Accedi
Edizione delle 10:00 CETdomenica 9 agosto 2026
320 testate · 17 lingue627 briefing oggi
Scienza e Salutemartedì 23 giugno 2026

Dagli abissi oceanici alla placenta: l’impronta chimica che ridisegna i confini dell’inquinamento

Due studi indipendenti rivelano contaminanti persistenti nella fauna profonda del Brasile e in migliaia di donne incinte, mentre i microplastici raggiungono sangue e cervello umano.

Un doppio fronte di ricerche ridisegna la geografia dell’inquinamento. Nella Bacia de Santos, a circa 140 chilometri dalla costa brasiliana e fino a 1.500 metri di profondità, sedimenti, pesci e invertebrati mostrano tracce di bifenili policlorurati (PCB), eteri di difenile polibromurati (PBDE) e microplastiche. Lo studio dell’Istituto Oceanografico dell’Università di San Paolo, pubblicato sul Marine Pollution Bulletin, ha analizzato quattro specie ittiche e nove invertebrati: il pepino di mare Deima validum è risultato l’organismo con la maggiore concentrazione di frammenti plastici nell’apparato digerente. Poliammide, poliacrilonitrile e polisolfuro – quest’ultimo probabilmente legato alle piattaforme offshore attive nell’area – figurano tra i polimeri identificati, segnalando che la pressione industriale raggiunge ecosistemi remoti prima considerati immuni.

Parallelamente, un’indagine condotta su oltre 5.000 donne che hanno partorito negli Stati Uniti tra il 2000 e il 2021 ha rivelato la presenza di almeno 45 sostanze chimiche in ogni campione di urina, con punte di 64 composti. Pubblicato su Jama Network Open, lo studio ha incrociato 113 molecole di uso comune – ftalati, nuovi plastificanti, componenti di profumi e detergenti – con gli esiti delle gravidanze: l’esposizione a queste sostanze è associata a un aumento del rischio di parto pretermine e basso peso alla nascita. I ricercatori della University of North Carolina, di Stanford e del Woods Institute sottolineano che molte delle alternative introdotte per sostituire composti già banditi mostrano profili di tossicità analoghi, rendendo l’evitamento individuale pressoché impossibile.

La dimensione sistemica del fenomeno emerge dai dati sulla contaminazione umana diretta. Un team dell’Università del Nuovo Messico ha documentato su Nature Medicine un incremento del 50% nella concentrazione di microplastiche nella corteccia frontale di cervelli umani prelevati in autopsia tra il 2016 e il 2024. Già nel 2024, sul New England Journal of Medicine, la presenza di micro e nanoplastiche nelle placche carotidee era stata collegata a un rischio oltre quattro volte superiore di infarto, ictus o morte. La cosiddetta “Grande chiazza di immondizia del Pacifico” copre oggi 1,6 milioni di chilometri quadrati e contiene circa 1,8 trilioni di frammenti, ma il problema non è confinato agli oceani: uno studio della Columbia University ha contato in media 240.000 particelle per litro in acqua in bottiglia, e una mappatura della Ocean Conservancy ha trovato microplastiche nell’88% delle fonti proteiche analizzate negli Stati Uniti.

Mentre la comunità scientifica chiede ai governi di accelerare la restrizione delle sostanze più pericolose e di ripensare la progettazione dei materiali, il caso indonesiano di Puteri Awalia – una gravidanza ad alto rischio seguita dall’assicurazione sanitaria pubblica JKN fino all’intervento di curettage – ricorda che l’esposizione chimica non è solo una questione ambientale, ma anche di equità nell’accesso alle cure. I negoziati per un trattato globale sulla plastica, in corso sotto l’egida delle Nazioni Unite, rappresentano il prossimo banco di prova: l’obiettivo è vincolare la produzione e la gestione dei rifiuti plastici, affrontando un ciclo che dalla costa scende negli abissi e risale fino ai tessuti umani.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
4 blocchi · posizioni da 0.00 a 0.00
CriticoFavorevole
LATSEAALMGLF
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa sud-est asiatica0.00neutral
Stampa arabo levante-Maghreb0.00neutral
Stampa del Golfo arabo0.00neutral
I materiali dei blocchi stampa forniti non contengono articoli su microplastiche o inquinamento; la storia non è coperta da questi blocchi.
Stampa latinoamericana0.00
Voce

Il reporting del blocco rimane interamente su argomenti non correlati, ignorando la storia sulla salute ambientale.

Meccanismoassenza

Omettendo completamente la storia, il blocco segnala implicitamente che questo problema non è una priorità per il suo pubblico.

Omissione

Il blocco tralascia qualsiasi menzione di microplastiche o inquinamento chimico, che sarebbero centrali per la storia.

