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Società e Culturadomenica 17 maggio 2026

Paper Tiger di James Gray irrompe a Cannes: il cinema americano ritrova la strada maestra

Alla 79° edizione del festival, il dramma di James Gray con Adam Driver e Scarlett Johansson porta una ventata di cinema classico, mentre la competizione resta dominata da autori d’essai.

Inserito all’ultimo minuto nella corsa alla Palma d’oro, Paper Tiger di James Gray si è imposto sabato sera come una tregua inattesa in una selezione fin lì segnata da un cinema d’autore esigente, denso nella forma e aspro nei contenuti. Il dramma poliziesco, con Adam Driver e Scarlett Johansson riuniti a sette anni da Marriage Story, offre una trama lineare e classica, sorretta da star hollywoodiane: un piacere cinefilo semplice e immediato che, secondo la critica nordamericana, ha il pregio di non sovraccaricare cervelli già provati.

Ma Paper Tiger non è solo intrattenimento. Come ricostruito dalla stampa italiana, il film torna nell’universo newyorkese della periferia anni Ottanta già esplorato in Little Odessa e I padroni della notte. Due fratelli, un ex poliziotto (Driver) e un ingegnere (Teller), tentano di realizzare il sogno americano e finiscono per scontrarsi con i mafiosi russi che hanno rimpiazzato Cosa Nostra nel controllo dello smaltimento rifiuti e dei lavori portuali. «Le tigri di carta sono loro», ha spiegato Gray, «e nell’America di Trump tutto è denaro». Un’amara constatazione che il regista ha accompagnato con un’ironia virile, tipica del suo cinema di genere, ma stemperata da slanci melodrammatici.

La giornata di sabato ha offerto anche altri due titoli in concorso, a testimonianza della varietà del festival. Dal Giappone, Hirokazu Kore-eda ha presentato Sheep in the Box, una pellicola di fantascienza in cui una coppia, dopo la morte del figlio, adotta un androide simile a un bambino. Dalla Spagna, Rodrigo Sorogoyen – già noto in Italia per una serie televisiva – ha portato El ser querido, un dramma familiare che la critica francese ha accostato a Paper Tiger per la comune attenzione ai legami di sangue. Fuori concorso, infine, ha fatto parlare Full Phil, con Woody Harrelson nei panni di un miliardario in cerca di riconciliazione con la figlia (Kristen Stewart).

Se la competizione resta aperta, Paper Tiger sembra avere già conquistato un posto speciale nel cuore del pubblico: non solo per la sua capacità di raccontare il declino del sogno americano con la sobrietà del poliziesco classico, ma anche per la rara dote di offrire un cinema che, senza rinunciare alla profondità, si fa guardare con piacere. In un’epoca in cui il box-office nordamericano ha spesso ignorato Gray, il verdetto di Cannes potrebbe ridare slancio a una carriera che merita ben altra attenzione.

Divergenza — chi la racconta come
54%Media
3 blocchi · posizioni da −0.70 a +0.50
CriticoFavorevole
EURATLLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.60critical
Stampa atlantica / anglosfera+0.50aligned
Stampa latinoamericana−0.70critical
Stampa europea continentale−0.60

I media dell’Europa continentale presentano Paper Tiger di James Gray come un noir cupo che critica apertamente il sogno americano, collegando la corruzione alla politica dell’era Trump e all’influenza della mafia russa. Il film è visto come uno specchio di una società dove il denaro vince su tutto, e la sua rappresentazione cruda della periferia newyorkese diventa metafora del declino generale. L’enfasi è posta sul sottotesto politico più che sul puro intrattenimento.

ScetticismoIronia
Stampa atlantica / anglosfera+0.50

I media atlantici/anglosassoni celebrano Paper Tiger come un thriller tenero e emotivamente risonante che rimane a lungo dopo i titoli di coda, lodando la sua maestria e la chimica tra i protagonisti. Il film viene presentato come una rara forma di suspense che privilegia la famiglia e la perdita rispetto a brividi facili, offrendo un piacere cinematografico semplice ma profondo. Le recensioni si concentrano sul suo valore artistico e sull’impatto immediato, piuttosto che su commenti politici.

TrionfoPragmatismo
Stampa latinoamericana−0.70

I media latinoamericani liquidano Paper Tiger, inserendolo tra i film deboli in concorso a Cannes e mettendo in dubbio il suo valore artistico. La copertura si concentra sul tappeto rosso stellato piuttosto che sul film in sé, implicando che la presenza di celebrità non possa compensare un’opera deludente. Il tono è di delusione e scetticismo verso l’hype.

