
Gwyneth Paltrow nel mirino per la promo di un grattacielo di lusso a Tel Aviv
L'attrice premio Oscar Gwyneth Paltrow, già nota per le controversie legate al suo brand di benessere Goop, si trova al centro di una bufera mediatica per aver prestato il volto a 51 Park, un progetto immobiliare di lusso a Herzliya, sobborgo di Tel Aviv. Il video promozionale, girato a New York, la mostra mentre si sveglia in un appartamento di Manhattan e si concede una corsa a Central Park, concludendo che "c'è un motivo se il mondo...". Il lancio della campagna, avvenuto mentre la crisi umanitaria a Gaza si aggrava, ha scatenato reazioni indignate in Medio Oriente e non solo.
Secondo i media israeliani, la scelta di Paltrow come testimonial mirava a proiettare un'immagine di internazionalità e raffinatezza, ma ha prodotto l'effetto opposto. In Indonesia, il quotidiano Republika ha definito il video "ripugnante", sottolineando il contrasto tra il lusso sfacciato della promozione e la sofferenza dei palestinesi sotto i bombardamenti. La critica si è estesa ai social media, dove molti utenti hanno accusato l'attrice di insensibilità, ricordando le sue origini ebraico-cristiane e il suo attivismo progressista.
In Europa, la vicenda ha riacceso il dibattito sul ruolo delle celebrità nei conflitti geopolitici. Analisti di Bruxelles osservano che Paltrow, come molte star hollywoodiane, sembra aver sottovalutato la polarizzazione del pubblico globale, specialmente in un momento in cui il boicottaggio culturale di Israele guadagna terreno. La scelta di associarsi a un progetto immobiliare in un'area contesa appare, agli occhi di molti, un passo falso che rischia di danneggiare la sua immagine in mercati chiave come quello europeo.
Guardando al futuro, la polemica potrebbe avere ripercussioni sul brand personale di Paltrow e sulla sua azienda Goop, già bersaglio di critiche per pratiche pseudoscientifiche. Mentre il progetto 51 Park cerca di attrarre acquirenti internazionali, la tempesta mediatica solleva interrogativi sulla responsabilità sociale delle celebrità in un'epoca di conflitti visibili in tempo reale. Resta da vedere se l'attrice sceglierà di prendere le distanze o di affrontare le critiche con una dichiarazione pubblica.
| Stampa israeliana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | −0.80 | critical |
La stampa israeliana riporta la controversia su Gwyneth Paltrow come un fatto di costume, notando il contrasto tra il lusso del progetto e la guerra in corso, ma senza condanne esplicite. Viene sottolineata l'origine ebraica dell'attrice e la reazione social viene descritta come prevedibile.
La stampa del Sud-est asiatico condanna aspramente la scelta di Paltrow, definendo il video 'ripugnante' per la sua insensibilità verso la crisi umanitaria a Gaza. L'enfasi è sul contrasto tra il lusso sfrenato e la sofferenza dei palestinesi, con toni di indignazione morale.
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