
Governo studia nuovo taglio delle accise per frenare il caro-carburanti
Il prezzo del diesel supera i 2,18 euro al litro, la benzina sfiora 1,98. L'esecutivo accelera su un decreto entro la prossima settimana.
Il governo italiano sta valutando un nuovo intervento per ridurre le accise sui carburanti, dopo che i prezzi di benzina e gasolio sono tornati a salire. Secondo i dati aggiornati, il prezzo medio del gasolio ha raggiunto i 2,18 euro al litro, mentre la benzina si attesta a circa 1,979 euro al litro, avvicinandosi ai picchi registrati in primavera. L'esecutivo punta ad approvare un decreto già nella prossima settimana, senza attendere il Consiglio dei ministri del 4 agosto, giudicato troppo lontano dalla premier Giorgia Meloni.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha confermato al Corriere della Sera che si attendono i calcoli del ministero dell'Economia per definire l'entità dello sconto. Secondo le prime ipotesi, si potrebbe ricorrere al meccanismo delle "accise mobili", che utilizza l'extragettito Iva generato dai rincari per finanziare una riduzione temporanea della tassazione. L'opposizione spinge per un intervento rapido e ha già annunciato una sollecitazione in Senato.
La riduzione delle accise era già stata applicata sette volte a partire da marzo, con un costo complessivo di circa due miliardi di euro. Lo sconto, inizialmente di 25 centesimi al litro, era stato progressivamente ridotto e poi sospeso a inizio luglio, quando i prezzi erano calati grazie a un accordo tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, la ripresa delle ostilità in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno fatto risalire il prezzo del petrolio sopra i 100 dollari al barile, riaccendendo la pressione sui listini alla pompa.
Secondo gli economisti e i centri studi delle istituzioni finanziarie, il taglio delle accise è una misura regressiva e distorsiva, perché incentiva i consumi invece di ridurli. Il governo sta valutando anche un contributo sulla social card "Dedicata a te" per le famiglie a basso reddito, ma il nodo delle coperture resta aperto: l'extragettito Iva di giugno, circa 190 milioni, è in gran parte già utilizzato.
Il provvedimento dovrebbe articolarsi in due fasi: un primo decreto ministeriale a breve, basato sull'extragettito di giugno, e un secondo intervento dopo il 10 agosto, quando saranno noti gli incassi di luglio. L'esecutivo potrebbe attingere anche a una parte dei 9,1 miliardi recuperati grazie all'allineamento tra Pos e registratori di cassa. La decisione finale è attesa nei prossimi giorni.
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.10 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.30 | critical |
Il governo italiano interviene con un taglio delle accise per contrastare il caro-carburanti, una messa di breve periodo che non affronta le cause strutturali. Il dibattito si concentra sulla sostenibilità fiscale e sull'equilibrio del bilancio, con un occhio alle pressioni europee.
L'impennata dei prezzi del petrolio è direttamente legata alle tensioni in Medio Oriente, con l'Iran al centro della crisi. Il taglio delle accise italiano è una reazione marginale di fronte alla minaccia di un conflitto più ampio che destabilizza i mercati energetici globali.
L'Italia tenta di calmierare i prezzi con misure interne, ma la vera leva è fuori dal suo controllo: la volatilità geopolitica in Medio Oriente, che colpisce anche le economie emergenti come l'India. La mossa è vista come insufficiente in un contesto globale interconnesso.
Allarga lo sguardo
Trump annuncia un accordo per il disarmo di Hamas, ma Israele resta scettico
4 lingue · 103 testate
Da Economy & MarketsIl Messico rimbalza dell’1,5% nel secondo trimestre, il miglior dato in oltre cinque anni
1 lingua · 18 testate
Da TechnologyGIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane
1 lingua · 15 testate