
Ghana alla vigilia del Mondiale 2026: tra fiducia e scetticismo sulla cura Queiroz
I giocatori e il ministro dello Sport elogiano la disciplina tattica, ma l'ex stella Roy Keane teme un eccessivo difensivismo per i Black Stars.
A poche settimane dal calcio d'inizio del Mondiale 2026, il Ghana si presenta con un volto nuovo: in panchina siede Carlos Queiroz, tecnico portoghese richiamato in aprile per risollevare le sorti di una Nazionale reduce da un biennio deludente. L'addio di Otto Addo, dopo le sconfitte contro Austria e Germania, ha aperto la strada a un profilo di grande esperienza internazionale, noto per il lavoro difensivo svolto a fianco di Sir Alex Ferguson al Manchester United. Il primo test, il pareggio per 1-1 con il Galles, ha mostrato una squadra disciplinata ma ancora in cerca di fluidità offensiva. Nonostante ciò, il clima interno è disteso.
Il portiere Lawrence Ati-Zigi, pilastro tra i pali, ha confessato di non avvertire alcun nervosismo: «C'è un ottimo spirito di gruppo, tutti sono pronti e concentrati». Ha inoltre ribadito l'importanza di attenersi scrupolosamente alle direttive di Queiroz, segno di una fiducia totale nel progetto tecnico. Da Accra, il ministro dello Sport Kofi Adams ha rilanciato il messaggio, sottolineando l'ondata di entusiasmo che sta montando nella diaspora ghanese, soprattutto in Nord America, dove si giocherà il torneo. L'ex nazionale Godwin Attram ha analizzato la partita contro il Galles con ottimismo: «Abbiamo visto una strategia chiara e la capacità dell'allenatore di correggere gli errori nelle transizioni».
Una visione meno rosea giunge dagli osservatori britannici. Roy Keane, storico ex captain del Manchester United, ha espresso perplessità sull'approccio di Queiroz. Pur riconoscendo il contributo dato ai successi dei Red Devils, Keane teme che la filosofia eccessivamente prudente del portoghese possa soffocare la verve dei Black Stars. Le esperienze con Iran, Colombia ed Egitto mostrano infatti risultati altalenanti, e il rischio di un Ghana troppo schiacciato nella propria metà campo è reale. «Spero solo che non diventino troppo difensivi», ha ammonito Keane, riecheggiando un dibattito che attraversa anche il calcio europeo: quanto tatticismo è compatibile con lo spettacolo?
La sfida del Gruppo L, con Panama, attende la squadra il 17 giugno al BMO Field di Toronto. L'obiettivo è superare la fase a gironi, scoglio fatale nelle ultime due edizioni. L'analisi che arriva da Accra suggerisce che il pragmatismo di Queiroz potrebbe rivelarsi prezioso, a patto di non imbrigliare del tutto la creatività degli attaccanti. Per l'Europa, e in particolare per l'Italia, che ha sperimentato sulla propria pelle la necessità di una guida tecnica dopo due esclusioni mondiali, il caso del Ghana offre spunti di riflessione: l'equilibrio tra disciplina e inventiva resta il segreto di ogni impresa, e il banco di prova nordamericano ci dirà se Queiroz ha trovato la ricetta giusta.
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