
Colpo in banca a Sinzig: ostaggi liberati, i rapinatori fanno perdere le proprie tracce
Due ostaggi liberati illesi dopo ore di assedio, ma i rapinatori erano già fuggiti. La polizia tedesca brancola nel buio.
Si è conclusa con un paradosso la lunga giornata di tensione a Sinzig, piccolo centro della Renania-Palatinato. Venerdì mattina, intorno alle nove, un gruppo di malviventi aveva assaltato una filiale della Volksbank, prendendo in ostaggio due persone all'interno della cassaforte. La polizia, mobilitata in forze, aveva circondato l'edificio e sospeso ogni attività nel raggio di isolati, temendo una carneficina.
Ma quando, dopo quasi sei ore di stallo, le teste di cuoio hanno fatto irruzione, si sono trovate davanti una scena grottesca: gli ostaggi erano illesi, chiusi a chiave nel caveau, e dei rapinatori nessuna traccia. L'unico indizio è la descrizione di un uomo alto circa un metro e ottanta, vestito con una tuta bianca da apicoltore, forse in combutta con complici. Come siano fuggiti è ancora un mistero: la polizia di Coblenza parla di «mezzi sconosciuti», ipotizzando che si siano dileguati subito dopo aver bloccato le vittime, sfruttando un varco nelle maglie del cordone.
Il bottino, secondo fonti investigative, sarebbe consistito in una cassetta di denaro prelevata con la forza dal conducente di un blindato portavalori, uno dei due ostaggi. La dinamica ha subito richiamato alla mente, per gli analisti europei, i cliché delle serie televisive: un colpo pianificato con precisione, eseguito in pieno giorno, e una fuga che umilia la macchina della sicurezza tedesca, tradizionalmente tra le più efficienti del continente. Per gli osservatori di Bruxelles, l'episodio solleva interrogativi sull'adeguatezza dei protocolli antirapina nelle banche di provincia, dove la copertura di polizia è più ridotta e i tempi di reazione più lenti.
In Italia, dove episodi analoghi non sono rari – basti pensare ai colpi in Valpadana o alle rapine con sequestro di dipendenti in Sicilia – la notizia ha riacceso il dibattito sulla vulnerabilità delle filiali locali. Il punto, sottolineano gli esperti di sicurezza, è che l'intera filiera, dal trasporto valori alla gestione dei depositi, presenta falle strutturali: il rapinatore di Sinzig ha agito in mezz'ora, ha lasciato due ostaggi illesi e si è volatilizzato. Ora la caccia è aperta, con le autorità che setacciano la regione tra Coblenza e Bonn.
Ma il danno alla reputazione è fatto: la banca più sicura d'Europa ha mostrato il fianco. Gli investigatori tedeschi lavorano su impronte digitali e possibili testimoni oculari, mentre la procura di Coblenza ha aperto un fascicolo per rapina aggravata e sequestro di persona. La speranza è che la fuga sia solo temporanea: in un Paese dove le telecamere sono onnipresenti e la rete di controllo è fitta, i fantasmi hanno vita breve.
Ma per ora, a Sinzig, resta la sensazione che il colpo sia stato quasi perfetto.
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