ScetticismoIndignazione
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Germania sotto allerta caldo: temperature fino a 38 gradi al centro-sud·Thailandia: l'omicidio dei due fratelli russi a Pattaya e la promessa di maggiore sicurezza·Liverpool, crollo a Chicago: Leeds rimonta due gol e vince 4-2 in amichevole·Terremoto in Giappone: 38 morti, una vittima per il caldo in auto·Processo in Malaysia per l’omicidio di una studentessa: il minore rischia 40 anni, infuria il dibattito sui social·Piogge monsoniche in India meridionale: almeno 14 morti e migliaia di sfollati·Divergenza manifatturiera in Asia: Cina in contrazione, India e Russia rallentano·Finestra alimentare di 8-9 ore: benefici cognitivi in donne in sovrappeso, ma lo studio è preliminare·Germania sotto allerta caldo: temperature fino a 38 gradi al centro-sud·Thailandia: l'omicidio dei due fratelli russi a Pattaya e la promessa di maggiore sicurezza·Liverpool, crollo a Chicago: Leeds rimonta due gol e vince 4-2 in amichevole·Terremoto in Giappone: 38 morti, una vittima per il caldo in auto·Processo in Malaysia per l’omicidio di una studentessa: il minore rischia 40 anni, infuria il dibattito sui social·Piogge monsoniche in India meridionale: almeno 14 morti e migliaia di sfollati·Divergenza manifatturiera in Asia: Cina in contrazione, India e Russia rallentano·Finestra alimentare di 8-9 ore: benefici cognitivi in donne in sovrappeso, ma lo studio è preliminare·
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domenica 17 maggio 2026

Paper Tiger di James Gray irrompe a Cannes: il cinema americano ritrova la strada maestra

Alla 79° edizione del festival, il dramma di James Gray con Adam Driver e Scarlett Johansson porta una ventata di cinema classico, mentre la competizione resta dominata da autori d’essai.

Inserito all’ultimo minuto nella corsa alla Palma d’oro, Paper Tiger di James Gray si è imposto sabato sera come una tregua inattesa in una selezione fin lì segnata da un cinema d’autore esigente, denso nella forma e aspro nei contenuti. Il dramma poliziesco, con Adam Driver e Scarlett Johansson riuniti a sette anni da Marriage Story, offre una trama lineare e classica, sorretta da star hollywoodiane: un piacere cinefilo semplice e immediato che, secondo la critica nordamericana, ha il pregio di non sovraccaricare cervelli già provati.

Ma Paper Tiger non è solo intrattenimento. Come ricostruito dalla stampa italiana, il film torna nell’universo newyorkese della periferia anni Ottanta già esplorato in Little Odessa e I padroni della notte. Due fratelli, un ex poliziotto (Driver) e un ingegnere (Teller), tentano di realizzare il sogno americano e finiscono per scontrarsi con i mafiosi russi che hanno rimpiazzato Cosa Nostra nel controllo dello smaltimento rifiuti e dei lavori portuali. «Le tigri di carta sono loro», ha spiegato Gray, «e nell’America di Trump tutto è denaro». Un’amara constatazione che il regista ha accompagnato con un’ironia virile, tipica del suo cinema di genere, ma stemperata da slanci melodrammatici.

La giornata di sabato ha offerto anche altri due titoli in concorso, a testimonianza della varietà del festival. Dal Giappone, Hirokazu Kore-eda ha presentato Sheep in the Box, una pellicola di fantascienza in cui una coppia, dopo la morte del figlio, adotta un androide simile a un bambino. Dalla Spagna, Rodrigo Sorogoyen – già noto in Italia per una serie televisiva – ha portato El ser querido, un dramma familiare che la critica francese ha accostato a Paper Tiger per la comune attenzione ai legami di sangue. Fuori concorso, infine, ha fatto parlare Full Phil, con Woody Harrelson nei panni di un miliardario in cerca di riconciliazione con la figlia (Kristen Stewart).

Se la competizione resta aperta, Paper Tiger sembra avere già conquistato un posto speciale nel cuore del pubblico: non solo per la sua capacità di raccontare il declino del sogno americano con la sobrietà del poliziesco classico, ma anche per la rara dote di offrire un cinema che, senza rinunciare alla profondità, si fa guardare con piacere. In un’epoca in cui il box-office nordamericano ha spesso ignorato Gray, il verdetto di Cannes potrebbe ridare slancio a una carriera che merita ben altra attenzione.

Divergenza — chi la racconta come
54%Media
3 blocchi · posizioni da −0.70 a +0.50
CriticoFavorevole
EURATLLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.60critical
Stampa atlantica / anglosfera+0.50aligned
Stampa latinoamericana−0.70critical
Stampa europea continentale−0.60

I media dell’Europa continentale presentano Paper Tiger di James Gray come un noir cupo che critica apertamente il sogno americano, collegando la corruzione alla politica dell’era Trump e all’influenza della mafia russa. Il film è visto come uno specchio di una società dove il denaro vince su tutto, e la sua rappresentazione cruda della periferia newyorkese diventa metafora del declino generale. L’enfasi è posta sul sottotesto politico più che sul puro intrattenimento.

ScetticismoIronia
Stampa atlantica / anglosfera+0.50

I media atlantici/anglosassoni celebrano Paper Tiger come un thriller tenero e emotivamente risonante che rimane a lungo dopo i titoli di coda, lodando la sua maestria e la chimica tra i protagonisti. Il film viene presentato come una rara forma di suspense che privilegia la famiglia e la perdita rispetto a brividi facili, offrendo un piacere cinematografico semplice ma profondo. Le recensioni si concentrano sul suo valore artistico e sull’impatto immediato, piuttosto che su commenti politici.

TrionfoPragmatismo
Stampa latinoamericana−0.70

I media latinoamericani liquidano Paper Tiger, inserendolo tra i film deboli in concorso a Cannes e mettendo in dubbio il suo valore artistico. La copertura si concentra sul tappeto rosso stellato piuttosto che sul film in sé, implicando che la presenza di celebrità non possa compensare un’opera deludente. Il tono è di delusione e scetticismo verso l’hype.

ScetticismoIndignazione

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