
Il rientro del jet di Zelensky in Polonia tra tensioni e smentite diplomatiche
Il velivolo presidenziale ucraino è rientrato in Polonia dopo una serie di viaggi che hanno evitato lo spazio aereo polacco, suscitando interrogativi sulle relazioni tra Kiev e Varsavia. Secondo i dati dei tracker aeronautici, l’aereo di Volodymyr Zelensky è atterrato a Cracovia nella notte tra lunedì e martedì, proveniente da Chișinău, dove era giunto da Tallinn dopo il vertice dei paesi nordici e baltici. La scelta di un itinerario che ha aggirato la Polonia, tradizionale hub logistico per le missioni presidenziali ucraine, ha alimentato speculazioni su un possibile raffreddamento diplomatico.
Il nodo della controversia sembra risiedere in un gesto simbolico di Zelensky, che ha conferito il titolo di “eroi dell’UPA” a un’unità speciale ucraina, riaccendendo le ferite storiche tra i due paesi. L’UPA, formazione nazionalista attiva durante la seconda guerra mondiale, è considerata da Varsavia responsabile di massacri di polacchi. La decisione di Kiev ha provocato una reazione dura in Polonia, dove il governo ha espresso “profonda preoccupazione”. In questo clima, il presidente ucraino ha optato per una rotta alternativa per il suo viaggio a Londra, passando per la Moldavia anziché per l’aeroporto di Rzeszów, solitamente utilizzato.
Il ministero degli Esteri ucraino ha però respinto ogni collegamento tra la modifica del percorso e la disputa politica. Il portavoce Heorhiy Tykhyi ha definito “artificiale” l’accostamento, invitando a non politicizzare le questioni logistiche e di sicurezza. Tuttavia, gli analisti di Bruxelles osservano che la scelta di spostare il velivolo da Rzeszów a Chișinău e poi di riportarlo in Polonia appare insolita, suggerendo che la tensione tra i due alleati sia più profonda di quanto le dichiarazioni ufficiali lascino intendere. Per l’Italia e l’Europa, la vicenda rappresenta un campanello d’allarme: la coesione del fronte occidentale a sostegno dell’Ucraina potrebbe essere messa a dura prova da divergenze storiche e politiche.
Nel frattempo, Zelensky ha proposto un accordo sui droni ai paesi baltici, offrendo esperti ucraini per rafforzare la difesa aerea e avviare una produzione congiunta. L’iniziativa, battezzata “Drone Deal”, mira a sfruttare l’esperienza bellica ucraina per proteggere lo spazio aereo di Lettonia, Lituania ed Estonia, spesso violato da droni russi. La mossa, accolta con interesse a Vilnius e Riga, potrebbe rappresentare un tentativo di Kiev di diversificare le proprie alleanze regionali, riducendo la dipendenza dalla Polonia. Resta da vedere se il rientro del jet a Cracovia segni una distensione o sia solo una pausa in una relazione sempre più complessa.
| Stampa russa e CSI | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
La stampa russa sottolinea che Zelensky ha evitato di sorvolare la Polonia dopo lo scandalo, scegliendo rotte alternative attraverso la Moldavia. Viene evidenziata la tensione diplomatica tra Kiev e Varsavia, mentre il ministero degli Esteri ucraino nega motivazioni politiche, ma senza fornire spiegazioni convincenti. Il tono è di scetticismo verso le smentite ucraine.
La stampa dell'Europa orientale si concentra sulla disputa storica tra Polonia e Ucraina, innescata dalla decisione di Zelensky di intitolare un'unità militare a un gruppo partigiano accusato di massacri di polacchi durante la seconda guerra mondiale. La tensione bilaterale è descritta come la più grave dall'inizio della guerra, con toni allarmati per la rottura dell'alleanza. La questione logistica del volo è vista come un sintomo del deterioramento dei rapporti.
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