Accedi
Edizione delle 06:00 CETvenerdì 7 agosto 2026
320 testate · 17 lingue458 briefing oggi
venerdì 24 aprile 2026

Il Giappone vara un nuovo servizio segreto: la risposta alla sfida informatica cinese

La Camera bassa del parlamento giapponese ha dato il via libera, con una maggioranza trasversale che ha incluso pezzi dell’opposizione, a un disegno di legge che istituisce un Consiglio nazionale dell’intelligence. Si tratta del più significativo rafforzamento delle capacità di spionaggio e controspionaggio di Tokyo dagli anni della Guerra fredda, e segna un punto di svolta nella cultura politica di un paese che ha a lungo delegato la raccolta di informazioni sensibili agli alleati americani. Il provvedimento, ora all’esame della Camera alta, dovrebbe diventare legge entro la fine della sessione parlamentare, grazie al sostegno del Partito democratico per il popolo, che in Senato compensa la mancanza di una maggioranza assoluta della coalizione di governo.

Se osservata da Pechino, la mossa giapponese non sorprende. Negli ultimi mesi, la macchina della propaganda cinese ha intensificato l’uso di strumenti digitali per influenzare l’opinione pubblica nipponica. Secondo fonti vicine ai servizi di sicurezza di Tokyo, alcuni utenti cinesi avevano tentato di utilizzare l’intelligenza artificiale generativa, in particolare ChatGPT, per orchestrare una campagna diffamatoria contro Sanae Takaichi, la nazionalconservatrice destinata a diventare primo ministro a febbraio. L’operazione, fermata in extremis da OpenAI, prevedeva la creazione di false accuse di corruzione da diffondere via social media e indirizzi email fasulli. L’episodio ha accelerato la consapevolezza, nel Palazzo imperiale e nel quartiere governativo di Nagatachō, che l’autonomia informativa è ormai una priorità strategica.

Da Bruxelles, la scelta giapponese viene letta come un ulteriore passo verso una convergenza tra le democrazie asiatiche ed europee nel campo della sicurezza informatica. L’Italia, che con il Giappone condivide un seggio nel G7 e una crescente attenzione alla protezione delle infrastrutture critiche, potrebbe trarre spunto da questa iniziativa per rafforzare la cooperazione bilaterale sui temi dell’intelligence. In un contesto globale in cui la disinformazione e le minacce ibride si moltiplicano, la nascita del National Intelligence Council giapponese non è solo una risposta alle pressioni cinesi, ma un segnale che anche nazioni tradizionalmente riluttanti a centralizzare lo spionaggio hanno deciso di adeguarsi ai tempi. La sfida, ora, sarà quella di garantire che il nuovo organismo operi con efficacia senza cadere nelle tentazioni autoritarie che talvolta accompagnano i poteri segreti.

Ultim'ora
Commercio estero cinese: export oltre le attese, surplus in calo a luglio·Ghana, scoppia uno pneumatico: minibus si ribalta sulla Tema–Akosombo. Otto feriti, tra cui quattro bambini·Intervento record di Tokyo sullo yen, poi l'azione congiunta con Washington·Mossad, rimosso il capo dell’Iran e il direttore dell’intelligence dopo il fallimento del piano per rovesciare Teheran·Airbnb alza le stime 2026 grazie a domanda solida e nuovi servizi·L'incubo claustrofobico di Wagner Moura: su Netflix il thriller nato dall'osservazione del mare·OpenAI prepara un altoparlante intelligente senza schermo per il 2027·Rota uccide un sospetto a São Bernardo: dubbi sulla dinamica·Commercio estero cinese: export oltre le attese, surplus in calo a luglio·Ghana, scoppia uno pneumatico: minibus si ribalta sulla Tema–Akosombo. Otto feriti, tra cui quattro bambini·Intervento record di Tokyo sullo yen, poi l'azione congiunta con Washington·Mossad, rimosso il capo dell’Iran e il direttore dell’intelligence dopo il fallimento del piano per rovesciare Teheran·Airbnb alza le stime 2026 grazie a domanda solida e nuovi servizi·L'incubo claustrofobico di Wagner Moura: su Netflix il thriller nato dall'osservazione del mare·OpenAI prepara un altoparlante intelligente senza schermo per il 2027·Rota uccide un sospetto a São Bernardo: dubbi sulla dinamica·
Agg. 05:033 lingue · 4 testate
4 testate|3 lingue|2 min lettura
venerdì 24 aprile 2026

Il Giappone vara un nuovo servizio segreto: la risposta alla sfida informatica cinese

La Camera bassa del parlamento giapponese ha dato il via libera, con una maggioranza trasversale che ha incluso pezzi dell’opposizione, a un disegno di legge che istituisce un Consiglio nazionale dell’intelligence. Si tratta del più significativo rafforzamento delle capacità di spionaggio e controspionaggio di Tokyo dagli anni della Guerra fredda, e segna un punto di svolta nella cultura politica di un paese che ha a lungo delegato la raccolta di informazioni sensibili agli alleati americani. Il provvedimento, ora all’esame della Camera alta, dovrebbe diventare legge entro la fine della sessione parlamentare, grazie al sostegno del Partito democratico per il popolo, che in Senato compensa la mancanza di una maggioranza assoluta della coalizione di governo.

Se osservata da Pechino, la mossa giapponese non sorprende. Negli ultimi mesi, la macchina della propaganda cinese ha intensificato l’uso di strumenti digitali per influenzare l’opinione pubblica nipponica. Secondo fonti vicine ai servizi di sicurezza di Tokyo, alcuni utenti cinesi avevano tentato di utilizzare l’intelligenza artificiale generativa, in particolare ChatGPT, per orchestrare una campagna diffamatoria contro Sanae Takaichi, la nazionalconservatrice destinata a diventare primo ministro a febbraio. L’operazione, fermata in extremis da OpenAI, prevedeva la creazione di false accuse di corruzione da diffondere via social media e indirizzi email fasulli. L’episodio ha accelerato la consapevolezza, nel Palazzo imperiale e nel quartiere governativo di Nagatachō, che l’autonomia informativa è ormai una priorità strategica.

Da Bruxelles, la scelta giapponese viene letta come un ulteriore passo verso una convergenza tra le democrazie asiatiche ed europee nel campo della sicurezza informatica. L’Italia, che con il Giappone condivide un seggio nel G7 e una crescente attenzione alla protezione delle infrastrutture critiche, potrebbe trarre spunto da questa iniziativa per rafforzare la cooperazione bilaterale sui temi dell’intelligence. In un contesto globale in cui la disinformazione e le minacce ibride si moltiplicano, la nascita del National Intelligence Council giapponese non è solo una risposta alle pressioni cinesi, ma un segnale che anche nazioni tradizionalmente riluttanti a centralizzare lo spionaggio hanno deciso di adeguarsi ai tempi. La sfida, ora, sarà quella di garantire che il nuovo organismo operi con efficacia senza cadere nelle tentazioni autoritarie che talvolta accompagnano i poteri segreti.

Divergenza delle fonti

— · 4 testate · 3 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

4 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Washington revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana: scontro diplomatico a due mesi dal voto

3 lingue · 43 testate

Da Economy & Markets

Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese

6 lingue · 16 testate

Da Technology

L’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA

3 lingue · 11 testate

Leggi di più