
Preliminare con Pechino: calo dazi Usa-Cina, ma l'intesa è ancora da scrivere
Pechino e Washington annunciano per la prima volta dalla guerra commerciale un accordo di principio per ridurre i dazi su agricoltura e aeronautica. I dettagli restano da negoziare.
Il primo segnale concreto di distensione commerciale tra le due maggiori economie del mondo è arrivato a sorpresa sabato scorso: il ministero del Commercio di Pechino ha comunicato che Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un'intesa “preliminare” per abbassare reciprocamente i dazi su alcuni prodotti, in particolare nel settore agricolo e aeronautico. L'annuncio segue la visita di Donald Trump a Pechino della settimana scorsa, un vertice caratterizzato da una retorica cordiale ma da risultati tangibili finora assai limitati. Il governo cinese ha precisato che le due parti istituiranno un consiglio per gli investimenti e uno per il commercio, incaricati di negoziare riduzioni tariffarie specifiche e mirate. Ma la parola d'ordine, al momento, è ancora “preliminare”: i termini precisi sono in fase di definizione.
La portata del gesto si misura sullo sfondo di tre anni di escalation. Nel 2025, secondo i dati del Dipartimento dell'Agricoltura statunitense, gli scambi agricoli bilaterali erano crollati del 65,7 per cento su base annua, fermandosi a 8,4 miliardi di dollari. Le importazioni cinesi di prodotti americani continuavano a scontare un dazio aggiuntivo del 10 per cento, residuo delle rappresaglie incrociate. L'accordo annunciato, seppur vago, rappresenta dunque un'inversione di rotta politica: da Pechino arriva l'ammissione che serve stabilizzare una relazione logorata, mentre Washington ritiene di aver ottenuto un'apertura sufficiente per proseguire il negoziato. L'ottica di Washington, però, resta cauta: l'amministrazione Trump non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali e aspetta la concretizzazione dei dettagli.
Dal punto di vista europeo, l'intesa ha il sapore amaro di un'ulteriore marginalizzazione. Bruxelles segue con apprensione le trattative bilaterali tra le superpotenze, temendo che un accordo Usa-Cina possa riorientare i flussi commerciali a scapito dei produttori europei, in particolare nel settore agroalimentare. L'Italia, con la sua forte vocazione all'export di qualità, rischia di vedere i propri prodotti – dal vino all'olio, dalla pasta ai formaggi – perdere competitività sui mercati statunitensi e cinesi se dovessero entrare in vigore preferenze tariffarie esclusive. Gli analisti di Bruxelles sottolineano che la partita vera non è ancora iniziata: mancano le liste dei prodotti coinvolti, le scadenze e le clausole di salvaguardia. Per ora, Pechino ha preferito tenere banco con un annuncio di buona volontà, in attesa della visita del presidente russo Vladimir Putin, prevista a breve, che aggiungerà un ulteriore tassello al mosaico geoeconomico in costruzione.
In prospettiva, la strada per una reciproca riduzione tariffaria resta impervia. I due Paesi hanno concordato di “mettere a punto l'accordo il più presto possibile”, ma la prudenza di Pechino – che parla di “progressi preliminari” – e il silenzio di Washington rendono plausibile uno scenario di lunghi negoziati. Per l'Italia e l'Europa, la lezione è chiara: nessun accordo bilaterale tra giganti può essere ignorato, ma la sua reale portata si misurerà solo quando dalla diplomazia si passerà ai regolamenti doganali. Fino ad allora, resta l'incertezza di un commercio globale che lentamente prova a uscire dalla fase più acuta della guerra dei dazi, ma senza garanzie per i terzi.
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.20 | neutral |
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Dopo il vertice Trump-Xi, Pechino e Washington hanno annunciato accordi preliminari per ridurre alcuni dazi e incrementare il commercio agricolo. Tuttavia, le importazioni cinesi dagli USA restano soggette a dazi aggiuntivi e le due parti descrivono i progressi come provvisori, con dettagli ancora da definire. Il tono cauto riflette un persistente scetticismo sulla possibilità di un allentamento duraturo delle tensioni commerciali.
Durante la visita di Trump a Pechino, Cina e Stati Uniti hanno raggiunto intese preliminari per ridurre i dazi su determinati prodotti e istituire consigli per il commercio e gli investimenti. Sebbene gli accordi siano definiti iniziali e privi di dettagli concreti, vengono interpretati come un passo per allentare le tensioni bilaterali. Alcuni media inquadrano il risultato come un successo dello stile negoziale di Trump, mentre altri sottolineano la portata limitata dell'intesa.
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