
Boris Nadezhdin lascia la Russia e ripara in Francia
L'oppositore, dichiarato 'agente straniero' e colpito da una serie di misure restrittive, ha annunciato in un video da Parigi di essere 'vivo e libero' dopo aver sospeso la campagna per le elezioni parlamentari.
L’ex deputato della Duma e consigliere di Boris Nemtsov, Boris Nadezhdin, ha lasciato la Russia e si trova a Parigi, come lui stesso ha comunicato in un video diffuso sul suo canale Telegram. Sullo sfondo della Torre Eiffel, il politico ha dichiarato: «Sono vivo e libero. Purtroppo, non in Russia. Ora devo guardarmi attorno, capire come vivere. Più tardi scriverò dei miei piani». La notizia è stata confermata anche dal suo avvocato, Dmitry Trunin, all’agenzia Tass.
La partenza segue un’escalation di pressioni giudiziarie e amministrative. Il 10 luglio il ministero della Giustizia russo aveva iscritto Nadezhdin nel registro degli “agenti stranieri”, precludendogli di fatto la partecipazione alle elezioni. Pochi giorni dopo, il 13 luglio, gli era stata contestata l’esposizione di “simboli estremisti” (articolo 20.3 del Codice amministrativo) per un video che conteneva una fotografia di Alexei Navalny. Il tribunale di Dolgoprudnyj lo ha condannato a una multa di 1.000 rubli, mentre il servizio degli ufficiali giudiziari gli aveva notificato un divieto di espatrio per un debito di quasi 1,5 milioni di rubli, legato a una procedura esecutiva avviata nel 2024. Lo stesso Nadezhdin, che in passato ha subito due infarti e ha una invalidità di secondo gruppo, aveva dichiarato di temere la reclusione.
Nadezhdin era emerso sulla scena nazionale durante la campagna per le presidenziali del 2024, quando, candidato dal partito Iniziativa Civica su una piattaforma pacifista, aveva raccolto oltre 100.000 firme. La Commissione elettorale centrale gli aveva però negato la registrazione, adducendo un’elevata percentuale di sottoscrizioni non valide. In vista delle elezioni parlamentari del settembre 2026, si era candidato nel collegio uninominale di Mytišči, ma dopo le prime restrizioni aveva sospeso la campagna il 19 luglio, scrivendo: «Mi tappano la bocca, mi espellono dalla politica, mi complicano pesantemente la vita. Contro di me si sono scatenati tutti: il ministero della Giustizia, la polizia, il tribunale, i servizi giudiziari, le agenzie di recupero crediti».
Resta incerto come Nadezhdin abbia potuto lasciare il Paese nonostante il divieto di espatrio notificato il 16 luglio, che lui stesso aveva definito illegale e che intendeva impugnare. Il suo legale non ha fornito dettagli sulle modalità del trasferimento. Al momento, il politico non ha reso noti i suoi progetti futuri, limitandosi a promettere aggiornamenti. La vicenda segna l’ennesimo allontanamento forzato di una voce critica dal panorama politico russo, in un contesto in cui, secondo le stesse parole di Nadezhdin, «le possibilità di fare opposizione legale in Russia sono esaurite».
| Stampa russa e CSI | −0.40 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.60 | aligned |
La Russia designa Nadezhdin come agente straniero e sottolinea le restrizioni legali che ne hanno motivato la partenza.
Il meccanismo consiste nell'uso del termine 'agente straniero' come marchio giuridico per delegittimare il politico e giustificare le azioni statali.
Omette il contesto della sua opposizione alla guerra e la sua campagna elettorale, presentandolo solo come soggetto di misure legali.
L'Europa presenta Nadezhdin come un oppositore coraggioso che fugge dalla repressione russa, simbolo della lotta per la democrazia.
Il meccanismo enfatizza la sua opposizione alla guerra e le sanzioni subite per creare una narrazione di vittima e martire della libertà.
Omette la legittimità delle designazioni legali russe e il fatto che Nadezhdin era comunque soggetto a leggi nazionali.
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