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Sportmartedì 4 agosto 2026

Il principe Ali accusa Infantino di ricatto: «Premi negati, la FIFA ci ha chiesto il voto»

L'ex vicepresidente FIFA e capo della federcalcio giordana denuncia pressioni verbali durante il Mondiale 2026 per ottenere l'appoggio elettorale, mentre restano congelati i 4,2 milioni di dollari della Coppa Araba.

L’accusa è esplosa in un post sui social, con la forza di un siluro che colpisce la linea di galleggiamento di una FIFA già in piena tempesta. Il principe Ali bin Al Hussein, presidente della Federazione calcistica della Giordania ed ex vicepresidente del massimo organismo mondiale, ha denunciato pubblicamente Gianni Infantino per «ricatto». Al centro della bufera, la mancata erogazione dei premi della Coppa Araba FIFA 2025, un torneo in cui la nazionale giordana raggiunse la finale, perdendola contro il Marocco. Otto mesi dopo, quei 4,2 milioni di dollari – stando alle cifre riportate dalla stampa giordana – non sono ancora arrivati.

Il principe Ali ha ricostruito una sequenza di ostacoli che la sua federazione, alle prese con un budget minimo, ha dovuto affrontare in occasione della prima storica partecipazione a un Mondiale. Tifosi rimasti fuori dagli Stati Uniti nonostante i biglietti acquistati a «prezzi esorbitanti»; la tassazione imposta dal governo americano, tramite la FIFA, sui compensi di giocatori e staff, un onere che non ha toccato le squadre accampate in Canada e Messico; e, soprattutto, quei premi della Coppa Araba attesi da dicembre. «Per mesi la FIFA si è rifiutata di aiutarci su queste e altre questioni», ha scritto il principe, «finché durante il Mondiale mi è stato comunicato verbalmente che, se avessi appoggiato Infantino, ciò avrebbe contribuito enormemente ad aiutare la nostra federazione».

La risposta del dirigente hashemita è stata tagliente: «In Giordania ci vantiamo di difendere valori etici. Non lo abbiamo appoggiato prima e certamente non lo faremo ora. L’intera situazione equivale a un ricatto e ci rifiutiamo di cedere». La replica della FIFA, interpellata da diverse testate, non è arrivata. L’affondo giunge in un momento di acuta fragilità per Infantino, già costretto a ritirare il progetto di vendere una quota del 20% dei futuri ricavi mondiali a un fondo guidato da Joshua Kushner, dopo la rivolta di UEFA, CONCACAF e Confederazione asiatica, e il ritiro dell’appoggio di federazioni come Inghilterra, Galles, Finlandia e Svezia.

Ali bin Al Hussein non è un avversario qualunque: nel 2016 si candidò proprio contro Infantino per la presidenza FIFA, piazzandosi terzo, e già un anno prima aveva sfidato Sepp Blatter in un’elezione segnata dagli arresti di Zurigo. Oggi la sua denuncia innesta un nuovo fronte nella corsa verso il voto del 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. Con la Giordania che ribadisce il suo no, il presidente in carica vede assottigliarsi ulteriormente il perimetro di un consenso che fino a poche settimane fa sembrava blindato.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Intensità della critica
24%Bassa
4 blocchi · posizioni da −0.80 a −0.20
Forte condannaCauta cronaca
EURLATATLRUS
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.20neutral
Stampa latinoamericana−0.80critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.40critical
Stampa russa e CSI−0.20neutral
I blocchi di stampa analizzati non includono testate giordane o della sfera diretta della FIFA. La storia è coperta interamente da blocchi regionali esterni.
Stampa europea continentale−0.20
Voce

Il principe ha parlato; riportiamo le sue parole senza abbellimenti. L'accusa sta come fatto.

Meccanismocitazione neutrale

Presentando l'accusa come una semplice citazione ed evitando commenti, il blocco crea un'apparenza di imparzialità pur diffondendo la rivendicazione.

Omissione

Il blocco omette qualsiasi contesto sui piani di rielezione contestati di Infantino o sullo scandalo degli investimenti FIFA, lasciando la storia come un incidente isolato.

