
Esplosione in rampa per il New Glenn: contraccolpo per Blue Origin e la corsa alla Luna
Il test di accensione del vettore di Bezos si è concluso in una gigantesca palla di fuoco. Nessun ferito, ma la tabella di marcia per la Luna si complica, mentre SpaceX resta in vantaggio.
Giovedì sera, intorno alle 21 ora locale, la base di Cape Canaveral è stata squassata da un’esplosione spettacolare: il razzo New Glenn di Blue Origin, alto quasi cento metri, è stato avvolto da una palla di fuoco durante un test di accensione dei motori sulla piattaforma di lancio. Si trattava di una prova statica, in cui i sette propulsori a metano vengono accesi mentre il vettore resta ancorato al suolo, in vista della missione NG-4, che avrebbe dovuto portare in orbita 48 satelliti per la costellazione Leo di Amazon. Le autorità hanno confermato che non ci sono feriti, ma le immagini, catturate in diretta e rimbalzate sui social, mostrano la potenza devastante dell’incidente, che ha addirittura abbattuto una delle torri parafulmini del complesso.
Un colpo durissimo per la compagnia del fondatore di Amazon, già provata da un precedente fallimento ad aprile, quando un problema al motore aveva lasciato un satellite nell’orbita sbagliata, portando alla sospensione dei voli. Blue Origin stava tentando di preparare il quarto lancio del New Glenn per colmare il gap con SpaceX, il rivale di Elon Musk sempre più lanciato verso la quotazione in Borsa. Proprio Musk, su X, ha commentato l’accaduto con un laconico «i razzi sono difficili», mentre Bezos ha promesso di ricostruire e tornare a volare. Secondo gli analisti, i danni alla rampa richiederanno mesi di riparazioni, ritardando non solo la missione per Amazon, ma anche l’intero calendario dei lanci pesanti.
L’incidente getta un’ombra anche sul programma Artemis della NASA, che punta a stabilire una base permanente sulla Luna e che si affida proprio a Blue Origin per i moduli di atterraggio. L’amministratore dell’agenzia spaziale, Jared Isaacman, ha dichiarato che è troppo presto per valutarne l’impatto, ma negli ambienti spaziali statunitensi è palpabile la preoccupazione per i riflessi su una tabella di marcia già complessa. Dall’Europa, dove l’industria aerospaziale guarda con interesse a una maggiore autonomia nei lanci pesanti, l’incidente viene interpretato come un monito sui rischi connessi alla dipendenza da un unico fornitore privato, in un contesto di competizione sempre più serrata.
Al di là delle rassicurazioni di Bezos, la palla di fuoco di Cape Canaveral – la più imponente esplosione di un razzo dal 1957, secondo quanto ricostruito da Forbes – segna un punto di svolta per Blue Origin. L’indagine sulle cause, affidata alla Federal Aviation Administration, richiederà tempo e potrebbe rivelare debolezze tecniche da correggere. Nel frattempo, il vantaggio di SpaceX si consolida, mentre la costellazione Kuiper di Amazon rischia di accumulare ulteriori ritardi. La corsa allo spazio commerciale non perdona passi falsi, e la resilienza mostrata da Bezos dovrà ora tradursi in fatti concreti per non perdere definitivamente il treno dell’orbita bassa.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.50 | critical |
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| Stampa del Golfo arabo | −0.40 | critical |
Un'esplosione spettacolare, la più grande per un razzo in quasi settant'anni, infligge un duro colpo a Blue Origin proprio mentre la NASA le affida contratti per la base lunare. L'incidente solleva dubbi sulla capacità dell'azienda di competere e di rispettare scadenze ambiziose.
Un'esplosione brutale durante un test a terra complica seriamente il calendario della NASA per il ritorno sulla Luna e la costruzione di una base. La gigantesca palla di fuoco, ripresa da residenti e appassionati, mette in luce la fragilità delle iniziative spaziali private e le sfide legali e tecniche che restano aperte.
Il fallimento del test di accensione statica minaccia le tempistiche sia della costellazione satellitare Kuiper di Amazon sia delle missioni lunari Artemis della NASA. I danni significativi alle infrastrutture della rampa frenano le ambizioni spaziali di Bezos e potrebbero imporre una revisione dei calendari di lancio.
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