
Maternità e carriera: il prezzo della doppia presenza in Italia e nel mondo
Tra penalizzazioni salariali, ritardo delle nascite e leadership silenziosa, la maternità cambia le regole del lavoro globale.
La maternità non è più un evento collocato alle soglie della vita professionale, bensì un passaggio che sempre più donne vivono in fasi strategiche della carriera. In Brasile, quasi la metà delle lavoratrici intervistate da Infojobs ha oltre trentacinque anni al momento del primo figlio, e un quarto supera i quarantacinque. Questo slittamento ridefinisce le dinamiche aziendali: le neo-madri arrivano alla gravidanza con progetti consolidati, ruoli di leadership intermedia e responsabilità crescenti, costringendo le imprese a ripensare politiche di flessibilità e retention.
Tuttavia, la tendenza non si traduce ovunque in un riequilibrio. In Italia, secondo i dati di Save the Children, quasi una donna su quattro tra i venticinque e i trentaquattro anni rinuncia alla maternità per mancanza di condizioni lavorative adeguate. La child penalty resta feroce: mentre i padri vedono crescere le loro retribuzioni, le madri subiscono demansionamenti e uscite dal mercato, con una frattura che si allarga di anno in anno.
L'effetto è una denatalità che si autoalimenta, come mostra anche la Colombia, dove nel 2025 i nati sono scesi a 433.678, il minimo decennale, e dove 4,7 milioni di madri single capofamiglia si autopercepiscono povere, subendo una riduzione del reddito fino al 48 per cento. L'analisi degli osservatori di Bruxelles sottolinea come il fenomeno non sia solo italiano o latinoamericano: la penalizzazione economica della maternità ridisegna le scelte demografiche in tutto l'Occidente, mentre in Asia orientale si moltiplicano gli esperimenti di welfare pro-natalità. La risposta delle imprese è ancora frammentaria.
In America Latina, alcune multinazionali come Frisby e Latam hanno aumentato la presenza femminile nei vertici, ma il vero cambiamento, secondo la prospettiva di San Paolo, è culturale: la leadership femminile non fa rumore, integra ruoli, organizza logistica familiare tra una riunione e l'altra, e sostiene persone e ambienti senza apparire nei KPI. Questa leadership silenziosa, che in Brasile viene chiamata “liderança que não faz barulho”, potrebbe diventare la chiave per una trasformazione più profonda delle organizzazioni. Lo scenario che si delinea per l'Europa e per l'Italia è duplice: da un lato, serve un salto nelle politiche di conciliazione e nei congedi parentali equi; dall'altro, occorre che le aziende riconoscano il valore della doppia competenza – materna e manageriale – come risorsa strategica, non come ostacolo.
Se la maternità tardiva sta cambiando il gioco, il tempo delle risposte parziali è finito.
Allarga lo sguardo
Attacco missilistico russo su Kiev: 17 morti, nessun intercettore ha funzionato
13 lingue · 71 testate
Da Economy & MarketsL’auto elettrica accelera su scala globale: vendite record in Colombia, Regno Unito e Australia
2 lingue · 11 testate
Da TechnologyL’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA
3 lingue · 11 testate