ScetticismoDistacco
Stampa latinoamericana−0.80
Voce

Denunciamo il ricatto di Infantino e stiamo con il principe Ali. Questo è un chiaro caso di corruzione che deve essere punito.

Meccanismomoralizzazione diretta

Il blocco usa un linguaggio carico di emozione e assoluti morali (flagrante, tirannia, corruzione) per inquadrare la storia come una lotta netta tra bene e male, senza lasciare spazio a sfumature.

Omissione

Il blocco omette il contesto che la disputa sui premi potrebbe anche coinvolgere ritardi amministrativi e che il piano di investimento di Infantino è stato abbandonato, il che potrebbe mitigare l'accusa di ricatto intenzionale.

IndignazioneAllarme
Stampa atlantica / anglosfera−0.40
Voce

Riportiamo l'accusa e la inseriamo nella più ampia crisi FIFA, mostrando come lotte di potere e riforme fallite plasmino questa storia.

Meccanismocontestualizzazione strategica

Collegando l'accusa di ricatto al precedente fallito schema di investimenti di Infantino e alle imminenti elezioni, il blocco inquadra la denuncia come parte di un più ampio dramma politico piuttosto che come semplice oltraggio morale, conferendo credibilità attraverso il contesto.

Omissione

Il blocco minimizza la vittimizzazione personale del principe e il peso emotivo dell'accusa di ricatto, trattandola come una mossa tra tante.

PragmatismoScetticismo
Stampa russa e CSI−0.20
Voce

Il principe ha elencato lamentele concrete; le presentiamo senza commenti. I fatti parlano da soli.

Meccanismoперечисление фактов

Enumerando questioni specifiche (visti, tasse, premi) ed evitando un linguaggio emotivo, il blocco crea un'impressione di obiettività e affidabilità fattuale, lasciando che l'accusa regga sui suoi dettagli.

Omissione

Il blocco omette il più ampio contesto politico della campagna di rielezione di Infantino e il fallito piano di investimenti, che potrebbero spiegare perché il ricatto sarebbe plausibile.

PragmatismoDistacco
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martedì 4 agosto 2026

Il principe Ali accusa Infantino di ricatto: «Premi negati, la FIFA ci ha chiesto il voto»

L'ex vicepresidente FIFA e capo della federcalcio giordana denuncia pressioni verbali durante il Mondiale 2026 per ottenere l'appoggio elettorale, mentre restano congelati i 4,2 milioni di dollari della Coppa Araba.

L’accusa è esplosa in un post sui social, con la forza di un siluro che colpisce la linea di galleggiamento di una FIFA già in piena tempesta. Il principe Ali bin Al Hussein, presidente della Federazione calcistica della Giordania ed ex vicepresidente del massimo organismo mondiale, ha denunciato pubblicamente Gianni Infantino per «ricatto». Al centro della bufera, la mancata erogazione dei premi della Coppa Araba FIFA 2025, un torneo in cui la nazionale giordana raggiunse la finale, perdendola contro il Marocco. Otto mesi dopo, quei 4,2 milioni di dollari – stando alle cifre riportate dalla stampa giordana – non sono ancora arrivati.

Il principe Ali ha ricostruito una sequenza di ostacoli che la sua federazione, alle prese con un budget minimo, ha dovuto affrontare in occasione della prima storica partecipazione a un Mondiale. Tifosi rimasti fuori dagli Stati Uniti nonostante i biglietti acquistati a «prezzi esorbitanti»; la tassazione imposta dal governo americano, tramite la FIFA, sui compensi di giocatori e staff, un onere che non ha toccato le squadre accampate in Canada e Messico; e, soprattutto, quei premi della Coppa Araba attesi da dicembre. «Per mesi la FIFA si è rifiutata di aiutarci su queste e altre questioni», ha scritto il principe, «finché durante il Mondiale mi è stato comunicato verbalmente che, se avessi appoggiato Infantino, ciò avrebbe contribuito enormemente ad aiutare la nostra federazione».

