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Economia e Mercatisabato 6 giugno 2026

Cuba sotto assedio: le sanzioni USA spingono imprese e turisti alla fuga, l’Avana prova la carta degli investitori cubani

Mentre le catene alberghiere europee chiudono e le compagnie aeree sospendono i voli, il governo cubano reagisce offrendo la gestione degli hotel agli investitori cubani, in patria e all’estero.

Il regime cubano sta tentando di salvare il suo comparto turistico – linfa vitale dell’economia dell’isola – dopo che l’ultimatum dell’amministrazione Trump alle imprese straniere ha prodotto un’ondata di disimpegni. La scadenza per troncare i legami con il conglomerato delle Forze Armate Rivoluzionarie (Gaesa) era fissata al 5 giugno, e i timori di ritorsioni statunitensi hanno spinto gruppi alberghieri come lo spagnolo Meliá a rinunciare alla gestione di 15 dei 34 hotel che controllava sull’isola, mentre Iberostar ha ridotto le proprie attività. Un colpo particolarmente duro per un paese che dipende dal turismo per l’approvvigionamento di valuta estera, in un contesto di collasso economico aggravato da un embargo energetico de facto e da diffuse carenze di elettricità e acqua.

Sull’onda delle sanzioni, anche i collegamenti aerei sono stati interrotti: Air Canada ha annunciato la sospensione indefinita dei voli verso Cuba, citando “incertezza politica ed economica”. La compagnia, che già a febbraio aveva cancellato i collegamenti fino a novembre, segue la decisione del gruppo Sunwing, segnando un duro contraccolpo per un settore che dipende in larga misura dai viaggiatori canadesi. Secondo analisti nordamericani, l’irrigidimento di Washington, che ha anche bloccato di fatto le operazioni con carte Visa e Mastercard sull’isola, punta a strangolare il regime facendo leva sulla sua dipendenza da partner esterni.

Di fronte all’esodo, il governo di Miguel Díaz-Canel ha cercato una via d’uscita offrendo ai cubani – residenti e della diaspora – la possibilità di gestire le strutture alberghiere, studiando “modalità di business” con investitori privati e con entità di paesi non allineati agli Stati Uniti. È una mossa che cerca di aggirare l’accerchiamento finanziario, ma che solleva interrogativi: secondo osservatori latinoamericani, l’iniziativa potrebbe non bastare a compensare la perdita di competenze manageriali e di accesso ai circuiti internazionali di prenotazione, e rischia di consolidare ulteriormente il controllo dei militari su settori chiave dell’economia.

Per l’Europa, e in particolare per l’Italia – i cui turisti rappresentano una presenza significativa sull’isola –, la crisi cubana assume una valenza strategica. Le compagnie spagnole coinvolte (Meliá e Iberostar sono tra i maggiori investitori spagnoli a Cuba) costituiscono un banco di prova della capacità europea di proteggere i propri interessi economici dalla portata extraterritoriale delle sanzioni statunitensi. Tuttavia, finora Bruxelles ha reagito con cautela, non disponendo di strumenti efficaci per contrastare le misure secondarie di Washington. Secondo fonti diplomatiche, il timore è che un intervento diretto possa inasprire le frizioni transatlantiche in un momento già teso, lasciando le imprese europee in balia di una scelta tra il mercato cubano e quello statunitense.

La prospettiva è di un isolamento crescente dell’Avana, con un’emorragia di capitali e di collegamenti che allontana ogni speranza di rapida ripresa. Mentre Cuba si affida a soluzioni d’emergenza, l’amministrazione Trump continua a stringere il cappio sanzionatorio, come dimostra la recente incriminazione dello storico leader Raúl Castro. In questo scenario, l’apertura ai cubani all’estero potrebbe rivelarsi una mossa disperata più che una strategia di lungo termine, mentre l’isola rischia di diventare un terreno di scontro tra potenze senza che la popolazione veda alcun sollievo immediato.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.50 a −0.20
CriticoFavorevole
LATATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.50critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.20neutral
Stampa latinoamericana−0.50

Il presidente cubano Díaz-Canel cerca investitori cubani e partner non statunitensi per salvare gli hotel e le imprese minacciate dalle sanzioni americane. La sospensione dei voli di Air Canada e l'esodo di società estere sono il risultato diretto della coercizione di Washington, che costringe le imprese a scegliere tra Cuba e gli Stati Uniti. L'isola si presenta come vittima di un'aggressione economica, ma pronta ad adattarsi e a trovare soluzioni alternative.

IndignazionePragmatismoVittimismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.20

La scadenza dell'ultimatum americano sta provocando una fuga in massa di imprese straniere da Cuba, con Air Canada che sospende a tempo indeterminato i voli a causa dell'incertezza politica ed economica. Le sanzioni di Washington, sotto la spinta dell'amministrazione Trump, stanno isolando sempre più l'isola, forzando le aziende a tagliare i legami per evitare ritorsioni. La situazione a Cuba si fa sempre più fragile, tra minacce di intervento militare e collasso dei servizi.

