
Dai fronti di guerra ai labirinti intimi: la cultura come risposta al caos
Forse la domanda più urgente per il nostro tempo l’ha formulata in questi giorni lo scrittore colombiano Héctor Abad Faciolince: «Come sarebbe questo mondo orribile, fatto di guerre, invasioni, crisi, genocidi, massacri, senza la letteratura?». Nominato tra i giurati del prestigioso Premio Clarín Novela insieme alle autrici Ariana Harwicz e Betina González, Faciolince non parla per astrazione: il suo ultimo libro, “Ahora y en la hora”, racconta la sopravvivenza a un missile russo in Ucraina che ha ucciso tredici persone e ferito sessanta civili.
La sua presenza a Buenos Aires, in pieno fermento di Feria del Libro, carica di urgenza testimoniale un interrogativo che attraversa l’intero spazio culturale di lingua spagnola e si riverbera con forza ben oltre l’Atlantico.
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