
Il principe Harry a Kiev: un appello a Putin e una spinta agli Usa per la pace
Il principe Harry, in una visita a sorpresa a Kiev giovedì scorso, ha rotto il silenzio sulla guerra in Ucraina con un messaggio diretto al Cremlino: «Nessuno Stato trae vantaggio dalla perdita di vite umane che stiamo vedendo. È ancora possibile fermare questa guerra». Nell’intervento al Forum sulla sicurezza di Kiev, il duca di Sussex ha parlato da ex soldato, non da politico, ma le sue parole hanno avuto una chiara risonanza diplomatica.
Ha chiesto a Vladimir Putin di porre fine al conflitto e ha esortato la leadership americana a rispettare gli impegni internazionali, ricordando il ruolo degli Stati Uniti nella sicurezza globale. Una mossa che ha provocato la replica secca di Donald Trump: «Harry non parla a nome del Regno Unito». Il viaggio del principe cade in un momento in cui l’Ucraina ha annunciato un pacchetto di aiuti da 147 miliardi di dollari per respingere le forze russe, dopo mesi di stallo sul sostegno europeo.
Intanto, secondo gli analisti di Kiev, l’esercito ucraino ha colpito un centro di comando dell’FSB nella regione occupata di Donetsk con uno sciame di droni, uccidendo almeno dodici ufficiali e ferendone quindici. L’operazione è stata rivendicata dalle forze per i sistemi senza pilota, che hanno utilizzato droni FP-2 prodotti dall’azienda ucraina Fire Point. Il centro era responsabile di sabotaggi, reclutamento e attacchi terroristici.
Da Mosca, il capo di stato maggiore Valery Gerasimov ha rivendicato la conquista di 1700 chilometri quadrati dall’inizio dell’anno, ma gli osservatori occidentali liquidano la cifra come esagerata, sottolineando che l’Ucraina infligge perdite significative al nemico. Sul fronte diplomatico, l’appello di Harry giunge in un contesto di progressivo disimpegno americano dalla mediazione diretta, complice la crisi in Medio Oriente. Bruxelles osserva con preoccupazione: l’Italia e l’Europa si trovano a dover colmare un vuoto di leadership, mentre Kiev irrigidisce la sua posizione.
Il consigliere presidenziale Kyrylo Budanov ha dichiarato che l’Ucraina non cederà «un solo millimetro» di territorio. L’iniziativa del principe Harry, pur non ufficiale, ha riacceso il dibattito sulla necessità di un rinnovato impegno occidentale. Il futuro della guerra si gioca ora sulla capacità di Washington e Bruxelles di coordinare una strategia che tenga conto delle ambizioni di Mosca e della determinazione di Kiev, in un equilibrio sempre più precario.
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