
Fès, crolla un palazzo abusivo: nove morti. La città storica e la piaga delle costruzioni illegali
Il crollo di un edificio residenziale a Fès ha causato almeno nove morti e sei feriti. Le autorità locali hanno aperto un'inchiesta, mentre il Consiglio nazionale per i diritti umani chiede chiarezza sulle condizioni delle abitazioni.
Alle prime ore di giovedì, un edificio di quattro piani (più il pianterreno) è crollato nel quartiere popolare di Ain Al Naqbi a Fès, causando la morte di nove persone e il ferimento di altre sei. Secondo le autorità marocchine, la causa è stata individuata nella costruzione non autorizzata: lo ha dichiarato il segretario di Stato per l'Edilizia abitativa, Aïd Ben Ibrahim, citato dai media locali. Le vittime, tra cui intere famiglie, sono state estratte dalle macerie dopo ore di ricerche, condotte dalla protezione civile e dai residenti. Il bilancio ufficiale, confermato dalla procura di Fès, si è fermato a nove morti, nonostante le voci iniziali di un numero più alto. I feriti sono stati trasportati all'ospedale universitario Hassan II, alcuni in condizioni critiche.
L'incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza degli edifici nella città imperiale, già scossa da episodi analoghi. Secondo il Consiglio nazionale per i diritti umani, che ha chiesto un'indagine approfondita, si tratta dell'ennesimo caso di edifici fatiscenti o costruiti in violazione delle norme. Solo nel dicembre 2025, due palazzi erano crollati nel quartiere di Bensouda, sempre a Fès. L'edificio di Ain Al Naqbi, risalente agli anni Ottanta, ospitava 19 persone distribuite su quattro piani abitati: famiglie numerose e nuclei monocomponenti, alcuni dei quali in visita per la festa dell'Aid al-Adha. Il vicinato è stato evacuato per timore di ulteriori cedimenti, mentre le squadre di soccorso hanno dichiarato conclusa la ricerca di superstiti dopo aver ispezionato le macerie.
La tragedia solleva interrogativi sulla capacità delle autorità locali di far rispettare le norme urbanistiche in un contesto di crescita urbana incontrollata. Fès, terza città del Marocco e antica capitale fondata nell'VIII secolo, vede il suo patrimonio storico minacciato da costruzioni abusive e dalla mancanza di manutenzione. Secondo gli osservatori internazionali, il ripetersi di crolli evidenzia una debolezza strutturale nel sistema di controllo edilizio, nonostante gli sforzi del governo per regolarizzare le costruzioni. L'inchiesta giudiziaria, annunciata dalla procura di Fès, punta a individuare i responsabili, in un Paese dove il diritto alla casa dignitosa è sancito dalla Costituzione ma spesso disatteso. La comunità internazionale segue con attenzione, mentre l'Italia e l'Europa osservano il caso come monito per le proprie politiche di sicurezza nelle aree urbane storiche.
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.20 | neutral |
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| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
La stampa maghrebina segue da vicino la tragedia di Fès, fornendo un dettaglio preciso degli occupanti dell'edificio crollato. Viene sottolineata la richiesta di un'indagine approfondita e la preoccupazione per la sicurezza degli edifici fatiscenti. Il Consiglio per i diritti umani ha espresso grave preoccupazione e chiede giustizia per le vittime.
I media russi riportano un bilancio più alto, 14 morti, citando fonti locali. L'enfasi è sull'urgenza delle operazioni di soccorso e sulla gravità del disastro. La notizia viene data con toni allarmanti, sottolineando la fragilità delle costruzioni nella città storica.
I media del Golfo arabico si concentrano sulle dichiarazioni ufficiali e sul bilancio di 9 morti, con toni misurati. Vengono riportate le operazioni di ricerca dei sopravvissuti e le misure di prevenzione per gli edifici adiacenti. L'approccio è pragmatico, con attenzione ai dati ufficiali e alla gestione dell'emergenza.
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