La risposta del dirigente hashemita è stata tagliente: «In Giordania ci vantiamo di difendere valori etici. Non lo abbiamo appoggiato prima e certamente non lo faremo ora. L’intera situazione equivale a un ricatto e ci rifiutiamo di cedere». La replica della FIFA, interpellata da diverse testate, non è arrivata. L’affondo giunge in un momento di acuta fragilità per Infantino, già costretto a ritirare il progetto di vendere una quota del 20% dei futuri ricavi mondiali a un fondo guidato da Joshua Kushner, dopo la rivolta di UEFA, CONCACAF e Confederazione asiatica, e il ritiro dell’appoggio di federazioni come Inghilterra, Galles, Finlandia e Svezia.

Ali bin Al Hussein non è un avversario qualunque: nel 2016 si candidò proprio contro Infantino per la presidenza FIFA, piazzandosi terzo, e già un anno prima aveva sfidato Sepp Blatter in un’elezione segnata dagli arresti di Zurigo. Oggi la sua denuncia innesta un nuovo fronte nella corsa verso il voto del 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. Con la Giordania che ribadisce il suo no, il presidente in carica vede assottigliarsi ulteriormente il perimetro di un consenso che fino a poche settimane fa sembrava blindato.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Intensità della critica
24%Bassa
4 blocchi · posizioni da −0.80 a −0.20
Forte condannaCauta cronaca
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Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.20neutral
Stampa latinoamericana−0.80critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.40critical
Stampa russa e CSI−0.20neutral
I blocchi di stampa analizzati non includono testate giordane o della sfera diretta della FIFA. La storia è coperta interamente da blocchi regionali esterni.
Stampa europea continentale−0.20
Voce

Il principe ha parlato; riportiamo le sue parole senza abbellimenti. L'accusa sta come fatto.

Meccanismocitazione neutrale

Presentando l'accusa come una semplice citazione ed evitando commenti, il blocco crea un'apparenza di imparzialità pur diffondendo la rivendicazione.

Omissione

Il blocco omette qualsiasi contesto sui piani di rielezione contestati di Infantino o sullo scandalo degli investimenti FIFA, lasciando la storia come un incidente isolato.

ScetticismoDistacco
Stampa latinoamericana−0.80
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Denunciamo il ricatto di Infantino e stiamo con il principe Ali. Questo è un chiaro caso di corruzione che deve essere punito.

Meccanismomoralizzazione diretta

Il blocco usa un linguaggio carico di emozione e assoluti morali (flagrante, tirannia, corruzione) per inquadrare la storia come una lotta netta tra bene e male, senza lasciare spazio a sfumature.

Omissione

Il blocco omette il contesto che la disputa sui premi potrebbe anche coinvolgere ritardi amministrativi e che il piano di investimento di Infantino è stato abbandonato, il che potrebbe mitigare l'accusa di ricatto intenzionale.

IndignazioneAllarme
Stampa atlantica / anglosfera−0.40
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Riportiamo l'accusa e la inseriamo nella più ampia crisi FIFA, mostrando come lotte di potere e riforme fallite plasmino questa storia.

Meccanismocontestualizzazione strategica

Collegando l'accusa di ricatto al precedente fallito schema di investimenti di Infantino e alle imminenti elezioni, il blocco inquadra la denuncia come parte di un più ampio dramma politico piuttosto che come semplice oltraggio morale, conferendo credibilità attraverso il contesto.

Omissione

Il blocco minimizza la vittimizzazione personale del principe e il peso emotivo dell'accusa di ricatto, trattandola come una mossa tra tante.

PragmatismoScetticismo
Stampa russa e CSI−0.20
Voce

Il principe ha elencato lamentele concrete; le presentiamo senza commenti. I fatti parlano da soli.

Meccanismoперечисление фактов

Enumerando questioni specifiche (visti, tasse, premi) ed evitando un linguaggio emotivo, il blocco crea un'impressione di obiettività e affidabilità fattuale, lasciando che l'accusa regga sui suoi dettagli.

Omissione

Il blocco omette il più ampio contesto politico della campagna di rielezione di Infantino e il fallito piano di investimenti, che potrebbero spiegare perché il ricatto sarebbe plausibile.

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