
Il ritorno dei turisti russi: l’Europa concede più visti Schengen nonostante la guerra
Nel 2025 i Paesi Ue hanno rilasciato oltre 620mila visti ai cittadini russi, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente.
Nonostante le sanzioni e la retorica della rottura, i cittadini russi tornano a fare affluenza in Europa. Lo rivelano i dati riservati diffusi dalla Commissione europea e citati da fonti indipendenti: nel 2025 gli Stati membri del circuito Schengen hanno concesso più di 620.000 visti, con un incremento del 10,2% rispetto al 2024. Le richieste sono state oltre 670.000, segno che la domanda di viaggio verso l’Occidente non si è affievolita neppure dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina. Quasi tre quarti delle pratiche sono state inoltrate per motivi turistici: 477.000 autorizzazioni, pari al 77% del totale. Seguono le visite a parenti e amici e i viaggi d’affari, a conferma di una ripresa dei flussi che interessa tanto il tempo libero quanto le relazioni economiche residue.
La geografia delle preferenze rivela un asse solido tra Russia e tre Paesi europei: Francia, Italia e Spagna assorbono da sole circa il 75% delle domande. In particolare, la Francia ha registrato l’aumento più marcato, con un +23% annuo, trainato dalle località della Costa Azzurra. L’Italia si conferma meta ambita per i laghi del Nord e le destinazioni balneari, mentre la Spagna attrae con le sue coste mediterranee. Dal punto di vista di Bruxelles, questi numeri mostrano un paradosso evidente: la cornice politica europea parla di isolamento della Russia, ma i consolati continuano a rilasciare visti a ritmo crescente. Alcuni analisti notano che la discrepanza è tollerata perché ogni Stato membro conserva sovranità sulle procedure di ingresso, e interessi turistici ed economici locali prevalgono sulle dichiarazioni di principio.
Per l’Italia, il ritorno dei turisti russi rappresenta un’occasione importante per il settore alberghiero e della ristorazione, messo a dura prova dal conflitto e dalla scomparsa del mercato russo dopo il 2022. Le destinazioni come Como, Garda e Venezia vedono ora una ripresa delle prenotazioni. Tuttavia, la riapertura non è priva di contraddizioni. A Mosca, la notizia viene accolta come una vittoria diplomatica: il Cremlino può sostenere che la pressione europea si sta allentando. Gli analisti di Pechino seguono con attenzione il fenomeno, interpretandolo come segnale di una possibile frammentazione del fronte occidentale. In prospettiva, il dato più significativo è che il numero di visti rilasciati resta ancora lontano dai livelli prebellici, quando si superava il milione annuo. Ma la tendenza è chiara: il turismo russo sta rientrando in Europa a piccoli passi, e sarà difficile per i governi europei invertire la rotta senza compromettere i propri interessi nazionali.
Allarga lo sguardo
Washington revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana: scontro diplomatico a due mesi dal voto
3 lingue · 43 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
8 lingue · 16 testate
Da TechnologyL’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA
3 lingue · 11 testate