
Eddie Howe lascia il Newcastle dopo cinque anni: al suo posto il tedesco Matthias Jaissle
La sconfitta per 4-1 in amichevole contro il Bristol City è stata l’ultima panchina del tecnico inglese, che ha deciso di prendersi una pausa lasciando il club in piena rivoluzione di mercato e a tre settimane dall’inizio della Premier League.
Eddie Howe non è più l’allenatore del Newcastle United. La notizia, diffusa giovedì da BBC e Sky, arriva poche ore dopo la pesante sconfitta per 4-1 nell’amichevole precampionato contro il Bristol City, squadra di Championship. L’uscita di scena del tecnico quarantottenne, che aveva guidato i Magpies per quasi cinque stagioni, è stata descritta come consensuale e motivata dalla volontà di prendersi una pausa dal calcio, ma giunge in un momento di profonda turbolenza, a tre settimane esatte dall’inizio della Premier League.
Howe aveva raccolto l’eredità di Steve Bruce nel novembre del 2021 con la squadra al diciannovesimo posto, e in breve tempo l’aveva trasformata. Sotto la sua guida il Newcastle è tornato in Champions League nel 2023 e nel 2025, e ha spezzato un digiuno di settant’anni da un trofeo nazionale maggiore vincendo la Carabao Cup nel 2025, primo alloro dai tempi della FA Cup del 1955. Il suo score in Premier League parla di 84 vittorie in 179 partite, con una percentuale di successi (46,9%) superata nella storia del club soltanto da Kevin Keegan. L’ultima stagione, tuttavia, ha segnato un netto arretramento: dodicesimo posto finale in campionato con 17 sconfitte su 38 incontri, eliminazione agli ottavi di Champions per mano del Barcellona (8-3 complessivo) e uscita in semifinale di Coppa di Lega. Il rendimento altalenante e il logorio della panchina erano visibili, e già a fine campionato Howe appariva provato.
A spingere il manager verso l’addio hanno contribuito le cessioni eccellenti dell’estate. Il Newcastle ha salutato il centrocampista Sandro Tonali, passato al Tottenham, e l’attaccante Anthony Gordon, accasatosi al Barcellona, mentre in precedenza l’addio da record di Alexander Isak al Liverpool aveva già irritato il tecnico. La sensazione, espressa dalla leggenda del club Alan Shearer in un’intervista a Betfair, è che la strategia del club, orientata a vendere i pezzi pregiati, abbia minato le fondamenta del progetto. «La tempistica è strana, a tre settimane dalla nuova stagione», ha commentato Shearer, aggiungendo che vedere partire Isak, Tonali e Gordon non è «un bello spettacolo» e che il capitano Bruno Guimarães potrebbe essere il prossimo. Howe stesso, secondo fonti vicine al club, avrebbe manifestato sorpresa per le mosse di mercato e maturato la decisione di lasciare soltanto nel corso dell’estate, nonostante a marzo l’amministratore delegato David Hopkinson avesse escluso un cambio in panchina.
La successione è già delineata. Il favorito è il tedesco Matthias Jaissle, 38 anni, attuale allenatore dell’Al-Ahli nella Saudi Pro League. Entrambi i club sono di proprietà del fondo sovrano saudita PIF, e Jaissle ha costruito una solida reputazione vincendo due edizioni consecutive della Champions League asiatica e il campionato austriaco con il Red Bull Salisburgo. Sarebbe il primo tecnico tedesco nella storia dei Magpies e soltanto il terzo non britannico o irlandese. Fautore di un calcio aggressivo e verticale, dovrà affrontare un esordio infuocato: a fine agosto il Newcastle ospiterà il Liverpool nella prima giornata di Premier League, e prima ancora quattro amichevoli contro Valencia, Everton, Bayer Leverkusen e Strasburgo. Per Howe, intanto, non mancheranno le offerte: «Avrà proposte da tutto il mondo», ha pronosticato Shearer, ma prima si prenderà il meritato riposo.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.50 | critical |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | +0.20 | neutral |
| Stampa africana subsahariana | −0.10 | neutral |
Il tifoso deluso e la critica sportiva puntano il dito contro Howe, colpevole di non aver capito la gravità della situazione.
Si enfatizza la reazione emotiva dei tifosi e il tono della conferenza stampa per trasformare un normale cambio di allenatore in un dramma personale.
Si tace il successo di Jaissle in Asia (due Champions League asiatiche) per sminuire la scelta della dirigenza.
Il calcio saudita si propone come serbatoio di talenti tecnici, capace di esportare allenatori di alto livello in Europa.
Si sottolineano i trofei di Jaissle in Asia e si minimizzano i problemi di Howe per normalizzare il passaggio come un'evoluzione naturale del mercato.
Si omette la pressione su Howe dopo la stagione deludente e le critiche dei tifosi, per non offuscare la narrazione positiva.
L'osservatore esterno registra i fatti senza prendere posizione, elencando le cause della separazione.
Si utilizzano fonti ufficiali (BBC) e si evitano giudizi, presentando l'addio come una decisione ponderata tra Howe e la società.
Si ignora completamente la candidatura di Jaissle, eliminando la dimensione di futuro e di competizione tra leghe.
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