
Il Bangladesh umilia l’Australia e conquista la prima serie ODI della sua storia
Partita interrotta dalla pioggia a Dacca: i Tigers si aggiudicano il secondo match e la serie, con un inizio da incubo per i campioni oceanici, crollati a zero wicket per tre eliminazioni.
La notizia più importante: il Bangladesh ha ottenuto una vittoria storica, la prima serie in formato One Day International contro l’Australia. Dopo aver vinto la prima partita, i padroni di casa si sono imposti nel secondo incontro, ridotto dalla pioggia, con cinque wicket di scarto e 36 palle d’anticipo, suggellando il successo nella serie con un match ancora da giocare.
La cronaca: su un campo preparato da Tony Hemming, ex curatore del Melbourne Cricket Ground, l’Australia ha vissuto un avvio catastrofico: dopo due overs, era 0-3, con Matt Short, Cooper Connolly e Matt Renshaw eliminati senza che il tabellone segnasse punti. Una débâcle che ha costretto il capitano ad interim Josh Inglis e Alex Carey a una faticosa ricostruzione, poi proseguita da Marnus Labuschagne (55 non out) e Xavier Bartlett (52), fino a un totale di 187-8 in 42 overs, quando la pioggia ha interrotto definitivamente l’innings. Con il metodo DLS, il target per il Bangladesh è stato fissato a 192 in 41 overs. I Tigers, pur senza brillare, hanno condotto un inseguimento controllato, guidati da Towhid Hridoy (40 non out), chiudendo senza affanni.
Le reazioni: a Dacca, l’esplosione di gioia è stata paragonabile a un trionfo nazionale. Per una nazione che negli ultimi anni ha coltivato ambizioni crescenti nel cricket, piegare l’Australia – cinque volte campione del mondo – in una serie ufficiale rappresenta il superamento di un tabù. I quotidiani locali parlano di “record” e di una vittoria che riscatta sconfitte passate, come quella di misura ai Mondiali 2019. Dall’altra parte del globo, a Sydney e Melbourne, l’umore è opposto: la stampa sportiva australiana usa toni di autocritica severa, sottolineando l’umiliante partenza “zero su tre” e mettendo in discussione la tenuta mentale di una squadra in fase di transizione, priva di molti big.
Oltre l’Oceania e il subcontinente, anche dalla regione del Golfo, dove il cricket è seguito con passione grazie alla nutrita diaspora asiatica, si coglie la portata dell’evento. I commentatori mediorientali inquadrano il risultato come un sintomo di un riequilibrio competitivo nel panorama internazionale, con le nazionali emergenti – come Bangladesh, Afghanistan e Irlanda – ormai in grado di battere regolarmente le potenze consolidate.
Guardando avanti, questa serie segna un punto di svolta per entrambe le squadre. Il Bangladesh, galvanizzato, può ora affrontare il terzo match con l’obiettivo di un clamoroso “clean sweep”, rafforzando la propria candidatura a presenza stabile tra le élite del cricket. L’Australia, invece, dovrà leccarsi le ferite e trarre insegnamenti prima di impegni cruciali, a partire dal prossimo Champions Trophy, per evitare che la sconfitta di Dacca diventi l’inizio di un declino più profondo. Una partita, due destini opposti, e la certezza che il cricket non ha più gerarchie immutabili.
| Stampa del Golfo arabo | +0.60 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.80 | aligned |
La storica vittoria in serie del Bangladesh contro l'Australia segna un importante traguardo per il cricket asiatico. Il successo, ottenuto con un bowling disciplinato e un inseguimento controllato, indica un cambiamento negli equilibri globali di questo sport.
L'Australia ha subito una deludente sconfitta in serie contro il Bangladesh, mettendo in luce vulnerabilità nel batting e nel bowling. La sconfitta solleva interrogativi sulla preparazione e la strategia della squadra in vista di incontri cruciali.
La prima vittoria in serie ODI del Bangladesh contro l'Australia è un momento di orgoglio per il subcontinente, che riafferma l'ascesa del cricket asiatico. La vittoria, costruita su un bowling veloce e incisivo e una battuta calma, è un esempio del crescente vantaggio competitivo della regione.
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