
Il bufalo albino “Donald Trump” sfugge al sacrificio e diventa star dello zoo
Un raro bufalo albino in Bangladesh, destinato alla macellazione rituale per l’Eid al-Adha, è stato salvato dal governo grazie alla sua somiglianza con il presidente americano. Ora attira folle allo zoo di Dacca.
L’animale più discusso del Bangladesh non ruggisce né galoppa: se ne sta placido in un recinto dello zoo di Dacca, con il suo mantello candido e un ciuffo biondo che gli ricade sulla fronte. È un bufalo albino di quasi settecento chilogrammi, divenuto celebre in tutto il mondo con il nome di “Donald Trump”. La sua fama gli ha salvato la vita. Destinato alla macellazione rituale per la festa islamica del sacrificio, Eid al-Adha, è stato sottratto al suo triste fato da un intervento governativo senza precedenti, che ne ha fatto un’attrazione pubblica e un simbolo involontario dell’era digitale.
La scena che ogni giorno si ripete davanti alla sua gabbia racconta molto del nostro tempo. Padri che sollevano i figli sulle spalle per scattare foto, turisti venuti da lontano, come quel lavoratore filippino emigrato in Bangladesh che ha portato il bambino a vedere dal vivo la “star”. I video amatoriali rimbalzano sui social, alimentando un circo mediatico che mescola ironia, politica e tenerezza. Secondo la stampa di Dacca, l’affluenza allo zoo è cresciuta in modo tangibile da quando il bufalo vi è stato trasferito, trasformando un normale esemplare da allevamento in un’icona pop.
La vicenda affonda le radici nella tradizione del Qurbani, il sacrificio di bestiame che durante l’Eid al-Adha ricorda la prova di Abramo. Il bufalo era stato regolarmente acquistato per essere immolato, ma le fotografie diffuse online ne avevano già decretato un altro destino. Il ciuffo biondo, così simile alla capigliatura dell’ex presidente americano, ha scatenato un’ondata di ilarità e condivisioni. Da Ginevra a Giacarta, i media hanno rilanciato la notizia, sottolineando non solo la pettinatura, ma anche una presunta somiglianza nei tratti del muso, come ha notato la stampa elvetica. Un’antropomorfizzazione che dice molto sulla pervasività dell’immaginario politico statunitense.
L’intervento del ministro dell’Interno bengalese, Salahuddin Ahmed, ha trasformato la curiosità in un caso di sicurezza pubblica. Le autorità hanno temuto che l’enorme attenzione potesse creare disordini durante i giorni della festa, e hanno così deciso di requisire l’animale e affidarlo allo zoo nazionale. Una decisione che, al di là delle motivazioni ufficiali, rivela la potenza del sensazionalismo virale: un bufalo è stato giudicato troppo famoso per morire. E così, mentre migliaia di altri capi venivano sacrificati secondo il rito, lui è diventato un monumento vivente alla stranezza dei nostri anni.
Resta da chiedersi quanto durerà l’incanto. Le mode digitali sono effimere, e il fascino del “Trump bufalo” potrebbe sbiadire con la stessa rapidità con cui è esploso. Ma per ora, lo zoo di Mirpur ha guadagnato un’attrazione che attira visitatori da ogni dove, e il Bangladesh un curioso primato nell’intersezione tra fede, allevamento e viralità. Forse, in un pianeta sempre più connesso, nemmeno gli animali sono al sicuro dall’essere trasformati in metafore involontarie del potere.
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | +0.30 | aligned |
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
Il bufalo albino soprannominato 'Donald Trump' è diventato un'attrazione nello zoo nazionale del Bangladesh, attirando visitatori anche dalla diaspora. I media locali si interrogano sulla rarità della specie e sulle cause della sua colorazione rosa, offrendo spiegazioni scientifiche. La vicenda è narrata come una curiosità zoologica e un momento di orgoglio nazionale.
Il bufalo 'Donald Trump' è scampato al sacrificio per l'Idul Adha grazie alla sua fama virale: il ciuffo biondo che lo rende simile all'omonimo presidente americano ha fatto il giro dei social. L'impennata di popolarità ha spinto le autorità a salvarlo e trasferirlo in uno zoo, trasformando un animale da macello in una celebrità da esibizione.
Un bufalo albino del Bangladesh è diventato un fenomeno su internet per la sua pettinatura, simile a quella di Donald Trump, scampando così al sacrificio rituale. Alla fine, secondo i resoconti, è stato necessario un accordo ai massimi livelli governativi per salvare il raro esemplare. La vicenda viene raccontata con un tono divertito e leggermente canzonatorio, come un episodio surreale di cronaca estera.
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