
Il Mondiale allargato accende l'Africa: Sudafrica in scena, l'Italia spettatrice
Con dieci squadre africane per la prima volta, l'edizione a 48 regala il ritorno dei Bafana Bafana e nuovi equilibri. Mentre Messico e Giordania affilano le armi, un pronostico tedesco incorona l'Olanda.
L’edizione 2026 della Coppa del Mondo, la prima con 48 nazionali, sta per trasformare il Nord America in un teatro globale del calcio. Mentre l’Italia resta per la seconda volta consecutiva fuori dalla fase finale, l’attenzione si sposta su un continente che si presenta con ambizioni inedite: l’Africa. Per la prima volta saranno dieci le squadre del continente ai nastri di partenza, e tra queste c’è il Sudafrica, che torna al torneo dopo sedici anni di assenza. Il commissario tecnico Hugo Bross ha diramato una lista di 26 giocatori in cui spiccano il portiere Ronwen Williams, il centrocampista Teboho Mokoena e l’attaccante Lyle Foster, con una scelta strategica che privilegia nettamente il reparto offensivo, contando nove punte. La spina dorsale della selezione è ancorata ai due grandi club di Johannesburg, Mamelodi Sundowns e Orlando Pirates, che insieme forniscono 17 convocati. L’11 giugno, all’Estadio Azteca di Città del Messico, i Bafana Bafana affronteranno proprio i padroni di casa nell’inaugurazione del Gruppo A, un esordio che è già il simbolo di un nuovo corso mondiale.
Secondo fonti di Città del Messico, la selezione di Javier Aguirre sta ultimando i dettagli organizzativi. Due elementi chiave, l’attaccante Raúl Jiménez e il laterale César Huerta, non si aggregheranno al ritiro nel Centro de Alto Rendimiento, ma raggiungeranno direttamente la squadra a Pasadena il 28 maggio, in vista di un test amichevole contro l’Australia. La lista definitiva verrà comunicata il 1° giugno, a pochi giorni dal calcio d’inizio. La pressione sul Tri, copadrone di casa insieme a Stati Uniti e Canada, è enorme, ma la presenza di una base solida e il supporto di un pubblico oceanico rendono il Messico uno degli osservati speciali.
Dall’altra parte del mondo, la Giordania sta affrontando una preparazione altrettanto meticolosa. Da Amman si conferma che la squadra, dopo un ritiro nella capitale, si è trasferita in Svizzera per un’amichevole contro i padroni di casa a Kybunpark, prima di volare a San Diego per un’ulteriore sessione di allenamento e un test con la Colombia il 7 giugno. Il commissario tecnico ha ridotto la rosa a 28 elementi, escludendo Ahmed Jaidi e Ahmed Assaf, in vista di un Gruppo 10 proibitivo che oppone i Nashama all’Argentina campione in carica, all’Austria e all’Algeria. La presenza di tre continenti in un solo raggruppamento è la cifra di un Mondiale che ambisce a superare ogni confine.
Mentre le nazionali si preparano sul campo, non mancano i pronostici che accendono il dibattito. Da Berlino giunge la voce dell’analista Joachim Klement, noto per aver indovinato i vincitori delle ultime edizioni con un metodo statistico che definisce “scientifico”. Questa volta il suo verdetto è sorprendente: a trionfare sarà l’Olanda, finalmente capace di conquistare quel trofeo che le è stato a lungo negato. Klement esclude la possibilità di un bis dell’Argentina di Messi, relegando la Scaloneta a un ruolo di comprimaria. Per gli osservatori di Bruxelles, il pronostico ha un sapore particolare: l’Olanda, da sempre culla di talento ma mai incoronata, potrebbe incarnare l’eterno “quasi” del calcio europeo, in un torneo che manca però di una delle sue nobili decadute, l’Italia.
Guardando oltre l’orizzonte, il Mondiale 2026 si profila come un laboratorio di nuovi equilibri geopolitici del pallone. L’allargamento a 48 squadre ha aperto finestre impensabili per le federazioni africane e asiatiche, e le dieci rappresentanti dell’Africa – dal Marocco semifinalista in Qatar alle rinnovate formazioni di Tunisia e Senegal – promettono di non essere semplici comparse. L’attenzione globale è già rivolta ai talenti emergenti segnalati dalla FIFA, che ha messo in luce dieci giocatori africani capaci di illuminare la scena. Se la tradizione pesa ancora sul Vecchio Continente, con Francia, Germania e Spagna attese protagoniste, il respiro globale del torneo potrebbe regalare la prima vera sorpresa di un’era nuova. E l’Italia, assente, osserverà con lo sguardo di chi sa che il calcio, oggi, parla una lingua sempre più plurale.
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
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| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.80 | aligned |
I media latinoamericani passano in rassegna le notizie di avvicinamento al Mondiale: il ritorno del Sudafrica dopo 16 anni, un oracolo tedesco che con metodo 'scientifico' incorona i Paesi Bassi, e aggiornamenti logistici su giocatori messicani. Trattano la previsione con scetticismo divertito, sottolineando come deluda le speranze argentine, mentre celebrano il ritorno africano.
La Giordania conclude il raduno ad Amman, riduce la rosa a 28 elementi escludendo due giocatori, e parte per un campo in Svizzera dove affronterà i padroni di casa in amichevole. Il resoconto è pragmatico e incentrato sulle fasi preparatorie in vista del girone con Argentina, Austria e Algeria.
La stampa panaraba del Levante e Maghreb celebra l'attesa del Mondiale con uno sguardo storico sulle stelle africane, da Roger Milla fino ai protagonisti marocchini del 2022. Con l'edizione allargata a 48 squadre e dieci posti africani, si proietta il continente verso un nuovo capitolo di gloria, rivendicando il proprio peso nel calcio mondiale.
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