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sabato 6 giugno 2026

Cuba sotto assedio: le sanzioni USA spingono imprese e turisti alla fuga, l’Avana prova la carta degli investitori cubani

Mentre le catene alberghiere europee chiudono e le compagnie aeree sospendono i voli, il governo cubano reagisce offrendo la gestione degli hotel agli investitori cubani, in patria e all’estero.

Il regime cubano sta tentando di salvare il suo comparto turistico – linfa vitale dell’economia dell’isola – dopo che l’ultimatum dell’amministrazione Trump alle imprese straniere ha prodotto un’ondata di disimpegni. La scadenza per troncare i legami con il conglomerato delle Forze Armate Rivoluzionarie (Gaesa) era fissata al 5 giugno, e i timori di ritorsioni statunitensi hanno spinto gruppi alberghieri come lo spagnolo Meliá a rinunciare alla gestione di 15 dei 34 hotel che controllava sull’isola, mentre Iberostar ha ridotto le proprie attività. Un colpo particolarmente duro per un paese che dipende dal turismo per l’approvvigionamento di valuta estera, in un contesto di collasso economico aggravato da un embargo energetico de facto e da diffuse carenze di elettricità e acqua.

Sull’onda delle sanzioni, anche i collegamenti aerei sono stati interrotti: Air Canada ha annunciato la sospensione indefinita dei voli verso Cuba, citando “incertezza politica ed economica”. La compagnia, che già a febbraio aveva cancellato i collegamenti fino a novembre, segue la decisione del gruppo Sunwing, segnando un duro contraccolpo per un settore che dipende in larga misura dai viaggiatori canadesi. Secondo analisti nordamericani, l’irrigidimento di Washington, che ha anche bloccato di fatto le operazioni con carte Visa e Mastercard sull’isola, punta a strangolare il regime facendo leva sulla sua dipendenza da partner esterni.

Di fronte all’esodo, il governo di Miguel Díaz-Canel ha cercato una via d’uscita offrendo ai cubani – residenti e della diaspora – la possibilità di gestire le strutture alberghiere, studiando “modalità di business” con investitori privati e con entità di paesi non allineati agli Stati Uniti. È una mossa che cerca di aggirare l’accerchiamento finanziario, ma che solleva interrogativi: secondo osservatori latinoamericani, l’iniziativa potrebbe non bastare a compensare la perdita di competenze manageriali e di accesso ai circuiti internazionali di prenotazione, e rischia di consolidare ulteriormente il controllo dei militari su settori chiave dell’economia.

Per l’Europa, e in particolare per l’Italia – i cui turisti rappresentano una presenza significativa sull’isola –, la crisi cubana assume una valenza strategica. Le compagnie spagnole coinvolte (Meliá e Iberostar sono tra i maggiori investitori spagnoli a Cuba) costituiscono un banco di prova della capacità europea di proteggere i propri interessi economici dalla portata extraterritoriale delle sanzioni statunitensi. Tuttavia, finora Bruxelles ha reagito con cautela, non disponendo di strumenti efficaci per contrastare le misure secondarie di Washington. Secondo fonti diplomatiche, il timore è che un intervento diretto possa inasprire le frizioni transatlantiche in un momento già teso, lasciando le imprese europee in balia di una scelta tra il mercato cubano e quello statunitense.

La prospettiva è di un isolamento crescente dell’Avana, con un’emorragia di capitali e di collegamenti che allontana ogni speranza di rapida ripresa. Mentre Cuba si affida a soluzioni d’emergenza, l’amministrazione Trump continua a stringere il cappio sanzionatorio, come dimostra la recente incriminazione dello storico leader Raúl Castro. In questo scenario, l’apertura ai cubani all’estero potrebbe rivelarsi una mossa disperata più che una strategia di lungo termine, mentre l’isola rischia di diventare un terreno di scontro tra potenze senza che la popolazione veda alcun sollievo immediato.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
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Il presidente cubano Díaz-Canel cerca investitori cubani e partner non statunitensi per salvare gli hotel e le imprese minacciate dalle sanzioni americane. La sospensione dei voli di Air Canada e l'esodo di società estere sono il risultato diretto della coercizione di Washington, che costringe le imprese a scegliere tra Cuba e gli Stati Uniti. L'isola si presenta come vittima di un'aggressione economica, ma pronta ad adattarsi e a trovare soluzioni alternative.

IndignazionePragmatismoVittimismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.20

La scadenza dell'ultimatum americano sta provocando una fuga in massa di imprese straniere da Cuba, con Air Canada che sospende a tempo indeterminato i voli a causa dell'incertezza politica ed economica. Le sanzioni di Washington, sotto la spinta dell'amministrazione Trump, stanno isolando sempre più l'isola, forzando le aziende a tagliare i legami per evitare ritorsioni. La situazione a Cuba si fa sempre più fragile, tra minacce di intervento militare e collasso dei servizi.

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