
Colombia: la riforma del lavoro tra eccezioni, rincari e un mercato che rallenta
La riduzione della giornata lavorativa in Colombia, che dal luglio 2026 dovrebbe portare le 44 ore settimanali a 42, si scontra con una realtà fatta di eccezioni e deroghe. Secondo la legislazione vigente, migliaia di lavoratori – tra cui quelli impiegati in attività continuative su 24 ore, come i servizi essenziali e la sanità – continueranno a osservare i vecchi orari, vanificando in parte l'attesa flessibilità. La misura, voluta dal governo Petro, mirava a migliorare la qualità della vita dei dipendenti, ma le clausole di salvaguardia per settori strategici ne ridimensionano la portata, generando un quadro disomogeneo che gli analisti di Bogotà giudicano ancora incerto.
Parallelamente, la Ley 2466 del 2025 introduce un aumento progressivo del compenso per il lavoro domenicale e festivo, che in alcuni casi arriverà a raddoppiare la paga ordinaria. Per le imprese, soprattutto quelle della ristorazione e del commercio al dettaglio, si profila un aggravio di costi che, secondo gli osservatori di Bruxelles, potrebbe frenare le assunzioni in un contesto già segnato da una contrazione delle offerte di lavoro. La norma, pur apprezzata dai sindacati, rischia di produrre l'effetto opposto a quello desiderato, spingendo le aziende a ridurre i turni festivi o a ricorrere a contratti atipici.
A conferma di queste tensioni, l'ultima indagine sul mercato del lavoro di Bogotà e di sette comuni di Cundinamarca – condotta da ProBogotá Regione e Invamer – segnala una sostanziale tenuta dell'occupazione per chi è già assunto, ma un netto rallentamento nella creazione di nuovi posti formali. Solo il 13% delle organizzazioni ha incrementato le assunzioni negli ultimi sei mesi, mentre la maggioranza privilegia il controllo dei costi e la razionalizzazione degli organici. Il dato, letto in ottica europea, richiama le difficoltà che anche l'Italia ha sperimentato con riforme simili: quando il costo del lavoro aumenta senza un corrispondente sostegno alla produttività, il mercato tende a irrigidirsi.
In prospettiva, il governo colombiano si trova di fronte a un bivio: da un lato, la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori e ridurre le disuguaglianze; dall'altro, il rischio di comprimere ulteriormente un tessuto produttivo già fragile, dove le piccole e medie imprese faticano ad assorbire i nuovi oneri. Gli analisti di Pechino, abituati a modelli di flessibilità controllata, osservano con interesse l'esperimento colombiano, mentre a Roma e a Bruxelles si monitorano gli effetti di una riforma che potrebbe diventare un precedente per altri paesi latinoamericani. Il 2026 si annuncia come un anno spartiacque: la sfida sarà coniugare equità e competitività senza sacrificare la crescita.
Allarga lo sguardo
Washington revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana: scontro diplomatico a due mesi dal voto
2 lingue · 43 testate
Da TechnologyDopo quasi dieci anni, la FAA certifica il Boeing 737 MAX 7
3 lingue · 18 testate
Da Science & HealthEbola in Congo: 3.874 casi e 1.751 morti, l’OMS lancia l’allarme su un’epidemia senza precedenti
6 lingue · 15 testate