
Carburante e voli cancellati: l’Ue non cede sui rimborsi ma apre al kerosene Usa
Bruxelles esclude aumenti retroattivi e non riconosce il caro-carburante come causa straordinaria. Via libera al Jet A americano per scongiurare la crisi.
La Commissione europea ha scelto la linea della fermezza. Di fronte alle tensioni in Medio Oriente e al rischio di interruzioni nelle forniture di carburante, Bruxelles ha pubblicato nuove linee guida per il trasporto aereo, chiarendo che l’aumento del prezzo del carburante non può essere invocato dalle compagnie come circostanza straordinaria per sottrarsi all’obbligo di rimborsare i passeggeri in caso di cancellazione dei voli. Una presa di posizione netta, che tutela i diritti dei viaggiatori ma che, dall’ottica delle compagnie aeree europee, rischia di aggravare una situazione già tesa: la guerra tra Israele e Iran, infatti, ha fatto balzare il costo del jet fuel dell’84 per cento da fine febbraio, e la chiusura dello stretto di Hormuz minaccia di generare vere e proprie carenze locali di carburante.
Secondo gli analisti di Bruxelles, però, il quadro attuale non giustifica misure di emergenza paragonabili a quelle varate durante la pandemia: il settore turistico, al momento, non mostra segni di collasso, e le compagnie hanno in parte attutito l’impatto grazie a coperture finanziarie. Per gestire il rischio concreto di penuria di kerosene, l’esecutivo europeo ha invece scelto la flessibilità operativa. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea ha dato il via libera all’utilizzo in Europa del Jet A, il carburante standard negli Stati Uniti, meno resistente al freddo del Jet A-1 utilizzato in Europa, ma considerato sicuro se gestito correttamente.
Una soluzione che, nell’ottica di Washington e delle associazioni internazionali del trasporto aereo come la Iata, potrebbe scongiurare interruzioni sulle rotte transatlantiche e garantire la continuità dei collegamenti. Parallelamente, viene allentata la regola che impone alle compagnie di imbarcare il novanta per cento del carburante negli aeroporti europei, consentendo deroghe per evitare che la chiusura di alcune rotte marittime e aeree costringa a cancellare partenze. Sul fronte dei costi, Bruxelles è stata altrettanto chiara: nessun supplemento carburante può essere applicato retroattivamente sui biglietti già acquistati.
Le compagnie possono adeguare le tariffe per le nuove prenotazioni, ma modificare il prezzo dopo l’acquisto configurerebbe una pratica commerciale scorretta. Una decisione che pesa soprattutto sui vettori europei, e in particolare su quelli italiani ed europei meridionali, dove il traffico estivo dipende fortemente dalla stabilità del costo del carburante. La prospettiva per i prossimi mesi resta incerta.
Se da un lato il governo francese ha escluso “cancellazioni massive” per l’estate, dall’altro la crisi mediorientale non accenna a risolversi, e lo spettro di una carenza di kerosene nelle raffinerie europee si fa più concreto. L’Italia, che importa una parte significativa del proprio carburante avio dal Medio Oriente, segue con attenzione gli sviluppi: l’apertura al Jet A americano potrebbe offrire una valvola di sfogo, ma il nodo della compatibilità tecnica e delle temperature invernali resta aperto. L’equilibrio tra tutela dei passeggeri e sostenibilità del settore, insomma, si giocherà su un crinale sempre più stretto.
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.50 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.40 | critical |
L'Unione Europea allenta le normative sul trasporto aereo per far fronte ai rischi di penuria di carburante provocati dalle tensioni in Medio Oriente. Bruxelles sta valutando l'impiego del cherosene americano 'Jet A', considerato sicuro dall'Agenzia europea per la sicurezza aerea. Si tratta di una risposta pragmatica per evitare cancellazioni di voli durante l'estate.
L'UE nega alle compagnie aeree un'esenzione: i prezzi elevati del cherosene non sono considerati una circostanza straordinaria. Le compagnie dovranno continuare a risarcire i passeggeri per ritardi e cancellazioni, nonostante l'impennata dei costi del carburante legata alla crisi mediorientale. Una decisione che aumenta la pressione sul settore.
Il rifiuto dell'UE di considerare i prezzi elevati del cherosene come circostanza straordinaria lascia le compagnie aeree esposte a costi di compensazione crescenti. Con le spese per il carburante in aumento a causa dell'instabilità in Medio Oriente, i vettori rischiano una stretta che potrebbe perturbare i viaggi estivi. I critici accusano Bruxelles di ignorare la pressione commerciale su un settore già fragile.
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