
Il Pentagono desecretà 160 file sugli Ufo e Kiev militarizza lo studio degli avvistamenti
La recente desecretazione di documenti militari americani sugli Ufo spinge l’Ucraina a trasformare l’indagine in questione di difesa. Il Giappone analizza con attenzione i casi vicini alle sue basi.
L’8 maggio il Pentagono ha pubblicato oltre centosessanta documenti desecretati sugli Ufo – o, con la nuova sigla, Fenomeni Anomali Non Identificati – raccogliendo in un sito web decenni di segnalazioni, video e rapporti che spaziano dall’agricoltore di Stockton del 1947 agli astronauti del programma Apollo. La decisione, presa su impulso dell’ex presidente Donald Trump, arriva dopo che nel 2022 il Congresso americano ha tenuto le prime audizioni pubbliche sull’argomento in mezzo secolo, segnale di un’attenzione bipartisan che ha superato la vecchia dimensione del folklore per trasformarsi in una priorità di intelligence. L’onda lunga di questa trasparenza forzata si è propagata ben oltre Washington.
A Kiev, il consigliere del ministero della Difesa Serhij Beskrestnov ha rivelato che le Forze armate ucraine hanno formalizzato lo studio degli avvistamenti nei cieli del conflitto con la Russia, redigendo un documento operativo concordato con il comandante in capo: per l’Ucraina, ogni oggetto non identificato potrebbe essere un’arma nemica in fase di sperimentazione, e così la caccia agli Ufo è diventata una questione di sopravvivenza, non più solo di curiosità scientifica. Dall’altra parte del globo, il governo giapponese ha accolto con cautela la pubblicazione dei file, annunciando di analizzarli con “grande interesse”. Il capo di gabinetto Minoru Kihara ha confermato che Tokyo mantiene uno scambio costante con gli Stati Uniti e con altri alleati, pur riservandosi di decidere caso per caso se rendere pubblici i propri dossier: un approccio pragmatico che riflette la sensibilità di un Paese le cui basi e acque territoriali sono state teatro di alcuni degli avvistamenti recenti ripresi nei video del Pentagono.
Mentre i governi si muovono tra segretezza e apertura, la domanda che resta sul tavolo è se questa crescente ufficializzazione del fenomeno porterà a una cooperazione internazionale – finora assente – o a una nuova corsa tecnologica mascherata da caccia agli alieni. Per l’Europa e per l’Italia, che finora hanno osservato con distacco, la sfida sarà decidere se dotarsi di propri protocolli di analisi o lasciare che la narrazione resti in mano a Washington, Kiev e Tokyo.
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