
Ciclone su Buenos Aires, caldo record in Messico: il mondo diviso tra tempeste e afa
Mentre una ciclogenesi minaccia l’Argentina con piogge torrenziali e venti oltre i 70 km/h, il Messico soffre una seconda ondata di calore. Contrasti estremi segnano anche l’Europa.
L’evento più drammatico di questa metà di maggio è senza dubbio la ciclogenesi che sta colpendo l’Area Metropolitana di Buenos Aires. Secondo i meteorologi argentini, il fenomeno – già in atto dalla notte di mercoledì – porterà almeno settantadue ore di piogge intense, raffiche che possono superare i novanta chilometri orari e un brusco calo delle temperature, con minime previste attorno ai sette gradi entro venerdì. Le autorità hanno emanato allerte arancioni per la provincia di Buenos Aires, estese a quattordici regioni, e si temono allagamenti temporanei in zone urbane. Nello stesso paese, ma lungo la cordigliera delle Ande, il vento Zonda sta invece sollevando polvere e innalzando le temperature in modo repentino, costringendo alla sospensione delle lezioni in numerosi comuni di Mendoza e San Juan.
In netto contrasto, il Messico vive la sua seconda ondata di calore in poche settimane. L’ottica di Città del Messico registra temperature che toccheranno i trentaquattro gradi, con picchi superiori a quarantacinque gradi in stati come Guerrero e San Luis Potosí. La massa d’aria calda, alimentata da una circolazione anticiclonica in quota, ha spinto le autorità a prolungare le restrizioni alla circolazione automobilistica per contenere l’inquinamento, mentre nei centri urbani come Guadalajara e Monterrey si superano agevolmente i trentasei gradi. La Penisola dello Yucatán, con Mérida verso i quarantuno gradi, vive una condizione di afa estrema.
L’Europa, nel frattempo, non è immune da contrasti. In Spagna, salvo il nord della Penisola e le Baleari dove si attendono rovesci, il clima è stabile; in Marocco si prevedono temporali sparsi sull’Atlante, mentre a Mosca le temperature supereranno la media stagionale di circa sei gradi. Il quadro globale, con cicloni, caldo estremo e anomalie termiche, suggerisce una primavera sempre più segnata dall’instabilità climatica. Per l’Italia, sebbene non direttamente coinvolta, questa concomitanza di fenomeni estremi rafforza la necessità di politiche di adattamento, in un contesto in cui eventi meteorologici un tempo eccezionali diventano ricorrenti.
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