
Dall'antichissima cometa interstellare alle Liridi: il cielo di aprile tra scienza e spettacolo
La cometa 3I/Atlas, terzo visitatore interstellare mai confermato, ha rivelato un'origine inaspettata: proviene da una regione remota e gelida della Via Lattea, forse formatasi prima del nostro Sole. Secondo gli astronomi che hanno utilizzato l'osservatorio ALMA nel deserto di Atacama, il suo nucleo potrebbe avere fino a undici miliardi di anni, più del doppio del sistema solare. Una scoperta che ridisegna la mappa della formazione planetaria e suggerisce l'esistenza di nubi molecolari primordiali rimaste isolate per eoni.
Mentre l'eco di questo antichissimo viaggiatore si allontana nello spazio, sulla Terra gli appassionati di astronomia volgono lo sguardo verso uno spettacolo più familiare ma altrettanto affascinante: lo sciame meteorico delle Liridi, attivo fino al 30 aprile. Provenienti dalla scia lasciata dalla cometa Thatcher, le Liridi sono tra le più antiche piogge di stelle cadenti registrate dall'uomo, con avvistamenti che risalgono a oltre 2.500 anni fa. Secondo l'International Meteor Organisation con sede a Bruxelles, il picco è atteso tra la notte del 21 e la mattina del 23 aprile, con condizioni favorevoli per la scarsa luminosità lunare.
Per l'Italia e l'Europa, l'osservazione è possibile dopo le 22:30, con la costellazione della Lira alta nel cielo settentrionale. Chi sfugge all'inquinamento luminoso delle città potrà contare fino a venti meteore all'ora, un ritmo vivace ma non eccezionale rispetto ad altri sciami. Tuttavia, il significato storico di queste scie di polvere cometaria – testimoni di un passato cosmico che si ripete ogni anno – offre un contrappunto umano alla scala incommensurabile dell'universo rivelata da 3I/Atlas.
Lo sguardo al futuro è già rivolto a maggio, quando le Eta Aquaridi, frammenti della celebre cometa di Halley, prenderanno il testimone. Mentre la scienza continua a indagare le origini di corpi celesti come 3I/Atlas – forse messaggeri di nubi molecolari primitive – il calendario celeste ci ricorda che ogni primavera la Terra incrocia le tracce di comete lontane. Per l'astronomia italiana, sempre più attiva nel coordinamento con osservatori europei e cileni, queste finestre di osservazione rappresentano occasioni preziose per avvicinare il pubblico alla ricerca spaziale.
Allarga lo sguardo
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