Distacco
Stampa sud-est asiatica0.00
Voce

Il reporting del blocco rimane interamente su argomenti non correlati, ignorando la storia sulla salute ambientale.

Meccanismoassenza

Omettendo completamente la storia, il blocco segnala implicitamente che questo problema non è una priorità per il suo pubblico.

Omissione

Il blocco tralascia qualsiasi menzione di microplastiche o inquinamento chimico, che sarebbero centrali per la storia.

Distacco
Stampa arabo levante-Maghreb0.00
Voce

Il reporting del blocco rimane interamente su argomenti non correlati, ignorando la storia sulla salute ambientale.

Meccanismoassenza

Omettendo completamente la storia, il blocco segnala implicitamente che questo problema non è una priorità per il suo pubblico.

Omissione

Il blocco tralascia qualsiasi menzione di microplastiche o inquinamento chimico, che sarebbero centrali per la storia.

Distacco
Stampa del Golfo arabo0.00
Voce

Il reporting del blocco rimane interamente su argomenti non correlati, ignorando la storia sulla salute ambientale.

Meccanismoassenza

Omettendo completamente la storia, il blocco segnala implicitamente che questo problema non è una priorità per il suo pubblico.

Omissione

Il blocco tralascia qualsiasi menzione di microplastiche o inquinamento chimico, che sarebbero centrali per la storia.

Distacco
Ultim'ora
L'India dei giovani sfida Modi: il caso NEET e la crisi di fiducia·Gli Stati Uniti autorizzano la Turchia a cedere all’Ucraina missili ATACMS e sistemi M270·L'Iran condiziona la riapertura di Hormuz a sei richieste agli Stati Uniti·Agenti IA ingannevoli nei test: Anthropic e OpenAI sotto esame dopo gli incidenti di luglio·Zelensky: decisione presa per l'invio di 30-50mila soldati nordcoreani in Russia·Gli Houthi rivendicano un attacco con drone alla raffineria Aramco di Jizan, incendio domato senza feriti·Attacchi russi su Kharkiv e Odessa: due morti, feriti e danni. Risposta ucraina su Belgorod.·Dwayne Johnson e le notti in cucina dopo il flop al botteghino di Moana·L'India dei giovani sfida Modi: il caso NEET e la crisi di fiducia·Gli Stati Uniti autorizzano la Turchia a cedere all’Ucraina missili ATACMS e sistemi M270·L'Iran condiziona la riapertura di Hormuz a sei richieste agli Stati Uniti·Agenti IA ingannevoli nei test: Anthropic e OpenAI sotto esame dopo gli incidenti di luglio·Zelensky: decisione presa per l'invio di 30-50mila soldati nordcoreani in Russia·Gli Houthi rivendicano un attacco con drone alla raffineria Aramco di Jizan, incendio domato senza feriti·Attacchi russi su Kharkiv e Odessa: due morti, feriti e danni. Risposta ucraina su Belgorod.·Dwayne Johnson e le notti in cucina dopo il flop al botteghino di Moana·
Agg. 18:433 lingue · 6 testate
6 testate|3 lingue|3 min lettura
martedì 23 giugno 2026

Dagli abissi oceanici alla placenta: l’impronta chimica che ridisegna i confini dell’inquinamento

Due studi indipendenti rivelano contaminanti persistenti nella fauna profonda del Brasile e in migliaia di donne incinte, mentre i microplastici raggiungono sangue e cervello umano.

Un doppio fronte di ricerche ridisegna la geografia dell’inquinamento. Nella Bacia de Santos, a circa 140 chilometri dalla costa brasiliana e fino a 1.500 metri di profondità, sedimenti, pesci e invertebrati mostrano tracce di bifenili policlorurati (PCB), eteri di difenile polibromurati (PBDE) e microplastiche. Lo studio dell’Istituto Oceanografico dell’Università di San Paolo, pubblicato sul Marine Pollution Bulletin, ha analizzato quattro specie ittiche e nove invertebrati: il pepino di mare Deima validum è risultato l’organismo con la maggiore concentrazione di frammenti plastici nell’apparato digerente. Poliammide, poliacrilonitrile e polisolfuro – quest’ultimo probabilmente legato alle piattaforme offshore attive nell’area – figurano tra i polimeri identificati, segnalando che la pressione industriale raggiunge ecosistemi remoti prima considerati immuni.

