
Corea del Sud, il ct Hong e il presidente della federazione interrogati in Parlamento
L'ex ct Hong Myung-bo e l'ex presidente Chung Mong-gyu hanno testimoniato davanti alla commissione Sport dopo l'eliminazione della nazionale ai Mondiali 2026.
La Corea del Sud è stata eliminata nella fase a gironi del Mondiale 2026, fermandosi al primo turno dopo una vittoria (2-1 contro la Repubblica Ceca) e due sconfitte (0-1 con il Messico e 0-1 con il Sudafrica). Un risultato ben al di sotto delle attese per una squadra etichettata dai media come "generazione d'oro", con giocatori del calibro di Son Heung-min, Kim Min-jae e Lee Kang-in.
Il fallimento ha provocato conseguenze politiche immediate. Giovedì 30 luglio, l'ex commissario tecnico Hong Myung-bo e l'ex presidente della Federcalcio coreana (KFA) Chung Mong-gyu hanno dovuto comparire come testimoni davanti alla commissione Sport dell'Assemblea nazionale, che indaga su presunte irregolarità nella gestione della federazione e sulla mancanza di trasparenza. Hong, dimessosi dopo il torneo, ha dichiarato di assumersi "la piena responsabilità" per l'insuccesso, ma ha negato che la sua nomina nel luglio 2024 sia avvenuta in modo opaco. Ha inoltre smentito le voci di un salario annuale di 3,8 miliardi di won (circa 2,6 milioni di dollari), rifiutandosi di rivelare il compenso reale.
Chung, che ha rassegnato le dimissioni il 6 luglio dopo tredici anni alla guida della KFA, ha chiesto scusa per il "deludente risultato" ma ha respinto le accuse di favoritismo verso i laureati dell'Università della Corea. L'udienza si è svolta mentre il ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo mantiene aperta un'inchiesta sulla governance della federazione, spinta dalle critiche dei tifosi e dal forte malcontento. Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha attribuito il fallimento a "persone incompetenti" promosse ai vertici, alludendo a "lealtà e faziosità" nei processi di reclutamento senza citare direttamente Hong.
| Stampa latinoamericana | −0.70 | critical |
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| Stampa del Golfo arabo | −0.30 | critical |
| Stampa africana subsahariana | −0.60 | critical |
La Corea del Sud deve rendere conto della sua gestione opaca e del fallimento sportivo; la federazione è sotto accusa.
Si trasforma una sconfitta sportiva in un procedimento investigativo parlamentare, legittimando l'intervento politico attraverso l'enfasi su presunte irregolarità.
Non menziona la reazione dei tifosi all'aeroporto né la sostituzione di Son Heung-min, elementi centrali nel blocco africano.
L'allenatore si assume la responsabilità e il Parlamento indaga per chiarire i fatti; la vicenda è normale amministrazione.
Si normalizza l'evento come routine amministrativa, smorzando la carica polemica attraverso un linguaggio neutro e procedurale.
Non menziona le proteste dei tifosi né le critiche politiche più dure presenti nel blocco latinoamericano.
L'allenatore è responsabile del disastro e i tifosi hanno ragione a protestare; la sua gestione è un fallimento personale.
Si concentra la colpa su un singolo individuo, l'allenatore, rendendolo il bersaglio delle critiche popolari attraverso dettagli emotivi come la fischiatà all'aeroporto.
Non menziona le indagini parlamentari sulle irregolarità della federazione, che sono centrali nel blocco latinoamericano.
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