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Economia e Mercatimercoledì 10 giugno 2026

Emirati hub logistici e food packaging: Dubai e Sharjah trainano la filiera del Golfo

Negli Emirati Arabi Uniti si consolida un ecosistema logistico e produttivo che punta a ridefinire le catene di approvvigionamento regionali. L'accordo tra National Industries Park e Al Bayader International per un hub integrato di packaging alimentare da 180 milioni di dirham (circa 49 milioni di dollari) rappresenta un tassello significativo: l'impianto, con una capacità aggiuntiva di 30.000 tonnellate annue, servirà i settori dell'ospitalità, del turismo e della ristorazione in tutto il Consiglio di Cooperazione del Golfo. L'integrazione tra manifattura, stoccaggio e distribuzione in un unico sito promette di ridurre i tempi di consegna e potenziare le esportazioni, in linea con la strategia emiratina di diversificazione economica.

Sul versante della logistica pesante, Gulftainer ha svelato i piani per il corridoio multimodale di Al Dhaid, un'area di 150 ettari con capacità annua di 1,5 milioni di TEU, situata a soli 50 chilometri dal porto di Khorfakkan. L'iniziativa, sostenuta dall'Autorità portuale di Sharjah, fungerà da estensione della capacità portuale, creando un ecosistema digitalizzato e conforme ai criteri ESG. Secondo gli analisti di Bruxelles, questi investimenti riflettono la volontà degli Emirati di diventare un nodo centrale nelle rotte commerciali tra Asia, Africa ed Europa, con ricadute potenziali anche per le imprese italiane attive nella logistica e nel packaging.

Nel frattempo, l'ecosistema delle startup locali riceve impulsi da più fronti. Keeta, piattaforma di food delivery sostenuta dal colosso cinese Meituan, ha lanciato la versione emiratina del programma ABAAD in collaborazione con il Khalifa Fund, per supportare le piccole e medie imprese alimentari a conduzione emiratina nell'adozione di strumenti digitali. L'iniziativa, che richiama il concetto arabo di "orizzonti più ampi", si inserisce in un contesto di rinnovata fiducia degli investitori: ad aprile 2026, il finanziamento delle startup nella regione MENA ha raggiunto 150 milioni di dollari in 27 operazioni. A ciò si aggiunge la settima edizione del programma TiE Women MENA, che fino al 25 giugno 2026 accoglie candidature di startup guidate da donne con almeno il 33% di quote societarie, contribuendo a diversificare il tessuto imprenditoriale.

Guardando al futuro, la convergenza tra infrastrutture fisiche e sostegno all'imprenditoria digitale suggerisce che gli Emirati intendono giocare un ruolo da protagonisti nella riorganizzazione delle filiere globali. Per l'Italia, tradizionalmente forte nei settori del packaging e della logistica, queste dinamiche rappresentano sia un'opportunità di collaborazione sia una sfida competitiva, in un mercato dove l'efficienza e la sostenibilità diventano i nuovi parametri del successo.

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mercoledì 10 giugno 2026

Emirati hub logistici e food packaging: Dubai e Sharjah trainano la filiera del Golfo

Negli Emirati Arabi Uniti si consolida un ecosistema logistico e produttivo che punta a ridefinire le catene di approvvigionamento regionali. L'accordo tra National Industries Park e Al Bayader International per un hub integrato di packaging alimentare da 180 milioni di dirham (circa 49 milioni di dollari) rappresenta un tassello significativo: l'impianto, con una capacità aggiuntiva di 30.000 tonnellate annue, servirà i settori dell'ospitalità, del turismo e della ristorazione in tutto il Consiglio di Cooperazione del Golfo. L'integrazione tra manifattura, stoccaggio e distribuzione in un unico sito promette di ridurre i tempi di consegna e potenziare le esportazioni, in linea con la strategia emiratina di diversificazione economica.

Sul versante della logistica pesante, Gulftainer ha svelato i piani per il corridoio multimodale di Al Dhaid, un'area di 150 ettari con capacità annua di 1,5 milioni di TEU, situata a soli 50 chilometri dal porto di Khorfakkan. L'iniziativa, sostenuta dall'Autorità portuale di Sharjah, fungerà da estensione della capacità portuale, creando un ecosistema digitalizzato e conforme ai criteri ESG. Secondo gli analisti di Bruxelles, questi investimenti riflettono la volontà degli Emirati di diventare un nodo centrale nelle rotte commerciali tra Asia, Africa ed Europa, con ricadute potenziali anche per le imprese italiane attive nella logistica e nel packaging.

Nel frattempo, l'ecosistema delle startup locali riceve impulsi da più fronti. Keeta, piattaforma di food delivery sostenuta dal colosso cinese Meituan, ha lanciato la versione emiratina del programma ABAAD in collaborazione con il Khalifa Fund, per supportare le piccole e medie imprese alimentari a conduzione emiratina nell'adozione di strumenti digitali. L'iniziativa, che richiama il concetto arabo di "orizzonti più ampi", si inserisce in un contesto di rinnovata fiducia degli investitori: ad aprile 2026, il finanziamento delle startup nella regione MENA ha raggiunto 150 milioni di dollari in 27 operazioni. A ciò si aggiunge la settima edizione del programma TiE Women MENA, che fino al 25 giugno 2026 accoglie candidature di startup guidate da donne con almeno il 33% di quote societarie, contribuendo a diversificare il tessuto imprenditoriale.

Guardando al futuro, la convergenza tra infrastrutture fisiche e sostegno all'imprenditoria digitale suggerisce che gli Emirati intendono giocare un ruolo da protagonisti nella riorganizzazione delle filiere globali. Per l'Italia, tradizionalmente forte nei settori del packaging e della logistica, queste dinamiche rappresentano sia un'opportunità di collaborazione sia una sfida competitiva, in un mercato dove l'efficienza e la sostenibilità diventano i nuovi parametri del successo.

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