Parallelamente, un’indagine condotta su oltre 5.000 donne che hanno partorito negli Stati Uniti tra il 2000 e il 2021 ha rivelato la presenza di almeno 45 sostanze chimiche in ogni campione di urina, con punte di 64 composti. Pubblicato su Jama Network Open, lo studio ha incrociato 113 molecole di uso comune – ftalati, nuovi plastificanti, componenti di profumi e detergenti – con gli esiti delle gravidanze: l’esposizione a queste sostanze è associata a un aumento del rischio di parto pretermine e basso peso alla nascita. I ricercatori della University of North Carolina, di Stanford e del Woods Institute sottolineano che molte delle alternative introdotte per sostituire composti già banditi mostrano profili di tossicità analoghi, rendendo l’evitamento individuale pressoché impossibile.

La dimensione sistemica del fenomeno emerge dai dati sulla contaminazione umana diretta. Un team dell’Università del Nuovo Messico ha documentato su Nature Medicine un incremento del 50% nella concentrazione di microplastiche nella corteccia frontale di cervelli umani prelevati in autopsia tra il 2016 e il 2024. Già nel 2024, sul New England Journal of Medicine, la presenza di micro e nanoplastiche nelle placche carotidee era stata collegata a un rischio oltre quattro volte superiore di infarto, ictus o morte. La cosiddetta “Grande chiazza di immondizia del Pacifico” copre oggi 1,6 milioni di chilometri quadrati e contiene circa 1,8 trilioni di frammenti, ma il problema non è confinato agli oceani: uno studio della Columbia University ha contato in media 240.000 particelle per litro in acqua in bottiglia, e una mappatura della Ocean Conservancy ha trovato microplastiche nell’88% delle fonti proteiche analizzate negli Stati Uniti.

Mentre la comunità scientifica chiede ai governi di accelerare la restrizione delle sostanze più pericolose e di ripensare la progettazione dei materiali, il caso indonesiano di Puteri Awalia – una gravidanza ad alto rischio seguita dall’assicurazione sanitaria pubblica JKN fino all’intervento di curettage – ricorda che l’esposizione chimica non è solo una questione ambientale, ma anche di equità nell’accesso alle cure. I negoziati per un trattato globale sulla plastica, in corso sotto l’egida delle Nazioni Unite, rappresentano il prossimo banco di prova: l’obiettivo è vincolare la produzione e la gestione dei rifiuti plastici, affrontando un ciclo che dalla costa scende negli abissi e risale fino ai tessuti umani.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
4 blocchi · posizioni da 0.00 a 0.00
CriticoFavorevole
LATSEAALMGLF
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa sud-est asiatica0.00neutral
Stampa arabo levante-Maghreb0.00neutral
Stampa del Golfo arabo0.00neutral
I materiali dei blocchi stampa forniti non contengono articoli su microplastiche o inquinamento; la storia non è coperta da questi blocchi.
Stampa latinoamericana0.00
Voce

Il reporting del blocco rimane interamente su argomenti non correlati, ignorando la storia sulla salute ambientale.

Meccanismoassenza

Omettendo completamente la storia, il blocco segnala implicitamente che questo problema non è una priorità per il suo pubblico.

Omissione

Il blocco tralascia qualsiasi menzione di microplastiche o inquinamento chimico, che sarebbero centrali per la storia.

Distacco
Stampa sud-est asiatica0.00
Voce

Il reporting del blocco rimane interamente su argomenti non correlati, ignorando la storia sulla salute ambientale.

Meccanismoassenza

Omettendo completamente la storia, il blocco segnala implicitamente che questo problema non è una priorità per il suo pubblico.

Omissione

Il blocco tralascia qualsiasi menzione di microplastiche o inquinamento chimico, che sarebbero centrali per la storia.

Distacco
Stampa arabo levante-Maghreb0.00
Voce

Il reporting del blocco rimane interamente su argomenti non correlati, ignorando la storia sulla salute ambientale.

Meccanismoassenza

Omettendo completamente la storia, il blocco segnala implicitamente che questo problema non è una priorità per il suo pubblico.

Omissione

Il blocco tralascia qualsiasi menzione di microplastiche o inquinamento chimico, che sarebbero centrali per la storia.

Distacco
Stampa del Golfo arabo0.00
Voce

Il reporting del blocco rimane interamente su argomenti non correlati, ignorando la storia sulla salute ambientale.

Meccanismoassenza

Omettendo completamente la storia, il blocco segnala implicitamente che questo problema non è una priorità per il suo pubblico.

Omissione

Il blocco tralascia qualsiasi menzione di microplastiche o inquinamento chimico, che sarebbero centrali per la storia.

Distacco

Questa notizia è apparsa su

6 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera

2 lingue · 36 testate

Da Economy & Markets

Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese

4 lingue · 16 testate

Da Technology

Amazon finanzia in Texas un impianto a gas da 7,65 GW per i data center

2 lingue · 8 testate

Leggi di più