzione della vicenda: per la propaganda del Partito comunista cinese, ogni fessura nella sicurezza americana è un'ulteriore prova della presunta fragilità del sistema liberal-democratico. Il mondo, nel frattempo, resta con gli occhi fissi su quelle quattro secondi di follia che hanno quasi cambiato la storia.

Divergenza delle fonti

— · 19 testate · 7 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

19 testate · 7 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Trump sospende l’attacco all’Iran, ma Teheran smentisce di aver chiesto la tregua

2 lingue · 74 testate

Da Economy & Markets

Amazon supera per la prima volta i 3.000 miliardi di capitalizzazione, spinta dall'IA

6 lingue · 11 testate

Da Technology

GIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane

1 lingua · 15 testate

Leggi di più