
L’epidemia di Cyclospora colpisce Taco Bell e si estende al Regno Unito
Il traffico pedonale della catena di fast food è crollato del 31% a luglio, mentre il parassita ha causato oltre 10.000 casi negli Stati Uniti e una sessantina nel Regno Unito.
L’epidemia di Cyclospora legata alla lattuga iceberg servita da Taco Bell ha avuto un impatto immediato e misurabile sulle vendite della catena: il 17 luglio, il traffico pedonale nei ristoranti è crollato del 31% rispetto alla media, un calo sedici volte superiore a quello registrato nello stesso giorno dall’intero settore del fast food (1,9%). Lo rivela un’analisi di Placer.ai citata da Forbes. L’amministratore delegato di Yum! Brands, la società madre di Taco Bell, Chris Turner, ha dichiarato che l’impatto è stato ‘significativo’ ma che le vendite stanno ‘migliorando costantemente’ negli ultimi dieci giorni e che la percezione del marchio sui social media è tornata ai livelli precedenti l’epidemia.
Il focolaio è stato ricondotto alla lattuga iceberg fornita da Taylor Farms, coltivata in Messico. La Food and Drug Administration statunitense ha identificato nove stati colpiti – Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio, Virginia Occidentale, Illinois, Kansas, Oklahoma e Pennsylvania – con oltre 10.000 malati. Tuttavia, nessun campione di prodotto testato è risultato positivo al parassita, e l’indagine prosegue per individuare altre possibili fonti di contaminazione. Il 17 luglio Taco Bell ha rimosso volontariamente la lattuga dai suoi ristoranti, ma il numero di casi continua a crescere, rendendo sempre più chiaro che la catena di fast food non è stata l’unica fonte del contagio, come ha spiegato Craig Hedberg, esperto di sicurezza alimentare dell’Università del Minnesota.
In Messico, le autorità sanitarie hanno effettuato una decina di test casuali sull’acqua e sulla lattuga della regione di Guanajuato, dove ha sede lo stabilimento di Taylor Farms, e tutti sono risultati negativi. Mario Puente, vicepresidente del Consiglio Nazionale Agricolo messicano, ha dichiarato che non vi è alcuna evidenza scientifica che l’epidemia abbia avuto origine nei campi e che non sono stati segnalati casi di Cyclospora in Messico. La contaminazione potrebbe essere avvenuta in qualsiasi punto della filiera, dall’irrigazione al trasporto, ha aggiunto.
Nel frattempo, il parassita è stato rilevato anche nel Regno Unito: l’UK Health Security Agency ha registrato 67 casi tra il 30 aprile e il 15 luglio 2026, un numero elevato rispetto alla media annuale di 93 casi. Quarantotto di questi infettati avevano viaggiato in Messico, soggiornando in resort all-inclusive nelle regioni di Riviera Maya e Cancún. L’agenzia ha emesso un avviso per i viaggiatori, raccomandando di consumare solo cibi ben cotti e acqua imbottigliata.
Le autorità sanitarie continuano le indagini lungo la catena di fornitura, senza che sia stata ancora individuata la fonte della contaminazione. L’FDA sta lavorando per determinare se altri prodotti possano essere coinvolti, mentre in Messico si attendono ulteriori test per chiarire in quale anello della filiera si sia verificata l’infezione.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
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| Stampa atlantica / anglosfera | +0.60 | aligned |
Il Messico respinge con forza le accuse e difende la propria filiera agroalimentare.
Si enfatizza la contaminazione da coriandolo come causa alternativa, spostando l'attenzione dalla lattuga messicana.
Non menziona l'impatto sui turisti britannici, focalizzandosi solo sugli interessi messicani.
Yum! Brands dichiara che l'incidente è sotto controllo e che le vendite stanno tornando alla normalità.
Si utilizzano dichiarazioni del CEO e dati di rialzo per minimizzare l'impatto e ripristinare la fiducia degli investitori.
Non menziona i dettagli sulla sofferenza dei consumatori o i costi sanitari.
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