Accedi
Edizione delle 20:00 CETdomenica 9 agosto 2026
320 testate · 17 lingue257 briefing oggi
mercoledì 29 aprile 2026

Corea del Nord, Kim esalta i soldati che si fanno esplodere per non cadere prigionieri

La settimana scorsa, a Pyongyang, Kim Jong-un ha inaugurato un memoriale dedicato ai militari nordcoreani caduti combattendo al fianco della Russia in Ucraina. Durante la cerimonia, alla presenza del ministro della Difesa russo Andrej Belousov e del presidente della Duma Vjaceslav Volodin, il dittatore ha elogiato i cosiddetti “martiri” che, secondo la sua narrazione, non hanno esitato a farsi saltare in aria con le proprie granate pur di evitare la cattura da parte delle forze ucraine. È la prima conferma ufficiale di una pratica a lungo sospettata dai servizi di intelligence occidentali e dalle testimonianze di disertori.

Secondo gli analisti di Seul, i soldati nordcoreani ricevono ordini espliciti di suicidarsi piuttosto che finire prigionieri, un codice di condotta che trasforma il campo di battaglia in un teatro di sacrificio assoluto al servizio del regime. Le stime sulle perdite sono drammaticamente divergenti. La pubblicazione specializzata NK Pro ha contato almeno duemiladuecentottantotto nomi incisi sulle nuove stele del memoriale, mentre fonti sudcoreane e ucraine parlano di oltre seimila morti su un contingente complessivo stimato tra i dodicimila e i quindicimila effettivi.

Numeri che né Mosca né Pyongyang confermano, ma che delineano una carneficina silenziosa, avvenuta per lo più nell’oblast di Kursk, dove i nordcoreani sono stati impiegati per respingere l’incursione ucraina lanciata nell’estate del 2024. Dal punto di vista di Bruxelles, la crescente simbiosi militare tra Russia e Corea del Nord rappresenta una miniera di inquietudini: non solo per il trasferimento di tecnologie e munizioni, ma per la creazione di un fronte ibrido che lega l’Europa orientale alla penisola coreana. Per l’Italia, che ha sempre sostenuto la linea di difesa dell’integrità territoriale ucraina, questa cooperazione rafforza la necessità di mantenere alta l’attenzione su un conflitto che rischia di allargarsi oltre i confini regionali.

L’inaugurazione del museo a Pyongyang, con tanto di fuochi d’artificio e simulazioni di corpo a corpo, non è solo un gesto commemorativo: è uno strumento di propaganda interna per consolidare il potere dinastico dei Kim, in un Paese che sacrifica i suoi giovani in cambio di risorse energetiche, valuta pregiata e assistenza tecnologica. Ma la domanda che resta sospesa, nell’ottica degli osservatori internazionali, è fino a che punto questo scambio possa continuare senza che il regime nordcoreano ne esca politicamente indebolito, o senza che la Russia stessa si trovi a dover rispondere di un’alleanza sempre più costosa in termini di vite umane e credibilità.

Ultim'ora
Jack Johnson, il documentario SURFILMUSIC e il sogno di un'estate semplice·L’iniezione in diretta Instagram e la scelta di congelare il tempo·Petrolio in rialzo, Teheran fissa le condizioni per Hormuz·Dollaro debole e inflazione: le attese dei mercati emergenti·Como-Chalobah, affare fatto: il difensore inglese firma fino al 2031·Bruna Marquezine celebra i 28 anni di Shawn Mendes con il primo post d'amore·Sparatoria a Holbæk, in Danimarca: tre feriti, fermato un uomo·Accoltellamento mortale a Hamilton: è il nono omicidio del 2026·Jack Johnson, il documentario SURFILMUSIC e il sogno di un'estate semplice·L’iniezione in diretta Instagram e la scelta di congelare il tempo·Petrolio in rialzo, Teheran fissa le condizioni per Hormuz·Dollaro debole e inflazione: le attese dei mercati emergenti·Como-Chalobah, affare fatto: il difensore inglese firma fino al 2031·Bruna Marquezine celebra i 28 anni di Shawn Mendes con il primo post d'amore·Sparatoria a Holbæk, in Danimarca: tre feriti, fermato un uomo·Accoltellamento mortale a Hamilton: è il nono omicidio del 2026·
Agg. 02:394 lingue · 7 testate
7 testate|4 lingue|2 min lettura
mercoledì 29 aprile 2026

Corea del Nord, Kim esalta i soldati che si fanno esplodere per non cadere prigionieri

La settimana scorsa, a Pyongyang, Kim Jong-un ha inaugurato un memoriale dedicato ai militari nordcoreani caduti combattendo al fianco della Russia in Ucraina. Durante la cerimonia, alla presenza del ministro della Difesa russo Andrej Belousov e del presidente della Duma Vjaceslav Volodin, il dittatore ha elogiato i cosiddetti “martiri” che, secondo la sua narrazione, non hanno esitato a farsi saltare in aria con le proprie granate pur di evitare la cattura da parte delle forze ucraine. È la prima conferma ufficiale di una pratica a lungo sospettata dai servizi di intelligence occidentali e dalle testimonianze di disertori.

Secondo gli analisti di Seul, i soldati nordcoreani ricevono ordini espliciti di suicidarsi piuttosto che finire prigionieri, un codice di condotta che trasforma il campo di battaglia in un teatro di sacrificio assoluto al servizio del regime. Le stime sulle perdite sono drammaticamente divergenti. La pubblicazione specializzata NK Pro ha contato almeno duemiladuecentottantotto nomi incisi sulle nuove stele del memoriale, mentre fonti sudcoreane e ucraine parlano di oltre seimila morti su un contingente complessivo stimato tra i dodicimila e i quindicimila effettivi.

Numeri che né Mosca né Pyongyang confermano, ma che delineano una carneficina silenziosa, avvenuta per lo più nell’oblast di Kursk, dove i nordcoreani sono stati impiegati per respingere l’incursione ucraina lanciata nell’estate del 2024. Dal punto di vista di Bruxelles, la crescente simbiosi militare tra Russia e Corea del Nord rappresenta una miniera di inquietudini: non solo per il trasferimento di tecnologie e munizioni, ma per la creazione di un fronte ibrido che lega l’Europa orientale alla penisola coreana. Per l’Italia, che ha sempre sostenuto la linea di difesa dell’integrità territoriale ucraina, questa cooperazione rafforza la necessità di mantenere alta l’attenzione su un conflitto che rischia di allargarsi oltre i confini regionali.

L’inaugurazione del museo a Pyongyang, con tanto di fuochi d’artificio e simulazioni di corpo a corpo, non è solo un gesto commemorativo: è uno strumento di propaganda interna per consolidare il potere dinastico dei Kim, in un Paese che sacrifica i suoi giovani in cambio di risorse energetiche, valuta pregiata e assistenza tecnologica. Ma la domanda che resta sospesa, nell’ottica degli osservatori internazionali, è fino a che punto questo scambio possa continuare senza che il regime nordcoreano ne esca politicamente indebolito, o senza che la Russia stessa si trovi a dover rispondere di un’alleanza sempre più costosa in termini di vite umane e credibilità.

Divergenza delle fonti

— · 7 testate · 4 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

7 testate · 4 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera

2 lingue · 36 testate

Da Economy & Markets

Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese

4 lingue · 16 testate

Da Technology

Agenti IA fuori controllo: il primo caso australiano riapre il dibattito sulla sicurezza

6 lingue · 27 testate

Leggi di più