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domenica 3 maggio 2026

Benavidez demolisce Ramírez a Las Vegas: il Messico perde un campione, ma il futuro del pugilato si scrive in Arabia

Nella notte di Las Vegas, la T-Mobile Arena ha assistito a un passaggio di consegne che va oltre i confini del ring. David Benavidez, pugile americano di origini messicane, ha messo al tappeto al sesto round il messicano Gilberto “Zurdo” Ramírez, strappandogli le cinture WBA e WBO dei pesi cruiser. Il dettaglio che ha scosso il mondo della boxe, però, è stato l’epilogo: Ramírez, portato via in barella con le mani dietro la nuca, ha trascorso ore in ospedale per accertamenti, in un’immagine che ha riportato alla memoria i lati più crudi del pugilato.

Per Benavidez, che a Riyadh lo scorso novembre aveva già domato Anthony Yarde, si tratta del trentaduesimo successo, con ventisei knock-out, e della consacrazione definitiva in una nuova categoria di peso. Dal punto di vista messicano, il ko di Ramírez segna un momento di riflessione. Nel paese che ha dato i natali a leggende come Julio César Chávez, il vuoto lasciato da una generazione di fuoriclasse si fa sentire: lo stesso Saúl “Canelo” Álvarez, in una recente intervista a The Ring, si è autoinserito al secondo posto nella sua personale classifica dei cinque migliori pugili messicani di sempre, subito dopo Chávez, ma la sua recente sconfitta contro Terence Crawford e l’operazione al gomito ne hanno ridimensionato lo smalto.

L’ottica di Pechino, attenta alla geopolitica dello sport, vede in questo successo americano una riconferma della supremazia statunitense nei pesi massimi leggeri, mentre gli analisti di Bruxelles notano come l’Europa resti ai margini di un circuito ormai dominato dalle arene mediorientali e nordamericane. Per l’Italia, l’assenza di un peso massimo competitivo in questa serata conferma il ritardo strutturale del pugilato nostrano, sempre più lontano dai vertici mondiali. Guardando avanti, il futuro di Benavidez sembra inevitabilmente legato a un confronto con Oleksandr Usyk o con il vincitore del prossimo evento saudita: la boxe, ormai, si decide tra Las Vegas e Riyadh, e il Messico dovrà trovare nuovi eroi per non restare spettatore.

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domenica 3 maggio 2026

Benavidez demolisce Ramírez a Las Vegas: il Messico perde un campione, ma il futuro del pugilato si scrive in Arabia

Nella notte di Las Vegas, la T-Mobile Arena ha assistito a un passaggio di consegne che va oltre i confini del ring. David Benavidez, pugile americano di origini messicane, ha messo al tappeto al sesto round il messicano Gilberto “Zurdo” Ramírez, strappandogli le cinture WBA e WBO dei pesi cruiser. Il dettaglio che ha scosso il mondo della boxe, però, è stato l’epilogo: Ramírez, portato via in barella con le mani dietro la nuca, ha trascorso ore in ospedale per accertamenti, in un’immagine che ha riportato alla memoria i lati più crudi del pugilato.

Per Benavidez, che a Riyadh lo scorso novembre aveva già domato Anthony Yarde, si tratta del trentaduesimo successo, con ventisei knock-out, e della consacrazione definitiva in una nuova categoria di peso. Dal punto di vista messicano, il ko di Ramírez segna un momento di riflessione. Nel paese che ha dato i natali a leggende come Julio César Chávez, il vuoto lasciato da una generazione di fuoriclasse si fa sentire: lo stesso Saúl “Canelo” Álvarez, in una recente intervista a The Ring, si è autoinserito al secondo posto nella sua personale classifica dei cinque migliori pugili messicani di sempre, subito dopo Chávez, ma la sua recente sconfitta contro Terence Crawford e l’operazione al gomito ne hanno ridimensionato lo smalto.

L’ottica di Pechino, attenta alla geopolitica dello sport, vede in questo successo americano una riconferma della supremazia statunitense nei pesi massimi leggeri, mentre gli analisti di Bruxelles notano come l’Europa resti ai margini di un circuito ormai dominato dalle arene mediorientali e nordamericane. Per l’Italia, l’assenza di un peso massimo competitivo in questa serata conferma il ritardo strutturale del pugilato nostrano, sempre più lontano dai vertici mondiali. Guardando avanti, il futuro di Benavidez sembra inevitabilmente legato a un confronto con Oleksandr Usyk o con il vincitore del prossimo evento saudita: la boxe, ormai, si decide tra Las Vegas e Riyadh, e il Messico dovrà trovare nuovi eroi per non restare spettatore.

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